Scuola, il Decreto del 30% è stato capito davvero?

Redazione Nove da Firenze

“Funaro accusa il Governo di dividere i bambini secondo la provenienza, Albanese evoca l’esclusione. Ma chi vuole escludere qualcuno? Il decreto punta a distribuire meglio gli alunni, tutelando il diritto allo studio e creando condizioni migliori per l’apprendimento e l’integrazione.

Per noi la presenza di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi non è un problema. Vogliamo che ogni ragazzo possa capire le lezioni, partecipare e crescere insieme ai compagni. Il riequilibrio risponde anche alle loro esigenze. La soglia del 30% riguarda categorie specifiche, considerando anche il precedente percorso scolastico.

Il decreto prevede percorsi gratuiti di italiano per i genitori quando le loro difficoltà linguistiche ostacolano il percorso educativo dei figli. La lingua aiuta le famiglie a dialogare direttamente con la scuola e a partecipare alla comunità. La vera integrazione parte dalla scuola e dalla collaborazione tra genitori e insegnanti, nel rispetto delle regole comuni e dei principi fondamentali della nostra società.

Albanese chiede investimenti sull’italiano, ma omette i finanziamenti previsti dal provvedimento. Firenze valorizzi i propri Centri di alfabetizzazione, coordinandoli con scuole, servizi sociali e CPIA: il decreto riguarda tutto il Paese.

Le loro dichiarazioni fanno pensare che il decreto non sia stato capito, oppure che non lo si voglia capire. Prima di accusare il Governo di propaganda, Funaro e Albanese ne spieghino tutti i contenuti”.

Lo dichiarano i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia Angela Sirello (capogruppo), Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo.