Schedature delle scuole, a Bagno a Ripoli Fdi scatena la bufera

Redazione Nove da Firenze

Il 16 febbraio 2026, i consiglieri comunali di Fratelli d'Italia del Comune di Bagno a Ripoli – Michele Barbarossa, Serena Giannini e Fabio Venturi – hanno depositato una mozione in cui si sostiene che nelle scuole del territorio verrebbero impartite lezioni fortemente politicizzate.

Non mancano le reazioni politiche.

«Un atto che arriva addirittura a proporre l’introduzione di etichette politiche nelle denominazioni degli istituti scolastici, ipotizzando presunti orientamenti del corpo docente», dice Francesco Casini, consigliere regionale di Casa Riformista ed ex sindaco di Bagno a Ripoli, intervenendo sulla vicenda.

«Siamo di fronte a un’iniziativa davvero molto grave, sbagliata sotto ogni profilo: nei contenuti, nel metodo e soprattutto nella concezione del ruolo del consigliere comunale».

«Il consigliere comunale è il rappresentante della cittadinanza e ha il compito di lavorare dentro il Consiglio comunale per costruire il futuro del territorio, affrontando problemi concreti e proponendo soluzioni. Il Consiglio deve essere un luogo di confronto serio e di progettazione, non un semplice ring politico dove si alimentano polemiche ideologiche».

«Esprimo piena solidarietà alle istituzioni scolastiche di Bagno a Ripoli, con le quali ho avuto la fortuna di collaborare per oltre dieci anni e che si sono sempre dimostrate luoghi di eccellenza dell’istruzione, di pluralismo culturale e di innovazione educativa. Delegittimare la scuola pubblica, limitarne l’autonomia in questo modo significa colpire una comunità che ogni giorno lavora con responsabilità per il bene dei ragazzi».

«Mi auguro infine che il partito di Fratelli d’Italia a tutti i livelli prenda rapidamente le distanze da questa iniziativa dei loro rappresentanti sul territorio ripolese, dissociandosi da un atto che non rende un buon servizio né alle istituzioni né alla comunità di Bagno a Ripoli e della Toscana tutta», conclude Casini.

«È tutto vero: a Bagno a Ripoli il gruppo di Fratelli d’Italia ha presentato una mozione per chiedere all’amministrazione di schedare le scuole del territorio, aggiungendo alla denominazione ufficiale le etichette di “politicamente schierata a sinistra”, “ideologicamente comunista”, “favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke”, “antiamericana, antisionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anticattolica, antidemocratica”.

Se è uno scherzo di carnevale, non fa ridere; se è una provocazione riesce solo a provocare sdegno e rabbia.

Di certo questa è la vera faccia di Fratelli d'Italia, di una destra che siede nelle istituzioni e le usa – dai comuni al governo - come un teatrino per deridere e calpestare i valori della democrazia e della libertà di cui da sempre è nemica giurata».

È la dichiarazione del segretario del Pd di Bagno a Ripoli, Andrea Bencini, in merito alla presentazione da parte di Fratelli d’Italia di una mozione in cui si chiede all’amministrazione di cambiare la denominazione delle scuole del territorio aggiungendo etichette "palesemente discriminatorie".

«Martedì 24 febbraio questo rigurgito di fascismo verrà discusso in Consiglio comunale: invitiamo tutte le cittadine e i cittadini di Bagno a Ripoli ad assistere alla seduta, per guardare in faccia questi indegni rappresentanti delle istituzioni democratiche», conclude Bencini.

Flc Cgil Firenze parla di fatto gravissimo: “Dopo Azione Studentesca a Prato che voleva schedare i docenti, ora è direttamente il partito della premier Meloni che vorrebbe schedare le scuole del territorio. Un fatto gravissimo: apprezziamo la reazione democratica delle istituzioni e del territorio, denunciamo questo attacco alla libertà e alla democrazia nelle scuole, rilanciamo con ancora più forza la nostra iniziativa di raccolta firme a difesa della scuola democraticaa lanciata negli istituti fiorentini, per dire che il mondo antifascista e democratico si stringe intorno al valore costituzionale della scuola. Nei prossimi gironi contatteremo i delegati sindacali degli istituti comprensivi di Bagno a Ripoli, siamo pronti a lanciare iniziative contro questa intimidazione di Fdi a partire un assemblea già in programma in uno dei comprensivi del territorio”, conclude Cgil.

"La proposta - commenta a sua volta USB Toscana -  è semplice nella sua aberrazione: apporre a ogni istituto scolastico del Comune una "etichetta" ideologica. Le scuole potrebbero essere bollate come "politicamente schierata a sinistra", "ideologicamente comunista", "favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke", oppure "antiamericana, anti sionista, antifascista, anti libertà di pensiero, anti cattolica, antidemocratica".USB Scuola Toscana denuncia con forza questa mozione per quello che è: un attacco diretto e frontale alla scuola pubblica statale, alla libertà di insegnamento garantita dall'art. 33 della Costituzione e alla dignità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori".

Lorenzo Tombelli, Presidente ANED Firenze, parla di deriva preoccupante: "La mozione presentata da Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli, che mira a “identificare” le scuole in base alla presunta matrice politica degli insegnanti e dei programmi didattici, rappresenta una deriva preoccupante, che richiama metodi autoritari e pratiche da regime che si sperava fossero definitivamente archiviate.

Il nostro Paese non ha mai pienamente fatto i conti con il proprio passato; questa iniziativa ne è l’ennesima dimostrazione: non solo non si è imparata la lezione della storia, ma si tenta di applicare strategie di controllo ideologico sulle giovani generazioni. Difendere i diritti conquistati a caro prezzo, la memoria storica e l’antifascismo non è indottrinamento ma adesione alla Costituzione.L’articolo 33, infatti, garantisce la libertà di insegnamento e riconosce il valore costituzionale della scuola.

Etichettare scuole e insegnanti sulla base di presunte appartenenze politiche è un attacco diretto alla democrazia e alla libertà educativa.L’ANED Firenze lancia un avvertimento chiaro: chi oggi tenta di dividere le scuole, controllare i contenuti e intimidire gli insegnanti non sta facendo politica, ma costruendo una gabbia ideologica che ha già segnato pagine drammatiche della nostra storia. Questa non è libertà, è la deriva di chi vuole piegare le istituzioni al proprio potere", conclude Tombelli.

Ci sono reazioni anche dal Comune di Firenze:

“Rimango senza parole di fronte alla mozione presentata da esponenti di Fratelli d’Italia che propone di etichettare le scuole di Bagno a Ripoli con definizioni ideologiche e discriminatorie". Così il consigliere del gruppo del Partito Democratico Andrea Ciulli che prosegue:

Si tratta di un atto grave, che attacca frontalmente l’autonomia scolastica, delegittima il lavoro di insegnanti e dirigenti e introduce una logica di schedatura inaccettabile in una comunità democratica. Le scuole non si marchiano, non si classificano per orientamento politico, non si trasformano in bersagli di propaganda.Proposte di questo tipo alimentano un clima di sospetto e divisione, mettendo in discussione il principio costituzionale di libertà d’insegnamento e il ruolo della scuola come luogo di formazione critica e pluralista.

È un salto di qualità preoccupante, che mostra una destra sempre più radicalizzata e pronta a colpire le istituzioni educative pur di alimentare lo scontro ideologico.Difendere la scuola pubblica significa difendere la democrazia.Difendere i docenti significa difendere la libertà di pensiero.Difendere le famiglie significa non usarle come strumento di battaglia politica.Esprimo pieno e convinto sostegno al Sindaco Francesco Pignotti e al Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli, certi che sapranno respingere con fermezza questo tentativo di delegittimazione e continuare a lavorare per una comunità unita, inclusiva e rispettosa dei valori costituzionali. La scuola non si etichetta.

La democrazia non si piega”, conclude Ciulli. 

“Esprimiamo profonda preoccupazione per la mozione depositata il 16 febbraio 2026 dai consiglieri di Fratelli d’Italia nel Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli. Questa proposta, autodefinitasi “provocatoria”, chiede di apporre al nome delle scuole aggettivi ideologici come:politicamente schierata a sinistra, ideologicamente comunista, favorevole alle teorie LGBTQIA+, woke, antiamericana, antisionista, anticattolica.Tale iniziativa viola gravemente l’art. 33 della Costituzione italiana, che garantisce la libertà d’insegnamento e l’autonomia delle scuole, tutelando il pluralismo educativo da ogni forma di ingerenza ideologica.

Evoca pratiche di controllo e liste di proscrizione tipiche del passato fascista, minando la laicità e la democrazia della scuola pubblica, che non può essere oggetto di schedature divisive e intimidatorie per docenti e dirigenti.L’unico aggettivo degno di essere riconosciuto per tutte le scuole è antifascista, in armonia con i valori fondamentali della Repubblica.Ribadiamo la nostra vicinanza al territorio di Bagno a Ripoli e invitiamo tutte le amministrazioni toscane a opporsi con fermezza a queste derive, difendendo l’istruzione inclusiva e i principi costituzionali”.

Queste le dichiarazioni del capogruppo PD Luca Milani e della presidente della Commissione istruzione, formazione e lavoro Beatrice Barbieri.