Rischio idrogeologico: dalla Regione opere per 60 milioni a Signa

Redazione Nove da Firenze

Signa (Firenze), 14 gennaio 2026 – La Regione Toscana ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per una serie di interventi di mitigazione del rischio idraulico nei Comuni di Signa e Lastra a Signa, lungo i fiumi Arno e Bisenzio e sul reticolo minore afferente, per un investimento complessivo di 60 milioni di euro, di prossimo finanziamento.

Il piano regionale, articolato in quattro lotti funzionali, prevede opere strutturali come una cassa di espansione sul torrente Ombrone, l’adeguamento e il consolidamento degli argini dell’Arno e del Bisenzio e altri interventi mirati alla riduzione del rischio di esondazioni in un’area riconosciuta come particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico. Il progetto è stato escluso dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e rappresenta uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni in materia di difesa del suolo nella Piana fiorentina.

Il Comitato Territorio e Buonsenso del Crocifisso a Signa valuta "in modo estremamente positivo questo investimento, che va nella direzione indicata dalle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici e di prevenzione del rischio idraulico, e ne chiede il finanziamento nel più breve tempo possibile. Tuttavia, l’efficacia di questi interventi rischia di essere compromessa dalle scelte urbanistiche attualmente all’esame del Comune di Signa.

Il nuovo Piano operativo comunale, infatti, prevede nella zona del Crocifisso una nuova urbanizzazione su oltre 114 mila metri quadrati di suolo agricolo e verde, con 211.546 metri cubi di edificato, l’impermeabilizzazione di più della metà dell’area interessata e la realizzazione di una nuova arteria stradale che attraversa il Padule, destinata a sostenere un traffico stimato fino a 50 mila veicoli al giorno.

Previsioni che introducono nuovi fattori di pressione su un territorio che la Regione stessa riconosce come fragile, aumentando l’impermeabilizzazione dei suoli e il carico infrastrutturale in una zona che svolge una funzione naturale di equilibrio idraulico. Una scelta che rischia di indebolire l’efficacia degli interventi regionali, vanificando un investimento pubblico pensato proprio per ridurre le criticità idrauliche".

«Da un lato – osserva ancora il Comitato – la Regione programma casse di espansione e rafforzamenti arginali per mettere in sicurezza il territorio; dall’altro, il Comune pianifica nuove edificazioni e una nuova viabilità in un’area sensibile. Senza una coerenza tra i livelli istituzionali, il rischio è che le politiche di difesa del suolo procedano in direzioni opposte».