Rapporto AlmaLaurea 2026: dati in crescita e superiori alle medie

Redazione Nove da Firenze

L’Università di Firenze consolida la propria posizione di eccellenza per quanto riguarda l’inserimento professionale dei propri studenti. Il RapportoAlmaLaurea 2026 su laurea e occupazione, presentato oggi a Matera, delinea un quadro molto positivo, con risultati che superano le medie nazionali e mostrano progressi rispetto alla rilevazione dell’anno precedente.

L’analisi sui percorsi di laurea ha coinvolto 10.312 studentesse e studenti Unifi che si sono laureati nel 2025, mentre l’indagine sugli esiti occupazionali ha riguardato complessivamente 17.409 laureati negli anni 2020 e 2024.

L’ingresso nel mondo del lavoro a un anno dal titolo (laureati di primo e secondo livello nel 2024)

Tra i dottori triennali intervistati a un anno dal titolo che decidono di non proseguire gli studi la performance è solida, con un tasso di occupazione dell’82,1% che supera la media nazionale dell’81,2%.

Per i laureati di secondo livello intervistati a un anno dal titolo, il tasso di occupazione raggiunge l’82,7%, a fronte dell’80,8% nazionale, segnando anche un incremento rispetto alla prestazione Unifi nel rapporto 2025 (81,1%).

Le performance a cinque anni dal titolo (laureati di secondo livello nel 2020)

I risultati più rilevanti emergono sulla lunga distanza: a cinque anni dal conseguimento della laurea di secondo livello, il tasso di occupazione per i laureati fiorentini sale al 94,9%, in netto miglioramento rispetto al 92% dell’anno precedente e al di sopra del dato nazionale del 94,4%.

Qualità dell’impiego, retribuzioni e settori di inserimento

Sotto il profilo della stabilità contrattuale, a cinque anni dal titolo quasi la metà dei laureati di secondo livello occupati (46,3%) può contare su un contratto a tempo indeterminato, mentre il 18,9% ha intrapreso un’attività in proprio.

Le retribuzioni medie mensili nette si attestano a 1.489 euro per i laureati di primo livello a un anno dal titolo e raggiungono i 1.828 euro per i laureati di secondo livello dopo cinque anni.

Per quanto riguarda i settori d’impiego, a cinque anni dal conseguimento del titolo il 53,4% dei laureati di secondo livello trova spazio nel comparto privato, il 43,2% nel pubblico e il 3,1% nel no-profit, con l’ambito dei servizi che ne assorbe la maggioranza (81,3%). Un dato di particolare rilievo riguarda l’efficacia percepita del titolo di studio: il 78,7% dei laureati di secondo livello dopo cinque anni considera la laurea molto efficace o efficace per il proprio impiego, con un utilizzo significativo delle competenze acquisite all’università nello svolgimento della propria attività lavorativa.

Soddisfazione dei laureati nel 2025 e fidelizzazione all’Ateneo

L’indagine conferma un gradimento elevato per l’esperienza vissuta a Firenze da parte dei laureati nel 2025. L’86,9% degli intervistati si dichiara complessivamente soddisfatto del proprio percorso universitario e l’80,2% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. L’85,2% valuta positivamente il rapporto con il corpo docente e l’81,2% esprime soddisfazione per le attività didattiche. La fiducia verso l’istituzione è testimoniata anche dal dato sulla fedeltà: il 71,4% degli studenti sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo.

Sul piano accademico, si osserva un importante balzo in avanti nella regolarità degli studi, con la quota di laureati in corso che sale al 55,3% rispetto al 51,7% rilevato nella rilevazione precedente. Per quanto riguarda l’impegno professionale durante il percorso formativo, il 74,1% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa mentre era iscritto all’università.

“I dati di Almalaurea confermano l’eccellenza dell’offerta formativa proposta dall’Ateneo fiorentino – ha affermato la rettrice Alessandra Petrucci – e la capacità dell’Università di preparare studentesse e studenti al mondo del lavoro, grazie a una preparazione che li colloca sopra la media nazionale quanto a sbocchi occupazionali. A questo, si aggiungono i servizi che Unifi predispone per accompagnare studenti e laureati nel loro percorso accademico e nel confronto con le realtà del mondo del lavoro. Ne sono un esempio le attività di tutoraggio e le iniziative di placement con le aziende”.

Un Ateneo fortemente attrattivo, con il 39,6% dei laureati magistrali proveniente da fuori regione, che assicura percentuali occupazionali più alte e maggiori guadagni rispetto sia alla media toscana che a quella nazionale. È questa, in estrema sintesi, la fotografia dell’Università di Pisa che emerge dal XXVIII Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale di laureati e laureati, presentato all’Università degli studi della Basilicata l’11 giugno, da AlmaLaurea, il Consorzio interuniversitario al quale aderiscono 81 atenei italiani.L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 13.853 laureate e laureati dell’Università di Pisa intervistati a un anno e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Per quanto riguarda i laureati triennali il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è dell’82,0% rispetto all’80,3% dello scorso anno. Cresce sensibilmente anche la percentuale di coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato, 35,3% rispetto al 30,7% della precedente indagine. La retribuzione è in media di 1.493 euro mensili netti, in linea con la media regionale e nazionale.Per i laureati magistrali biennali e a ciclo unico, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea sale all’84,4%, un dato migliore rispetto a quello toscano (82,8%) e italiano (80,8%). Più alta è anche la retribuzione media, che per i pisani è di 1.557 euro mensili netti, contro i 1.505 euro della Toscana e i 1.495 euro su base nazionale.

A cinque anni dal conseguimento del titolo, infine, il 94,8% dei laureati magistrali biennali e a ciclo unico è occupato, in linea con il dato regionale e nazionale. Di questi gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 55,5%. Sul piano delle retribuzioni, il guadagno netto mensile per i laureati magistrali biennali e a ciclo unico è pari a 1.920 superiore ai 1.875 euro per i laureati della Toscana e ai 1.903 euro come media nazionale.Ma dove vanno a lavorare? Il 57,0% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 41,0% nel pubblico; l’1,9% lavora nel non-profit.

L’ambito dei servizi assorbe il 77,5%, mentre l’industria accoglie il 21,3% degli occupati; 0,8% la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura. Il 57,7% è occupato nella regione sede dell’ateneo, il 34,4% in un’altra regione italiana mentre il 7,7% lavora all’estero.

Oltre alla condizione occupazionale, il rapporto Alma Luarea ha analizzato il profilo dei laureati pisani, in tutto 7479 laureati nel 2025, di cui 4.140 di primo livello, 2.581 magistrali biennali e 758 a ciclo unico. Cresce l’attrattività dell’Ateneo pisano: un terzo dei laureati (30,1%) arriva da fuori della Toscana, quota che sale al 39,6% per quanto riguarda i magistrali biennali, e cresce la quota di laureati con cittadinanza estera che si attesta al 4,6% (era il 4,1% nell’indagine precedente).

I laureati pisani confermano di essere più bravi dei loro colleghi, avendo un miglior voto medio di laurea (105,1 rispetto al dato nazionale che è pari a 102,8). Migliora la percentuale di studenti che riescono ad acquisire il titolo di laurea entro gli anni di corso che è pari al 45,6% (era il 43,1% nell’indagine precedente), rispetto a una percentuale nazionale che però è pari al 60,4%.Sostanzialmente in linea con i dati toscani e italiani, i laureati dell’Ateneo pisano si dichiarano soddisfatti dell’esperienza universitaria (87,5%) e del rapporto costruito con i docenti (86,5%) e il 71,8% conferma che si reiscriverebbe a uno stesso corso dello stesso ateneo.

“Anche quest’ultima indagine – ha dichiarato la professoressa Chiara Galletti, delegata del rettore alle relazioni con le imprese – mette in evidenza come il conseguimento di un titolo universitario rappresenti un valore aggiunto che può dare un vantaggio lavorativo e retributivo consistente. L’Università di Pisa sta contribuendo ad accrescere il numero di laureati con una buona preparazione e sta intensificando le occasioni di dialogo e collaborazione col mondo del lavoro per favorire un inserimento professionale più consapevole. L’indagine AlmaLaurea conferma come i nostri studenti valutino in maniera molto positiva la loro esperienza universitaria”