Ramadan a scuola: la crociata del leghista Mossuto
Anche oggi il Consigliere Mossuto ha provocato la reazione della maggioranza durante i lavori del Consiglio Comunale. E alle rimostranze dell’Assessora Biti le ha gridato "Stai zitta”. Sino all'intervento del Vicepresidente del Consiglio comunale, Vincenzo Pizzolo, che ha sospeso il lavori.
"Siamo assolutamente rispettosi di ogni tipo di religione, ma ciò non significa che dobbiamo abdicare alle nostre tradizioni, finendo per diventare addirittura sottomessi a chi ne professa una diversa da quella cattolica. Il caso di una scuola fiorentina, dove il dirigente scolastico non ci ha pensato un attimo nel concedere uno spazio per il Ramadam, cozza, infatti, con il fermo diniego da parte dell'amministrazione comunale di poter collocare un crocifisso negli istituti cittadini. Due pesi e due misure non li accettiamo.
Come non accettiamo di essere continuamente interrotti da alcuni membri della Giunta e da Consiglieri di Maggioranza e che il Vicepresidente del Consiglio comunale, Vincenzo Pizzolo (AVS) mi richiami, nel caso specifico, perché turbato dalla mia espressione proferita durante i lavori consiliari che evidenzia, come detto, una sorta d'intollerabile, almeno per noi, palese sottomissione culturale e religiosa da parte della Sinistra in Palazzo Vecchio verso l'Islam" ha dichiarato Guglielmo Mossuto della Lega.
"Crediamo fermamente nel rispetto delle donne e nel riconoscimento del loro ruolo fondamentale nella vita pubblica e amministrativa. In un momento in cui le Istituzioni devono essere baluardo di civiltà e parità, episodi di questo genere offendono non solo l’Assessora Biti, ma l’intero percorso di emancipazione femminile e i principi democratici che ci guidano -solidarizzano le consigliere Barbieri, Bonanni, Collesei (PD)- Noi, nel nostro ruolo pubblico, ci impegniamo a essere esempio concreto per la comunità tutta: un modello di correttezza, rispetto reciproco e valorizzazione delle competenze, al di là di ogni genere. Invitiamo tutte le forze politiche a un confronto sereno e costruttivo, essenziale per il bene della città”.
“Da parte del Vicepresidente del Consiglio comunale, Vincenzo Pizzolo, nessun tilt, ma il pieno rispetto dei principi democratici e del regolamento dell’aula. È un dovere, non una scelta discrezionale. Garantire il corretto svolgimento dei lavori consiliari e richiamare quando il linguaggio utilizzato – spiega la capogruppo di AVS Ecolò Caterina Arciprete – rischia di oltrepassare il perimetro del confronto istituzionale e dei principi costituzionali è una funzione di garanzia, non un atto politico di parte. La libertà di opinione è un valore fondamentale. Ma smette di essere tale quando si ricorre a categorie e parole che non appartengono al confronto democratico. Espressioni come “sostituzione culturale” rimandano ad ideologie che storicamente si collocano nell’area più razzista dell’estrema destra europea”.
“Il Consigliere Mossuto sembra provenire dall’anno Mille, quello che propone continuamente nei suoi interventi è un conflitto di religione e un conflitto di civiltà tra Occidente e Oriente, cercando di alimentare continuamente la divisione e la separazione anziché la condivisione, l’inclusione e la libertà di esprimere la propria libertà anche religiosa. Oggi accusa il Vicepresidente Pizzolo perché l’ha ripreso durante il suo intervento quando ha citato, senza saperlo?, la tesi del Mein Kampf. Solidarietà quindi al Vice Presidente Pizzolo per quanto è stato detto oggi contro di lui” dichiara Luca Milani (Capogruppo PD).
“Troviamo i modi e le parole utilizzate oggi in aula da alcuni consiglieri della destra-destra uno schiaffo alla democrazia, al confronto educato e rispettoso dell’aula, soprattutto nei confronti delle consigliere e assessore che puntualmente vengono prese di mira, forse per misoginia? Proprio oggi dove l’Istituto Gramsci ci ha rappresentato il valore che due figure come quella di Fabiani e La Pira hanno espresso da avversari politici in Consiglio Comunale, questo atteggiamento ci lascia sconcertati. Tutti dobbiamo abbassare i toni – spiegano i vice capoguppo PD Alessandra Innocenti e Cristiano Balli – ma su alcune esternazioni non è possibile tacere”.
“La scuola pubblica non è il campo di battaglia delle ideologie o dei partiti. È un luogo che dobbiamo tutelare e rivendicare come spazio di rispetto, dialogo, costruzione civica e garanzia dei diritti. Ci sono due elementi fondamentali che dovrebbero essere ben presenti a tutti i membri di quest’aula: l’autonomia scolastica degli istituti e la libertà educativa. Questi princìpi consentono alle scuole di costruire percorsi e progetti nel rispetto degli studenti, delle famiglie e delle esigenze della comunità educante.
Creare una contrapposizione tra il presepe, il crocifisso e l’aula dove poter pregare durante il Ramadan è una forzatura polemica che non aiuta il confronto pubblico né tanto meno le comunità scolastiche. La laicità dello Stato non è ostilità verso la religione, al contrario, è una garanzia per tutti. Non c’è rispetto nello strumentalizzare simboli religiosi né nel distorcere il senso di un’iniziativa che peraltro non è inedita – come quella adottata dal Sassetti-Peruzzi –.
In questo caso, un dirigente scolastico, in ascolto e in dialogo con i propri studenti, ha accolto una richiesta avanzata per un periodo limitato, fondata su un diritto costituzionalmente garantito: la libertà religiosa. È un gesto di buon senso e di attenzione verso la sua comunità scolastica. Questa amministrazione e questa maggioranza non mettono al centro slogan identitari, ma stanno dalla parte di chi fa politica garantendo, dentro la scuola pubblica, libertà e diritti per tutti” Così l’assessora all’Educazione Benedetta Albanese rispondendo in Consiglio comunale.
"Abbiamo chiesto l'interruzione della seduta del Consiglio comunale e la richiesta di una conferenza capigruppo, perché per l'ennesima volta il clima di confusione nel Salone dei Duecento aveva portato a uno scontro privo di sostanza rispetto agli atti in discussione -dichiarazioni di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune- Crediamo che alcuni gruppi consiliari e alcune figure di Giunta abbiano trovato una vera e propria griglia di comportamenti che si chiamano e si rispondono. Meno conta la discussione del Consiglio comunale, più si può agire forzando le regole che pure ci diamo, interrompendo, urlando, favorendo posizioni compatibili con le piattaforme digitali. Non ci permettiamo di giudicare il comportamento di altri Gruppi o della Giunta.
Prendiamo solo atto che spesso alla cittadinanza non è neanche chiaro qualsiasi sia l'oggetto del contendere. Questo, secondo noi, favorisce chi gestisce il potere e nel piccolo evoca gli scenari in cui è finita la politica statunitense, di cui il Governo Trump è solo un esempio".
“Desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà all’assessora Caterina Biti, che oggi è stata oggetto di un attacco spropositato, duro e offensivo, non degno di un’aula come quella del Consiglio Comunale di Firenze, da parte del un consigliere della Lega Mossuto, peraltro anche avvocato. Riteniamo che comportamenti di questo tipo non possano essere tollerati all’interno di un’istituzione democratica, tanto più quando all’aggressione verbale si accompagnano parole che non esitiamo a definire fuori dalla storia e pericolose. Quando si parla di sostituzione culturale sappiamo bene a quali momenti bui della storia europea e mondiale ci si riferisce. Le istituzioni devono essere luogo di confronto civile e rispetto, non di provocazioni e linguaggi che alimentano divisioni e tensioni” dichiarano Andrea Ceccarelli, segretario Pd Firenze, e Monica Marini, segretaria Pd Metropolitano.