Punto nascita Montevarchi, il Ministero sospende la decisione
E’ arrivata la risposta del ministro Schillaci sul punto nascita di Montevarchi. “E la lettera – spiega il presidente della Toscana Eugenio Giani, rivolto ai giornalisti – ci dà un po’ di respiro”. Nessuna ulteriore deroga al momento è stata concessa. Il ministro ha anche chiuso sulla proposta, avanzata a gennaio dal presidente Giani, di scendere sotto i cinquecento parti l’anno (fino magari a quattrocento) come criterio generale per fissare la soglia minima di un punto nascita di primo livello (e mille per il secondo livello). Il ministero si è detto però disponibile “ad un approfondimento istruttorio”, tenuto conto della congestione del traffico dal Valdarno verso Arezzo e dei lavori di manutenzione stradali ed autostradali in corso nell’area.
“E’ l’argomento che noi avevamo avanzato per chiedere una revisione e la deroga – spiega Giani – e la lettera fa presente che può essere preso in considerazione. Il ministro ci chiede adeguata documentazione che attesti il disagio nei tempi di percorrenza riferiti a diverse fasce orarie e formale e aggiornata attestazione dei tempi previsti per la conclusione dei lavori. E’ quello che ci impegniamo velocemente a produrre e su cui l’assessore ai trasporti e alle infrastrutture Boni è già al lavoro. Dalle zone settentrionali del Valdarno si può impiegare fino ad un’ora e mezzo per arrivare all’ospedale di Arezzo”. “Nel frattempo - conclude il presidente – ogni valutazione è congelata”. E il punto nascita di Montevarchi continuerà a funzionare.
Giani nutre comunque speranza anche sulla possibilità che i numeri delle nascite tornino a crescere. “Nei primi quarantacinque giorni del 2026 – riferisce - ci sono stati all’ospedale di Montevarchi 73 parti. Se il trend si confermerà arriveremo a fine anno a circa 570, tornando a superare dopo tre anni la soglia dei cinquecento parti. E’ la dimostrazione che per il Valdarno non sono numeri impossibili: il fatto è che molto coppie spesso, in passato, sono andate ad Arezzo o a Firenze a partorire”.
La conferenza stampa organizzata nel pomeriggio è stata anche l’occasione per riepilogare i numeri e le situazioni di tutti i ventidue punti nascita attivi in Toscana. Sono sei le strutture sotto soglia in tutta la regione.
Tre (Portoferraio all’isola d’Elba, Barga in Garfagnana e Borgo San Lorenzo nel Mugello fiorentino) operano già da tempo in regime di deroga ministeriale. Ha prevalso in quel caso il criterio dell’isolamento del territorio e la garanzia comunque offerta di livelli di sicurezza adeguati, per le mamme e per i neonati. A Portoferraio nel 2025 ci sono stati 103 parti, 164 a Barga e 295 a Borgo San Lorenzo.
Anche all’ospedale dell’Alta Val d’Elsa a Poggibonsi in provincia di Siena, agli Ospedali Riuniti della Val di Chiana a Montepulciano nel senese, oltre all’ospedale Nuovo Valdarno a Montevarchi, si registrano meno di cinquecento parti l’anno. Rispettivamente - nel 2025 – sono stati 364, 332 e 453. Rimane sopra la soglia l’ospedale di Cecina, che nel 2025 con 524 parti si è comunque avvicinata molto al limite inferiore.
Alle Scotte, punto nascita di secondo livello, si sono registrati l’anno scorso 803 parti contro la soglia minima di mille parti prevista per questo tipo di struttura.