Prato piange Sandrone, super tifoso biancazzurro
Prato ha perso uno dei suoi tifosi più conosciuti. Sandro Bisconti, per tutti Sandrone, è morto a 52 anni dopo un mese di sofferenza per una malattia che lo aveva colpito nelle ultime settimane.
La notizia ha colpito tutta la tifoseria biancazzurra e tutti quelli che lo conoscevano, perché Sandro era uno di quei volti che in curva non passavano inosservati.
Il suo legame con il Prato era nato da bambino. Aveva iniziato a seguire i colori biancazzurri quando era ancora piccolo e non aveva mai smesso.
Era una presenza fissa al Lungobisenzio, sempre lì dove batte il cuore della tifoseria, ma il suo tifo non si fermava alle partite in casa. Sandrone seguiva la squadra anche in trasferta, macinando chilometri insieme a quella parte di tifoseria con cui aveva costruito amicizie vere, durate negli anni, fatte di viaggi, di attesa fuori dallo stadio, di gioie e delusioni condivise.
Era cresciuto a Coiano, quartiere di Prato dove in tanti lo conoscevano e lo salutavano per strada, e in seguito si era trasferito in Valalta, senza mai perdere il legame con la città e con gli amici di sempre. Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona genuina, sempre presente, uno di quelli che non facevano mai mancare il loro sostegno alla squadra.
A ricordarlo è stata anche la Curva Ferrovia Matteo 27, che ha scelto di salutarlo con una fotografia scattata durante una delle ultime trasferte alle quali aveva partecipato. Un'immagine che racconta meglio di tante parole chi era Sandrone, uno sempre in viaggio per la sua squadra, sempre al suo posto tra gli altri tifosi.
Prato ora dovrà abituarsi a non vederlo più al suo posto al Lungobisenzio e in trasferta. Resteranno però il ricordo, le foto, i racconti di chi ha viaggiato con lui e quella passione per i colori biancazzurri che lo ha accompagnato per tutta la vita, da bambino fino all'ultimo giorno.