Poste italiane, un laboratorio di integrazione

Redazione Nove da Firenze

Il modello multilingue di Poste Italiane raddoppia a Prato e fa tappa nel cuore di Galciana. L'ufficio postale di via Jacopo Bettazzi rilancia sul dialogo con la comunità cinese locale: tre operatori e sportelli dedicati per un'offerta che va oltre la semplice gestione dei permessi di soggiorno.

L'ufficio postale di Galciana, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 19:05 e il sabato dalle 8:20 alle 12:35 conta su una squadra di tredici persone, guidata dalla direttrice Michela Villani e affiancata da figure specializzate.

«Le operazioni per la richiesta di permessi di soggiorno sono numericamente rilevanti, ma i nostri clienti ci scelgono anche perché per loro rappresentiamo un punto di riferimento», racconta la direttrice Michela Villani. I servizi più comuni richiesti dagli utenti sono i pagamenti ordinari (bollettini, versamenti, prelievi, F24, ricariche), la gestione di posta e pacchi, le carte Postepay, le utenze di luce, gas, fibra e telefonia oltre al risparmio postale, i finanziamenti e le assicurazioni. «Grazie alla presenza di personale che comprende e parla bene la sua lingua è possibile rispondere a ogni singola richiesta» - evidenzia la direttrice.

Dietro agli sportelli, il superamento delle barriere linguistiche e culturali diventa uno strumento di mediazione sociale. Francesca D’Eramo, che ha conseguito il titolo in lingua e cooperazione internazionale all’università di Pescara, sottolinea il valore della propria scelta: «Ho studiato cinese perché sono sempre stata attratta da questa cultura e ho deciso di lavorare in Poste perché in questo modo posso mettere le mie conoscenze al servizio di una popolazione che all’inizio osservavo da lontano, sui libri o su internet. Adesso mi considero una preziosa interprete di una realtà che va ben oltre Poste Italiane».

Un percorso analogo a quello di Kevin Lo Scalzo, laureato in lingue straniere all'università di Firenze e sposato con una cinese, che evidenzia l'impatto del primo contatto allo sportello: «La mia presenza in ufficio è preziosa per sfondare le barriere sia linguistiche sia culturali: i clienti cinesi che ricevo con un sorriso e un saluto nella loro lingua si sentono accolti».