Pochi giovani muratori: edilizia, allarme ricambio generazionale

Redazione Nove da Firenze

FIRENZE, 21 maggio ‘26 – Il settore delle costruzioni è ancora un motore trainante dell’economia della Toscana con una crescita del valore aggiunto del 2,3% e un incremento occupazionale di circa il 4% nel 2025. Il comparto, però, ha oltre 7.000 occupati con più i 60 anni. Competenze che dovranno essere sostituite nel brevissimo periodo.

Il dato arriva da una ricerca effettuata dal centro studi di Ance Toscana e resa nota durante la presentazione del neonato Osservatorio Regionale dell’Edilizia, promosso da Ance Toscana e presentato nel corso di “Generazione Cantiere”, l’evento in corso al Palazzo degli Affari di Firenze promosso dalla stessa Ance Toscana e Ance Toscana Giovani che punta a scardinare l'immagine tradizionale del settore per raccontarne l'anima più innovativa del costruire e attrare nuovi talenti.L’osservatorio analizza i dati del settore, della sicurezza, della formazione e dei fabbisogni delle imprese per “costruire nel tempo un patrimonio informativo condiviso utile a orientare” la programmazione formativa e le politiche per l’innovazione.

L’edilizia in Toscana sia in termini di addetti che di ricchezza prodotta, incide per circa un quarto sull’intero apparato industriale regionale ed è leva determinante per gli investimenti infrastrutturali, per i programmi di rigenerazione urbana e per la transizione ecologica ed energetica, ma patisce la mancanza di tecnici e operai specializzati.

La ricerca, infatti, evidenzia una distanza critica tra domanda e offerta di lavoro: il 69% cerca figure tecniche come direttori di cantiere e project manager e l’87% delle imprese toscane necessita di figure operaie (soprattutto muratori, operatori di macchine e carpentieri). Mancano tecnici assistenti, direttori di cantiere, tecnici di contabilità di cantiere che risultano anche i più difficili da reperire insieme ai project manager e responsabili di commessa.

I dati di Ance Toscana ci dicono, anche, che soltanto il 40% delle imprese è impegnato in contesti di innovazione o digitalizzazione in quanto frenate da costi elevati e dalla difficoltà di cogliere i benefici degli investimenti. Ad oggi la formazione interna non abbraccia questi temi ma resta mirata ad aggiornare le competenze tecniche e professionali e ad adeguarsi alle normative e ai nuovi obblighi di legge. Questo non esprime una scarsa attenzione verso la qualificazione del personale ma piuttosto la difficoltà concreta di sottrarre risorse umane e tempo produttivo alle attività di cantiere. Le imprese infatti vedono come crescente il bisogno di inserire nel proprio organico personale che possieda già una preparazione tecnica adeguata ai nuovi processi produttivi e normativi del settore: è in questo quadro che la formazione tecnologica superiore e il sistema ITS assumono un ruolo strategico.

“La questione oggi non è soltanto dire che mancano lavoratori, cosa che ormai sappiamo tutti. Il vero tema è che mancano competenze adeguate ad accompagnare la trasformazione profonda dei nostri cantieri”, spiega Rossano Massai, presidente di Ance Toscana.

“Le competenze sono diventate l’infrastruttura invisibile del nostro settore: sono ciò che permette alle imprese di innovare e garantire sicurezza – continua il presidente di Ance Toscana Rossano Massai -. Se non investiamo ora, rischiamo concretamente di rallentare lo sviluppo della Toscana di domani”.

“Per questo non chiediamo risorse, ma una governance condivisa delle competenze tra istituzioni, sistema educativo e mondo produttivo – conclude Massai –; perché il tema delle competenze non si risolve con misure temporanee o con progetti episodici. Serve una strategia stabile. La nostra richiesta alle istituzioni è quindi quella di costruire insieme un sistema permanente di confronto, programmazione e monitoraggio”.

Nasce da queste premesse l’osservatorio Osservatorio Regionale dell’Edilizia promosso da Ance Toscana, che sul tema avanza anche proposte concrete e operative. Come quella dell’istituzione di un Tavolo Regionale Permanente, per coordinare programmazione formativa e fabbisogni reali delle imprese. Di riconoscere l’Osservatorio come strumento permanente di monitoraggio, previsione e supporto alle politiche regionali. Il rafforzamento della filiera 4+2 per rendere le professioni tecniche più attrattive per i giovani, attraverso una connessione stabile tra scuole, ITS Academy, imprese e/o un possibile sviluppo di Accordo Regione/Ministero per la filiera della formazione regionale. La sicurezza come politica strutturale che deve diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro e della qualità del cantiere.