Place of Charme celebra l’estate a tavola
L’estate toscana ha il profumo del basilico, dei pomodori maturi, delle erbe aromatiche, delle cene all’aperto e dei panorami distesi che si allungano fino alle colline. È da questa atmosfera che prendono forma i nuovi menù estivi firmati Place of Charme, pensati per accompagnare ospiti e visitatori in un viaggio tra sapori netti, ingredienti stagionali e interpretazioni attuali della tradizione regionale.
Nelle strutture del gruppo, la ristorazione diventa così parte integrante dell’esperienza di soggiorno: non solo un servizio, ma un modo per entrare in contatto con il carattere dei luoghi, con i prodotti del territorio e con un’idea di ospitalità rilassata, curata e profondamente toscana.
A Villa Agape, sulle alture fiorentine, il ristorante La Duchessa costruisce una carta che alterna eleganza classica e leggerezza stagionale. Il percorso parte da piatti come la melanzana alla parmigiana di Villa Agape, il soufflé di pappa al pomodoro con crudo di gambero e il tagliere di salumi toscani e formaggi, per aprirsi poi a primi dal profilo estivo come gli spaghetti tirati a mano con pomodoro fresco e basilico, il Carnaroli con crema di zucchine e gambero marinato e il tortello ripieno di melanzane con basilico e pomodoro arrosto.
La stessa filosofia prosegue nei secondi, dove convivono il filetto di manzo con miele di Villa Agape, la Fiorentina e il filetto di spigola con crema di melanzane, mentre i dessert aggiungono una nota soffice e luminosa con cheesecake al lime, tiramisù e panna cotta vegana alle fragole. Una proposta che richiama il piacere delle serate in giardino e il fascino senza tempo della villa.
Un linguaggio gastronomico più deciso, fatto di contrasti, consistenze e richiami toscani ben riconoscibili è quello scelto invece da Villa Neroli all’interno del suo ristorante Neroli 141. In apertura si incontrano battuta di manzo con cipolle caramellate, bruschette con stracciatella del Mugello e alici marinate, oppure un’insalata tiepida di verdure stagionali in chiave vegan; tra i primi spiccano il tagliolino con gambero in bisque e tartare, i pici all’aglione e il cappellaccio verde al tartufo con scaglie di tartufo estivo fresco.
La carta continua con peposo all’Imprunetina, filetto di triglia al forno, filetto di maiale glassato con miele di Villa Agape e una selezione dalla griglia che include anche la bistecca alla Fiorentina. Il risultato è una cucina contemporanea ma leggibile, adatta sia a un pubblico internazionale sia a chi cerca sapori territoriali in una veste attuale.
Il ristorante Diadema del Relais Villa Olmo aggiunge invece al percorso estivo del gruppo una proposta dal tono raffinato e conviviale, costruita intorno a materie prime toscane e accostamenti dal gusto pieno ma misurato. Tra gli antipasti si distinguono la tarte tatin di cipolla rossa di Certaldo con coulis di marzolino, i coccoli con prosciutto crudo toscano e stracchino del Mugello, la terrina di fegatini con pere coscia caramellate e la selezione di formaggi della Storica Fattoria Il Palagiaccio con chutney di pomodori verdi e miele di Villa Olmo.
Nei primi trovano spazio i bottoni ripieni di peposo serviti su spuma di patate dolci, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con acciughe e briciole di pane, il risotto ai piselli con filetto di triglia e scorza di grana croccante e le pappardelle al ragù di cinghiale. Seguono secondi come il filettino di maiale arrosto, la faraona in porchetta con patate schiacciate all’olio EVO Diadema, il baccalà scottato con composta di peperoni e la millefoglie di patate e funghi porcini, accanto ai grandi classici della griglia come bistecca alla Fiorentina, pollo al mattone e tagliata di manzo.
All’interno della Certosa di Pontignano, trova spazio il ristorante Il Chiostro di Pontignano, nel quale la tavola dialoga con la storia del luogo e con la materia prima senese. Il menù estivo si muove tra gazpacho verde di panzanella toscana con trota marinata e affumicata in casa, millefoglie di baccalà mantecato e cecina croccante, battuta di manzo con tartufo nero estivo, pici all’aglione IGP della Val di Chiana, risotto ai porcini e tartufo e tortelli mugellani al pesto di salvia della Certosa.
Anche i secondi rafforzano questo racconto, con cinghiale chiantigiano in umido, faraona disossata cotta a bassa temperatura e seppie arrostite su pappa al pomodoro, ma senza dimenticare le opzioni vegan e vegetariane che trovano spazio in modo strutturato nella carta. Qui il gusto si intreccia con l’identità del luogo, trasformando ogni portata in una narrazione del paesaggio circostante.
Tra vigne, ulivi e quiete collinare, si trova invece Boccioleto Resort & Spa con l’omonimo ristorante Boccioleto, dal quale arriva una proposta solare e conviviale, costruita intorno a ingredienti immediati e riconoscibili. Si passa dalla selezione di salumi e formaggi toscani con miele di Boccioleto al gazpacho di panzanella, dai pici artigianali all’aglione al raviolo mugellano con burrata, fino agli gnudi maremmani con pecorino e tartufo e al risotto con crema di zucchine, zafferano, caprino ed erba cipollina.
I secondi alternano la dimensione della tradizione, con tagliata e Fiorentina, a quella più inclusiva delle proposte vegetariane e plant-based, come il muscolo di grano brasato al Chianti e le polpette di patate e verdure. Un equilibrio che rende il ristorante adatto tanto al soggiorno leisure quanto a una sosta di gusto nel cuore della campagna toscana.
Al Borgo di Cortefreda, immerso nella zona del Chianti fiorentino, la nuova carta estiva del ristorante insiste sul piacere di una cucina territoriale schietta, con qualche accento creativo. Tra gli antipasti si distinguono il flan di pecorino toscano con miele del borgo e pera alla Vernaccia, la millefoglie di patate con ratatouille di barbabietola e il baccalà mantecato con gazpacho; tra i primi, invece, emergono il risotto porcini e tartufo, le tagliatelle al Chianti con ragù di cinghiale, i tortelli di burrata con pesto di salvia e i pici all’aglione.
Il percorso prosegue con faraona grigliata, peposo di manzo all’Imprunetina, melanzana alla Norma con ricotta di mandorle e una selezione di carni alla griglia che parla il linguaggio più iconico della tavola toscana. Una cucina dal tono caldo e rassicurante, ideale per un pubblico che cerca autenticità senza rinunciare alla cura del dettaglio.
Più trasversale è infine la proposta di L’Alfieri, che accompagna l’intera giornata dal pranzo alla cena con un menù fluido, contemporaneo e cosmopolita. La carta include il gran tagliere di salumi e formaggi locali, il carpaccio di manzo con extravergine della Certosa di Pontignano, il polpo con patate e olive toscane, la crema di pomodori fiorentini con stracciatella del Mugello, lo spaghetto al pomodoro bio, le fettuccine al pecorino toscano DOP e i ravioli al ragù.
Accanto ai piatti più tradizionali compaiono anche referenze dal respiro più urban, come burger, tuscany club sandwich e Burrito Fiorentino con Pulled di maiale di Cinta Senese, insieme a dessert semplici e golosi come tiramisù, mousse di yogurt e panna cotta vegan. Una formula informale ma curata, in sintonia con una clientela dinamica e internazionale.
Con queste nuove carte, Place of Charme racconta un’estate fatta di tavole diverse ma coerenti, dove ogni ristorante interpreta la stagione secondo la propria personalità, restando fedele alla Toscana come fonte d’ispirazione. Dalla cucina più raffinata alle formule più conviviali, il fil rouge è una gastronomia che mette al centro atmosfera, stagionalità e piacere dell’accoglienza.