​Piazze in fermento e spaccatura politica

Redazione Nove da Firenze

La giornata di mobilitazione e sciopero generale del 30 ottobre 2026 ha messo in luce le spaccature del clima politico. Tra le strade e i cortei di Firenze, Livorno, Pisa ed Empoli si sono intrecciate le voci di studenti, lavoratori e rappresentanti delle amministrazioni locali, uniti dal rifiuto del caro vita e dei tagli ai servizi fondamentali.

Tuttavia, la narrazione di una protesta pacifica e partecipata ha dovuto fare i conti con un controluce amaro: danni materiali alle strutture scolastiche, intimidazioni personali diffuse via chat ed polemiche sui toni utilizzati nelle piazze.

Uno degli elementi di maggiore rilievo politico della giornata è stato il posizionamento aperto delle amministrazioni comunali di Calenzano, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino a fianco delle sigle sindacali dei lavoratori e delle associazioni studentesche.

Gli assessori Marco Venturini (Lavoro, Calenzano), Lorenzo Ballerini (Buona occupazione, Campi Bisenzio), Carla Bonora (Lavoro, Campi Bisenzio) e Irene Falchini (Lavoro, Sesto Fiorentino) hanno espresso un sostegno formale alle mobilitazioni non violente. Le giunte locali hanno focalizzato l'attenzione sulla necessità di riallocare le risorse pubbliche: stop ai continui incrementi per la spesa militare e priorità assoluta ad aumenti salariali, scuola, sanità e servizi pubblici, messi a dura prova dall'inflazione e dai rincari vertiginosi sui beni primari, dai generi alimentari alla benzina.

Parallelamente, i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) — Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti — hanno sfilato tra i manifestanti nelle piazze di Firenze, Livorno e Pisa per ribadire la necessità di sostenere i cittadini dinanzi alle scelte di bilancio dell'esecutivo nazionale.

L'allineamento tra i Comuni del territorio e i manifestanti rappresenta una chiara scelta di campo: le istituzioni di prossimità diventano la cassa di risonanza per protestare contro le scelte macroeconomiche e le priorità di spesa del Governo centrale.

A Livorno la mobilitazione ha travalicato i confini delle istanze economiche locali per legarsi direttamente alla geopolitica e alla tutela dei diritti umani internazionali.

La presenza del Movimento 5 Stelle si è articolata su più livelli, partendo dal presidio delle ore 6:00 del mattino al Porto di Livorno, dove il consigliere regionale Luca Rossi Romanelli, assieme alla coordinatrice provinciale Francesca Fabbiani, ha portato la solidarietà ai lavoratori portuali in sciopero contro il traffico di armi.

Nel corso della giornata, la capogruppo regionale M5S Irene Galletti e il consigliere Rossi Romanelli hanno incontrato Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, consegnandole un dossier dettagliato sull'attività istituzionale condotta in Consiglio Regionale. Tra i temi centrali del documento figurano le mozioni contro l'impunità dei crimini internazionali, le iniziative sollecitate in Parlamento tramite Stefania Ascari, la collaborazione con la Hind Rajab Foundation e la questione dei progetti agrivoltaici della società israeliana Shikun & Binui (operativa negli insediamenti nei Territori occupati), su cui è stato ottenuto un impegno formale del Presidente Eugenio Giani verso il Governo.

Il quadro di una mobilitazione del tutto pacifica è stato incrinato dagli avvenimenti registrati presso l'Istituto Fermi di Empoli, dove si sono verificati gravi atti vandalici e danneggiamenti alle strutture scolastiche, la cui entità economica è attualmente in fase di quantificazione da parte dei tecnici della Città Metropolitana di Firenze.

L'episodio ha registrato l'immediata e ferma riprovazione delle istituzioni locali. Alessio Mantellassi, Sindaco di Empoli e Vice Sindaco metropolitano, ha espresso una netta presa di distanza, ribadendo la ingiustificabilità del vandalismo a danno del patrimonio scolastico pubblico.

Sulla stessa linea si è espressa la consigliera delegata della Città Metropolitana di Firenze alla Scuola per l'Empolese Valdelsa, Emma Donnini, la quale ha qualificato le azioni come espressamente vandaliche, esprimendo vicinanza alla scuola e dispiacere per gesti che recano danno all'intera comunità scolastica.

Sul piano politico-strategico, i fatti di Empoli pongono un evidente dilemma per i movimenti sociali: se da un lato gli enti locali mostrano sponda istituzionale per il dissenso pacifico e coscienzioso (come evidenziato nei Comuni della Piana fiorentina), dall'altro il verificarsi di episodi di danneggiamento finisce per oscurare le rivendicazioni di merito, dividere la piazza e danneggiare gli stessi studenti e lavoratori in cui gli attivisti si identificano.

L'atmosfera si è ulteriormente surriscaldata sul piano del confronto politico a causa di minacce di violenza fisica indirizzate al deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli all'interno delle chat riservate del Movimento 17 ottobre, nelle quali si faceva riferimento all'intenzione di "spaccare la testa" al parlamentare.

L'episodio ha suscitato la ferma reazione dei parlamentari toscani di Fratelli d'Italia, che in una nota hanno espresso piena solidarietà al collega e alla sua famiglia, richiamando i trascorsi militanti di Donzelli ai tempi dell'università nel Fuan per ribadire che il parlamentare non si farà intimorire da simili condotte, richiedendo al contempo una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche.

Sulla vicenda è intervenuto l'eurodeputato di Fratelli d'Italia-ECR Francesco Torselli: «A quanto pare, tra le importanti rivendicazioni del Movimento 17 ottobre, oltre al diritto allo studio, al futuro dei giovani e alle tante questioni che animano le proteste studentesche, c’è anche il desiderio di spaccare la testa a Giovanni Donzelli. Almeno a giudicare da quello che si legge nelle chat degli organizzatori. Ci chiediamo se queste siano le nuove forme di partecipazione democratica che qualcuno continua a difendere e giustificare [...] Vorremmo sapere se la sinistra, che in più occasioni ha difeso e giustificato queste manifestazioni, abbia intenzione di prendere le distanze anche da queste minacce.»

Parallelamente, la Lega è intervenuta sul clima politico fiorentino attraverso l'On. Tiziana Nisini (Commissario Lega Firenze) e Guglielmo Mossuto (Capogruppo Lega in Consiglio comunale). I due esponenti leghisti hanno espresso forte indignazione verso il consigliere comunale fiorentino Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), presente al corteo nel capoluogo toscano, accusandolo di mancata responsabilità istituzionale per non essersi immediatamente dissociato dai cori offensivi che manifestanti hanno rivolto al Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

La giornata del 30 ottobre 2026 consegna alla Toscana un quadro articolato e complesso. Da una parte vi è stata un'ampia partecipazione democratica in grado di coordinare amministratori locali, sigle sindacali, partiti di opposizione e movimento studentesco su tematiche quali i salari, la sanità, l'istruzione e la pace. Dall'altra, la giornata ha mostrato le ombre del danneggiamento dei beni comuni e della degenerazione verbale nelle piattaforme digitali e nei cortei.