Pass sosta residenti: quanti cittadini non sono ancora registrati?
Sul tema della registrazione per la sosta gratuita dei residenti, l’Assessore Giorgio ha detto oggi che la stragrande maggioranza dei fiorentini ha registrato la propria auto sul portale predisposto da SaS S.p.a.. Ma appena due mesi fa scriveva una delibera con la quale ha esteso la possibilità (al momento sino al 30/06/2026) di utilizzare una banca dati autonomamente costruita dal comune ai fini del controllo della sosta.
“Non si spiega, se non tenendo conto del fatto che sta platealmente tentando di difendere una scelta improvvida e gravosa che ha scaricato sui cittadini un onere che competerebbe per legge alla pubblica amministrazione, finendo alla fine per contraddirsi. Il Comune di Firenze, infatti, non ha bisogno che i residenti registrino (e aggiornino quando necessario) le targhe dei veicoli di proprietà perché tali informazioni sono già pienamente conoscibili accedendo alle banche dati esistenti. Se sbagliare è umano, perseverare è diabolico: Giorgio faccia mea culpa una volta per tutte e attui davvero quella semplificazione spesso tanto decantata e poi, come in questo caso, poco praticata” dichiara il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghiinsieme allacapogruppo Angela Sirello.
“Durante il Question Time di oggi l’Assessore ha sostenuto che sulla sosta dei residenti nelle ZCS sarebbe tutto chiaro e che non ci sarebbero particolari criticità. Purtroppo la realtà raccontata dai cittadini e dalla stampa è molto diversa” Così il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi, intervenuto oggi in Consiglio comunale.
“Da settimane – prosegue Masi – riceviamo segnalazioni da parte di cittadini che, pur avendo titolo alla sosta gratuita sotto casa, continuano a ricevere sanzioni. Non si tratta di casi isolati: lo hanno evidenziato chiaramente anche gli articoli usciti sulla stampa locale, che parlano apertamente di confusione e di rischio contenziosi.”
“Le modifiche al disciplinare delle Zone a Sosta Controllata approvate a fine 2025, con l’utilizzo delle banche dati anagrafiche fino al 30 giugno 2026, avrebbero dovuto proprio evitare queste situazioni. Invece oggi ci troviamo con cittadini che non sanno se devono registrarsi, con controlli non sempre coerenti e con multe che continuano ad arrivare. Dire che va tutto bene non aiuta a risolvere il problema. Il problema c’è ed è reale: lo segnalano i cittadini, lo raccontano i giornali e lo dimostra il cortocircuito comunicativo che si è creato negli ultimi mesi. “E se da questa situazione dovessero nascere ricorsi e contenziosi – aggiunge Masi – la domanda è semplice: chi pagherà il conto? Spesso queste partite finiscono nelle consuete variazioni di bilancio che il Consiglio si trova ad approvare mesi dopo. E alla fine, come troppo spesso accade, a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini.”
“L’amministrazione – conclude Masi – chiarisca una volta per tutte le regole, garantisca che chi ha diritto alla sosta gratuita non venga più sanzionato e faccia piena trasparenza sulle banche dati utilizzate per i controlli. I cittadini non possono essere lasciati nell’incertezza e, soprattutto, non possono essere multati per errori o ritardi dell’amministrazione.”