Pasqua 2026: il menù più atteso

Redazione Nove da Firenze

La domenica di Pasqua, il 5 aprile 2026, la Toscana non si limita a celebrare un rito, ma mette in scena una vera e propria rinascita dei sensi. Nelle tenute di Il Borro, tra il borgo medievale di San Giustino Valdarno e l’elegante Tuscan Bistro Viesca a Reggello, l'atmosfera è quella di una solennità ritrovata, dove il silenzio della campagna incontra il fermento di cucine d'avanguardia. In un territorio così denso di storia, sorge spontanea una domanda che ogni gourmet dovrebbe porsi: è ancora possibile sorprendere il palato pur rispettando radici così profonde? La proposta di quest'anno suggerisce che l’innovazione non sia un tradimento del passato, ma la sua forma più alta di evoluzione.

Il vero lusso contemporaneo risiede nell'integrità del prodotto. La filosofia di Il Borro per questa Pasqua si spinge oltre il concetto di stagionalità, abbracciando una tracciabilità totale che parte dall'orto bio e dai pascoli della propria tenuta. L'Agnello Bio non è solo un ingrediente, ma il manifesto di una terra: la sua carne, tenera e sapida, riflette la qualità di un allevamento etico e biologico. Questa coerenza produttiva lega l'intero percorso gastronomico, dalla portata principale fino alla ricercata selezione di latticini, come la Ricotta Bio del Borro, che diventa il ponte ideale tra la sapidità rurale e la finezza del pre-dessert.

Dimenticate la timidezza dei piatti "di magro". Il menu "Dall'Orto alla Tavola" del Viesca e la proposta dedicata dell'Osteria elevano il vegetale a protagonista assoluto. Il "Benvenuto dello Chef" vegetariano apre le danze con un carciofo violetto nobilitato da topinambur e l'eleganza eterea dei fiori di rosmarino. La ricerca continua con i Ravioli di rapa, dove la nota botanica del Gin del Borro – distillato prodotto in azienda – si sposa con la nota fumé delle taccole alla brace. La chiusura è un capolavoro di equilibrio: una Crema cotta al ginger dove il calore della spezia incontra il caramello salato e la freschezza croccante delle carotine alla menta.

Per chi cerca l'emozione del fine dining puro, l'Osteria del Borro propone passaggi di rara complessità tecnica. Il benvenuto a base di Gambero rosso al ginepro sfida le convenzioni: la foglia di shiso in tempura dona una croccantezza balsamica che si scontra con la mineralità delle fave alla brace e la grassezza avvolgente della bernese ai ricci di mare. Il vertice della tecnica si tocca però con i Plin di piccione di Laura Peri — nome che tra i critici è sinonimo di eccellenza assoluta nell'allevamento avicolo. Qui, l'estratto di ciliegia funge da acidità sgrassante, ripulendo il palato dalla ricchezza della cacciagione, mentre l'asparago apporta un necessario crunch vegetale e i capperi di salina una punta di sapidità iodata.

Il dessert pasquale è per definizione un campo minato tra cliché e nostalgia. Il Borro ne esce con eleganza, offrendo due interpretazioni opposte. All'Osteria, la Pastiera viene destrutturata e nobilitata dalla ricotta Bio del Borro e dal profumo suadente dei fiori d'arancio, con il rabarbaro che spezza la dolcezza classica e una cialda di pane a ricordare l’origine povera del dolce. Al Tuscan Bistro Viesca, invece, l’iconografia diventa design con "Il Nostro Uovo": una mousse di ricotta che cela un cuore vibrante al passion fruit. È un'esperienza multisensoriale dove la forma universale del simbolo pasquale viene svuotata della sua ovvietà per accogliere sapori esotici e moderni.

In occasione della Pasqua, lo chef Antonello Sardi, alla guida del ristorante Serrae Villa Fiesole (1 stella Michelin) all’interno dell’FH55 Hotel Villa Fiesole, firma e condivide una ricetta speciale pensata come un vero e proprio regalo: “Risotto Carnaroli cotto nel latte di capra, asparagi, agrumi e scampi nostrali”, un piatto d’autore da preparare anche a casa oppure da gustare nella sua versione originale direttamente al ristorante. Per celebrare la Pasqua, lo chef Antonello Sardi propone una ricetta che trasforma la tradizione in un’esperienza culinaria raffinata, dove ingredienti selezionati e tecniche d’autore si incontrano per creare un piatto elegante e sorprendente.

Lo chef firma un piatto che è un vero racconto sensoriale. Il riso Carnaroli, lavorato con maestria, si veste di una cremosità avvolgente grazie al latte di capra, regalando una texture vellutata e delicatamente aromatica. Gli asparagi, simbolo della primavera, donano freschezza vegetale e una nota verde elegante, mentre gli scampi nostrali, dolci e iodati, aggiungono profondità e carattere. Il tutto è esaltato da una sinfonia agrumata: limone e arancia sprigionano profumi intensi e raffinati, capaci di accendere ogni boccone e rendere il piatto vibrante e armonioso. Una creazione che unisce tecnica, equilibrio e pura emozione. Una ricetta pensata per essere replicata a casa, ma anche un invito a scoprire l’interpretazione dello chef nella sua massima espressione, servita con tutta la cura e la precisione di una cucina stellata.