Osama Rashid avrà il Giglio d’Oro 2026

Redazione Nove da Firenze

La Commissione 7, presieduta da Stefania Collesei, ha preso in esame stamani le tre candidature di alto profilo pervenute, per l’assegnazione del “Giglio d’Oro”, il riconoscimento istituito nel 2003 per onorare i benemeriti della pace e dei diritti umani. Queste, in sintesi, le tre proposte emerse per il 2026.

Romina Cecconi, pioniera dei diritti LGBTQIA+. Ottenne sui documenti d’identità il riconoscimento del suo nuovo genere, contribuendo così ad aprire la strada alla legge 164 del 1982, che permette tutt'oggi l’adeguamento del nome sui documenti. La Presidente Collesei, affermando l’interesse alle questioni LGBTQIA+, ha annunciato l’audizione dell’Assessora alle Pari opportunità Benedetta Albanese per un focus sulle politiche dell’Amministrazione in vista del 17 maggio, Giornata contro l’omotransfobia.

Sviatlana Tsikhanouskaya perseguitata dal regime di Lukashenko in Bielorussia che ha già ricevuto il Sigillo della Pace dalla Sindaca Funaro. La Commissione ha ribadito la volontà di proseguire il rapporto con la comunità, ricordando la ricorrenza del 25 marzo, “Giornata della Libertà”, che sancisce la nascita della nazione bielorussa democratica nel 1918.

L’Architetto Osama Rashid, per la sua attività volta a rafforzare il ruolo internazionale di Firenze come operatrice di pace, tra i fondatori della Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interreligioso ed Interculturale (FSD), di cui è attualmente Segretario generale, fondata grazie all’impegno dei rappresentanti delle tre grandi fedi ebraica, musulmana e cristiana.

Questa la presentazione di Luca Milani (Capogruppo PD): “Il lavoro di Osama Rashid si distingue per un profondo rigore pedagogico: ha impresso alla missione della Scuola FSD una direzione precisa, fornendo alle nuove generazioni gli strumenti critici per trasformare il sapere in un impegno etico costante. In questo percorso, la sua figura incarna l’idea della Scuola come laboratorio di cittadinanza attiva, dove la comprensione dell'altro diventa una pratica quotidiana che disarma il pregiudizio. La pace, infatti, non è solo un accordo formale tra stati, ma il risultato di una formazione etica e civile: solo menti educate al rispetto dell’altro e alla responsabilità sociale potranno garantire una convivenza duratura”.

La scelta, dopo avere apprezzato tutte le candidature, è caduta sulla figura di Osama Rashid.

Commentando l’esito della votazione, la Presidente Stefania Collesei ha dichiarato: “In un’epoca in cui la religione riveste una tragica centralità nei conflitti ed è spesso strumentalizzata come pretesto di divisione, l'operato di Rashid ci ricorda che la fede deve essere il terreno comune del dialogo. Le religioni non possono sostituirsi all'azione politica per la pace, ma devono esercitare un ruolo determinante nella formazione delle coscienze”.