'Organici al collasso, a rischio l’efficienza della giustizia'

Redazione Nove da Firenze

Corti d’Appello con il 78% dei cancellieri esperti mancanti, tribunali a metà organico, uffici del giudice di pace quasi vuoti. È il quadro emerso oggi a Firenze durante l’iniziativa pubblica “Un’altra idea di giustizia”, promossa dalla Funzione Pubblica Cgil davanti ai cancelli del PalaGiustizia.

I dati diffusi dal sindacato mostrano una situazione critica in tutta Italia. La carenza media di personale nel Dipartimento per l’Organizzazione Giudiziaria supera il 30% a livello nazionale, con punte che arrivano al 50% in alcune sedi. A mancare sono soprattutto le figure chiave per il funzionamento degli uffici giudiziari: 2.688 cancellieri esperti, pari al 45% dell’organico previsto, e 3.485 assistenti giudiziari, il 31% in meno rispetto al fabbisogno.

Ancora più grave la situazione per i funzionari contabili, scoperti all’85%, e per gli assistenti tecnici, con una carenza del 98%.Toscana e Nord Italia tra le aree più colpite

Nel dettaglio, in Toscana la Corte d’Appello di Firenze registra una scopertura del 78% per i cancellieri esperti, mentre al Tribunale per i Minorenni la figura non è nemmeno presente. Alla Procura della Repubblica, su 157 dipendenti previsti ne risultano in servizio 105, con una carenza complessiva che oscilla tra il 27% e il 35%.Il problema non riguarda solo il Centro Italia. In Lombardia, al Tribunale di Milano mancano 207 dipendenti sui 593 previsti dall’organico. In Veneto, il Tribunale di Venezia è privo del 50% del personale, e negli uffici del Giudice di Pace di Belluno la scopertura arriva all’80%. In Emilia-Romagna la Procura Generale ha 25 dipendenti su 42, mentre il Tribunale per i Minorenni segna un -50%. In Liguria, a Genova manca il 44% del personale del Tribunale e il 50,8% in Corte d’Appello. A Napoli, nel distretto di Corte d’Appello, gli uffici requirenti sono scoperti del 33,7% per i cancellieri esperti e del 21,1% per gli assistenti giudiziari.

A rischio anche l’Ufficio per il Processo Oltre alle scoperture strutturali, Fp Cgil punta il dito sulla sorte dell’Ufficio per il Processo. Il modello organizzativo, introdotto per supportare i magistrati con personale a tempo determinato assunto con i fondi Pnrr, ha permesso di assumere migliaia di funzionari e ha contribuito, secondo il sindacato, a ridurre i tempi dei procedimenti.“Oggi il Governo vuole far scomparire questo modello invece di renderlo strutturale con l’introduzione dei profili professionali”, denuncia Fp Cgil.

“Dal 30 giugno 2026, 1.500 lavoratrici e lavoratori rischiano di restare senza lavoro, disperdendo competenze che hanno migliorato concretamente l’efficienza della giustizia”.Il sindacato evidenzia che le stesse difficoltà riguardano anche gli Archivi Notarili, con carenze oltre il 35% e punte dell’80%, e gli uffici del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e del Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria.Le richieste del sindacato

Per Fp Cgil la soluzione passa da interventi immediati: stabilizzare tutti i precari Pnrr senza nuove prove concorsuali, rendere strutturale l’Ufficio per il Processo con l’istituzione di un profilo professionale di ruolo, assumere nuovo personale e aumentare le dotazioni organiche in tutti i dipartimenti. Tra le richieste anche la valorizzazione del personale in servizio e investimenti su infrastrutture informatiche ed edilizia giudiziaria.“È questa la vera riforma della giustizia che serve”, afferma il sindacato, che da anni denuncia la mancanza di investimenti nel Ministero.All’iniziativa fiorentina hanno partecipato Mirella Dato, segretaria Funzioni Centrali Fp Cgil Toscana, Barbara Fabbrini, giudice del Tribunale di Firenze ed ex capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, Giordana Pallone, segretaria nazionale Fp Cgil, insieme a lavoratrici e lavoratori del Ministero della Giustizia.