Oltre il caos estivo sulla linea Faentina e Valdisieve

Redazione Nove da Firenze

Per i pendolari del Mugello e della Valdisieve, l’estate appena trascorsa non è stata una stagione di riposo, ma una prova di resistenza. Ritardi cronici e interruzioni hanno alimentato un clima di esasperazione. Tuttavia i cantieri non sono stati semplici rattoppi, ma il preludio a unatrasformazione strutturale che punta a cambiare la mobilità dell'area.

Un investimento da 100 milioni di euro non è ordinaria manutenzione: è un'opera di rifacimento della "spina dorsale" ferroviaria del territorio. Dal 2020 a oggi, RFI ha concentrato queste risorse per risolvere problemi storici di circolabilità e adeguamento della sagoma. Il motivo tecnico è preciso: permettere il transito dei nuovi treni "Blues". Questi convogli ibridi, tecnologicamente avanzati, richiedono standard di peso e spazio che i vecchi binari non potevano garantire. L'assessore alle infrastrutture Filippo Boni ha sintetizzato così la portata dell'operazione: "I nuovi treni Blues rappresentano un potenziamento strutturale enorme, reso possibile dal fatto che dal 2020 a oggi RFI su questa linea ha investito oltre 100 milioni di euro di manutenzioni straordinarie."

Il "sacrificio" richiesto ai viaggiatori durante l'estate è stato il prezzo per l'adeguamento infrastrutturale necessario a ospitare una flotta moderna, capace di garantire standard di sicurezza e comfort finalmente allineati al resto d'Europa.

Una delle novità più significative, spesso confusa nelle tempistiche, riguarda la sperimentazione che sarà avviata tra il 4 e il 6 settembre. Durante i lavori sulla tratta Vicchio-Dicomano, sarà testato il prolungamento dei treni della linea Firenze-Borgo San Lorenzo (via Vaglia) fino a Vicchio.

Questa non è solo una prova tecnica, ma un cambio di paradigma:

Questa "scorciatoia" dimostra come l'ottimizzazione dei flussi possa generare vantaggi competitivi rispetto al trasporto su gomma, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza per chi raggiunge il capoluogo.

A partire dal 13 settembre, la linea Borgo-Pontassieve vedrà il ripristino di otto collegamenti ferroviari attesi da anni. Non si tratta di un semplice ritorno al passato, ma del completamento di un iter complesso legato al Protocollo d'intesa del 2017. La sospensione prolungata era dovuta ai lavori nelle stazioni di Dicomano e Contea-Londa, dove è stato necessario intervenire sui punti di incrocio per garantire la sicurezza del traffico.

La Regione ha previsto autobus di scorta pronti a intervenire presso le stazioni di Pontassieve e Borgo San Lorenzo in caso di criticità impreviste. Per quanto riguarda il futuro, la trasparenza è d'obbligo: sono già programmate brevi interruzioni tecniche nel 2026 (comunicate con largo anticipo per evitare l'effetto sorpresa):

Se la tecnica avanza, la politica vigila. Francesco Casini (Casa Riformista) ha sollevato un punto critico che merita attenzione: l'interferenza tra i lavori della tramvia per Rovezzano e il servizio regionale. L'interrogazione presentata al Comune di Firenze e alla Città Metropolitana non è un semplice atto burocratico, ma una richiesta di tutela per i sindaci del Mugello, che rischiano di subire decisioni prese nel perimetro urbano fiorentino. Un giornalista esperto di mobilità sa che il coordinamento tra cantieri diversi è il tallone d'Achille del sistema toscano; per questo, la richiesta di Casini per un "confronto costante e più efficace" è fondamentale affinché l'efficienza tecnica non venga vanificata da una gestione politica miope.

Il traguardo finale è fissato al 2027, anno in cui il programma di interventi si concluderà definitivamente. La posta in gioco è la realizzazione della "Toscana diffusa" auspicata da Eugenio Giani: un modello di regione dove il baricentro non è solo Firenze, ma una rete di collegamenti "orizzontali" (ovest-est) finalmente efficienti. Valorizzare il Mugello e la Valdisieve significa trasformare queste linee da "servizi per pendolari" a infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico e turistico.