Occupazione suolo pubblico dehors, cambiano i prezzi
Il Consiglio comunale ha approvato l’Ordine del Giorno con nessun voto contrario, presentato da Luca Milani, Cristiano Balli, Enrico Ricci, Enrico Conti (PD) e Caterina Arciprete (AVS Ecolò) e Marco Semplici (Lista civica Funaro Sindaca), collegato al Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico per ristoro all’aperto (dehors) che prevede di rivedere, entro la data del 30 aprile 2026, la modulazione dei canoni di occupazione di suolo.“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione di questo Ordine del Giorno – sottolineano i consiglieri proponenti – che prevede una più corretta modulazione del canone dovuto per la concessione in funzione della tipologia, privilegiando l’utilizzo dei tavolini e sedie, della capacità commerciale della zona, per facilitare le attività fuori del centro, e la stagionalità.
Ci aspettiamo da questa nuova modulazione un incremento dell’entrata dovuto ad una maggiore contribuzione, proveniente dalle concessioni del centro storico, chiuse e fisse tutto l'anno che sarà destinata a favore dei bisogni prioritari dei cittadini più fragili.In modo particolare, questo incremento di risorse – concludono i consiglieri – sarà finalizzato al recupero di alloggi popolari. L’atto sottolinea anche come l’occupazione di suolo pubblico fuori dal centro storico UNESCO, possa rappresentare uno spazio di aggregazione e presidio sociale, nonché di sicurezza urbana, per questo si ritiene utile alleggerirne il canone.L’atto invita la giunta a rivedere i canoni entro la data del 30 aprile 2026”.
Sempre per quanto concerne i dehors, il Consiglio comunale ha approvato l’Ordine del Giorno presentato dal gruppo AVS Ecolò, e sottoscritto dalle altre forze di maggioranza, per continuare ad alzare gli standard retributivi nel settore dei pubblici esercizi.Nell’atto approvato si chiede di applicare una tariffa agevolata sul canone di occupazione del suolo pubblico agli esercenti che garantiscano una retribuzione oraria non inferiore a 9 euro lordi. La misura si applicherà esclusivamente alle categorie di lavoratori e lavoratrici che, pur rientrando in CCNL sottoscritti da sindacati maggiormente rappresentativi, non siano inquadrati in livelli contrattuali in grado di assicurare tale standard retributivo.«È il massimo ottenibile, stante il vuoto normativo in materia di salario minimo, e crediamo che rappresenti un elemento importante che non intende in alcun modo soppiantare la centralità della contrattazione collettiva; al contrario, mira a rafforzarla, introducendo standard minimi che possano poi essere ulteriormente innalzati», dichiara Vincenzo Pizzolo.Il contrasto al lavoro povero nel settore dei pubblici esercizi è infatti una priorità sempre più rilevante nel tessuto economico della città, un comparto spesso caratterizzato da salari bassi e, talvolta, da forme di sfruttamento della manodopera, composta in larga parte da giovani.Una scelta che lega l’utilizzo di un bene comune come lo spazio pubblico al rispetto dei diritti del lavoro, riconoscendo che la qualità dell’occupazione è parte integrante dell’interesse pubblico.«Con questo Ordine del Giorno il Comune compie un ulteriore passo concreto per promuovere salari dignitosi, contrastare il dumping contrattuale e sostenere un modello di città più giusto, in cui sviluppo economico e diritti» concludono i consiglieri di AVS Ecolò Caterina Arciprete, Giovanni Graziani e Vincenzo Pizzolo.
Tutto questo mentre è stato approvato nel corso del consiglio comunale di ieri un ordine del giorno a firma Locchi-Gandolfo, per garantire misure di sostegno economico e tutela delle imprese durante i lavori di adeguamento dei dehors quando entrerà in vigore il nuovo regolamento.
L’atto impegna il Sindaco e la Giunta “a riconoscere agevolazioni sui tributi comunali, e in particolare: una riduzione, fino all’esenzione, del canone di Occupazione di Suolo Pubblico (OSP), in relazione alla limitazione o sospensione dell’utilizzo del dehors; a concedere le agevolazioni previa comunicazione dell’avvio dei lavori da parte dell’attività interessata e sulla base di idonea documentazione attestante la durata e l’impatto degli interventi sull’uso degli spazi; ad adottare, con successivo provvedimento, criteri chiari, automatici e tempestivi per l’applicazione delle riduzioni, al fine di sostenere il mantenimento dei livelli occupazionali, la continuità delle attività economiche e la qualità dell’offerta turistica cittadina”.