Nuovo modello regionale per i minori stranieri non accompagnati

Redazione Nove da Firenze

L'inclusione dei Minori Stranieri Non Accompagnati in Toscana si trova di fronte a uno snodo. Non si tratta più soltanto di offrire un riparo temporaneo a giovani segnati da percorsi migratori drammatici: la realtà impone il definitivo superamento della sola custodia logistica. La crescente fragilità dei giovani migranti e l'intersezione tra traumi complessi, disagi psichici e dipendenze stanno mettendo a nudo i limiti di un sistema d'accoglienza nato per un contesto ben diverso.

Di fronte a questa emergenza strutturale, la risposta del territorio toscano traccia una doppia traiettoria: da un lato, l'attivazione di una rete di cittadinanza attiva che affianca ai ragazzi figure di riferimento concrete; dall'altro, una profonda ristrutturazione istituzionale, nata dalla presa d'atto delle difficoltà operative in cui versano le comunità educative storiche del territorio.

In attuazione dell'articolo 11 della Legge Zampa (L. 47/2017), la Regione Toscana ha riattivato il percorso formativo per tutori volontari, trasformando la norma in una vera e propria infrastruttura sociale decentralizzata. L'iniziativa ridefinisce il profilo del tutore: non più un mero esecutore burocratico o rappresentante legale formalizzato, ma una vera e propria "bussola umana" e relazionale, in grado di orientare i minori nei rapporti con le istituzioni e di facilitarne l'inserimento effettivo nella comunità.

Promossa dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Toscana, Stefano Scaramelli, in stretta sinergia con la Presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze, Silvia Chiarantini, e con il convinto sostegno del Consiglio Regionale espresso dalla Presidente Stefania Saccardi, l'iniziativa ha registrato l'adesione immediata di 70 cittadini toscani. Si tratta di una risposta civica di forte valore politico e partecipe, capace di affiancare la responsabilità pubblica alla risposta sociale.

"Abbiamo 70 adesioni, cioè 70 cittadine e cittadini toscani che si impegneranno in un percorso di formazione per poi avere la possibilità di essere assegnatari di una tutela volontaria, un atto di democrazia civile e di volontariato" afferma Stefano Scaramelli, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Toscana.

Il reale tipping point che ha dimostrato la necessità inderogabile di un cambio di rotta è stato l'annuncio firmato dal presidente don Vincenzo Russo: la sospensione a tempo indeterminato delle attività nella casa di accoglienza per MSNA dell'Opera Madonnina del Grappa di Firenze. L'interruzione dei servizi in una struttura storica — che gestisce l'accoglienza per conto del Comune di Firenze ed è da sempre un pilastro della solidarietà cittadina — ha evidenziato come l'approccio tradizionale sia giunto al punto di rottura.

Le comunità educative tradizionali non riescono più a reggere da sole l'impatto di bisogni profondamente mutati. Quando al trauma del viaggio si sovrappongono sofferenze legate alla salute mentale e problematiche di dipendenza, la sola protezione abitativa ed educativa si rivela insufficiente. La decisione dell'Opera Madonnina del Grappa ha reso evidente la necessità di ricomporre la catena di responsabilità tra Comuni, Terzo Settore e Servizio Sanitario Regionale.

"A don Russo, alle operatrici e agli operatori della Madonnina del Grappa voglio dire che questa responsabilità deve essere condivisa: nessuno deve sentirsi solo, né chi ha bisogno di aiuto né chi ogni giorno si impegna a darlo. Quando al bisogno di protezione si intrecciano problemi di salute mentale o dipendenze, servono competenze e risposte che una comunità non può essere chiamata a garantire da sola. Se la società cambia, anche l'accoglienza deve cambiare" dichiara Monia Monni, Assessora alla Sanità e alle Politiche Sociali della Regione Toscana.

Per evitare l'isolamento del Terzo Settore e superare definitivamente la gestione emergenziale, la Regione Toscana e la Società della Salute hanno strutturato un nuovo modello di comunità ad alta integrazione socio-sanitaria. L'obiettivo è integrare in un unico percorso di cura la protezione educativa, l'assistenza psicologica e il sostegno sociale. La strategia regionale si articola su tre pilastri fondamentali:

Per dotare i 70 tutori volontari delle competenze tecniche e relazionali necessarie ad affrontare quadri personali complessi, l'Autorità Garante e il Tribunale per i Minorenni hanno predisposto un corso di formazione multidisciplinare ad alto rigore specialistico. Il percorso si tiene lungo tutto il mese di novembre in modalità mista (in presenza oppure online) e si articola in 7 giornate intensive, suddivise tra la Sala Fanfani di Palazzo Pegaso e la Sala delle Udienze del Tribunale per i Minorenni di Firenze. Il programma si sviluppa in 4 moduli tematici analitici:

  1. Modulo Fenomenologico e il sistema locale (Giornata I – 6 novembre): Apertura con i saluti istituzionali del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della Presidente del Consiglio Regionale Stefania Saccardi, del Garante Stefano Scaramelli e della Presidente del Tribunale per i Minorenni Silvia Chiarantini.

    Il programma prevede l'analisi dei dati sui flussi migratori con gli esperti UNICEF, la proiezione di un docufilm curato in collaborazione con il CNCA e lo studio dettagliato della rete dei servizi locali e del Comune di Firenze.

  2. Modulo Psicosociale e Interculturale (Giornate II e III – 7 e 13 novembre): Focus con psicologi ed esperti dedicati all'impatto dei traumi migratori, all'etnopsichiatria e alla mediazione culturale. Vengono analizzate la vita quotidiana all'interno delle strutture di accoglienza, l'istituto dell'affido familiare e la tutela dei diritti fondamentali all'ascolto, alla salute e all'istruzione.
  3. Modulo Giuridico e i quadri normativi (Giornate IV e V – 14 e 20 novembre): Approfondimento tecnico della Legge 47/2017, della protezione internazionale e delle procedure di nomina dei tutori, con il contributo diretto di magistrati, del Procuratore Roberta Pieri e della Commissione territoriale.

    Vengono trattate le procedure relative al rilascio dei permessi di soggiorno, la gestione dei contatti con le forze dell'ordine e la segnalazione dei minori vittime di tratta.

  4. La voce dei territori e il test finale (Giornate VI e VII – 21 e 27 novembre): Confronto operativo tra i servizi sociali territoriali e le testimonianze dell'Associazione Tutori Volontari della Toscana. Il ciclo formativo si conclude con un test scritto di verifica delle competenze (l'ammissione alla prova richiede la frequenza di almeno il 70% delle ore totali).

La sfida dell'inclusione dei minori stranieri non accompagnati dimostra che l'accoglienza non può rimanere confinata all'abnegazione dei singoli operatori o all'assistenzialismo emergenziale. Come evidenziato dall'Assessora Monia Monni, "prendersi cura" richiede una chiara assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e dei servizi sanitari, affinché tanto chi viene accolto quanto chi accoglie possa disporre di reti di supporto strutturate. Soltanto unendo la tutela giuridica, la presa in carico socio-sanitaria e la cittadinanza attiva è possibile trasformare la protezione iniziale in un reale progetto di vita e di autonomia.