Nel 2026 qualità super per castagne e marroni
Un passo indietro rispetto allo scorso anno dal punto di vista delle quantità ma qualità super per castagne e marroni. Buonissime le prospettive anche al mulino. Dal Mugello alla Lunigiana passando per la Garfagnana, il Monte Amiata e la Montagna Caprese è una stagione in chiaro scuro per la regina dei boschi. Il caldo estremo e la siccità dei mesi estivi hanno lasciato il segno.
Proprio in una fase cruciale della stagione, quando il fiore si trasforma in riccio, intorno alla fine di luglio, è arrivata la forte ondata di calore che ha frenato l’accrescimento dei frutti, determinando in alcune aree della regione una riduzione della produzione e, in altre, pezzature più piccole. A evidenziarlo è Coldiretti Toscana sulla base delle prime stime elaborate con l’Associazione Nazionale Città del Castagno. In Toscana, secondo le valutazioni iniziali, la produzione registrerà una diminuzione compresa tra il 10% e il 30%, a seconda delle zone.
“La castanicoltura è una risorsa importante per le comunità rurali. Anche la più piccola riduzione può avere un impatto pesante, soprattutto nelle zone montane, dove i margini degli agricoltori sono limitati per compensare perdite e sostenere il proprio reddito. – spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani – La legge sulla multifunzionalità, voluta dalla nostra associazione, e che quest’anno festeggia 25 anni, ha messo nelle condizioni le imprese agricole di valorizzare economicamente ogni aspetto di questo frutto: gastronomico con la cucina degli agriturismi, culturale e storico attraverso sagre e eventi, fino alla dimensione ambientale con percorsi e trekking all’aperto e a quella del benessere con l’agri wellness. E’ un settore che ha davanti sfide gigantesche e ha bisogno di essere incoraggiato e sostenuto a partire dal contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici e dal ricambio generazionale”.
Pensare che la stagione, dal punto di vista climatico, era partita benissimo. “Questa primavera è stata una annata di pasciona del castagno con una grande fioritura e una buona allegagione. – spiegano dall’associazione Città del Castagno - I problemi sono sorti nei mesi estivi. Il grande caldo e la siccità prolungata, in particolare nelle zone esposte a Sud e con terreni meno profondi, hanno fermato l’accrescimento dei ricci. Pertanto, in Toscana, la situazione è a macchia di leopardo: in alcune zone castagne e marroni hanno pezzature piccole, in altre, specialmente ad altezze più elevate, la pezzatura è invece molto buona. La qualità è ottima con una percentuale molto bassa di frutti bacati o colpiti dal marciume. Come pure sarà un’annata speciale per i trasformatori di farina di castagne”.
In Toscana, terra dei primati con ben cinque produzioni a denominazione, quasi una su tre a livello nazionale: tre per le castagne (Marrone del Mugello IGP, il Marrone di Caprese Michelangelo DOP e la Castagna del Monte Amiata IGP) e due per le farine (Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP). I castagneti da frutto, ovvero le superfici in produzione destinate alla coltivazione e alla raccolta, si estendono per circa 3.700 ettari, un dato in crescita rispetto ai 3.000 ettari di cinque anni prima, per una produzione di marroni e castagne poco inferiore ai 60 mila quintali nel 2025 secondo i dati Istat. La disposizione dei castagneti, distribuiti su terrazzamenti caratterizzati da forti pendenze, rende impossibile l’impiego dei mezzi meccanici. Per questo motivo, la raccolta e il trasporto avvengono ancora in larga parte manualmente.
L’impennata della domanda di castagne e marroni mette il consumatore di incappare, senza saperlo, di fronte a prodotti stranieri. Per questo Coldiretti Toscana chiede di intensificare i controlli sull’origine delle castagne commercializzate in Italia, affinché prodotti di provenienza straniera non vengano presentati come italiani una volta arrivati sugli scaffali o nelle cassette dei punti vendita. Se non si vuole comunque correre il rischio di acquistare spesso a caro prezzo caldarroste straniere in vendita nel centro delle città, Coldiretti Toscana suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili.
Molto importante il ruolo di mercatini di Campagna Amica e degli agriturismi così come sagre e feste di paese che in queste settimane animano borghi e paesini dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.