Maltempo, allerta nelle campagne toscane

Redazione Nove da Firenze

La forte perturbazione atlantica che sta sferzando la Toscana in queste ore, con piogge intense e raffiche di vento, sta causando disagi e apprensione anche nelle campagne. Questo è periodo di semine e trapianti per molte colture ortive in pieno campo – che troveremo sui banchi nelle prossime settimane -, una fase vegetativa delicata per olivo, vite e alberi da frutto: un momento cruciale che precipitazioni eccessive, vento e umidità possono compromettere. 

A lanciare l’allarme è Coldiretti Toscana, che con la propria rete di uffici zona territoriali sta seguendo l’evolversi delle condizioni meteo. Le situazioni più critiche si registrano nell’area della Valdinievole e del Pesciatino, dove risultano interi appezzamenti allagati. Ma è tutta la parte nord della regione a essere investita dall’ondata di maltempo, con precipitazioni che hanno superato i 150 mm in 24 ore, come nelle zone di Massa, Garfagnana e Montemurlo. In alcune aree, secondo il Lamma, è caduta in 48 ore la quantità di pioggia di un intero mese.

Una combinazione di fattori che rischia di favorire l’esplosione di fitopatie (malattie), un vero e proprio flagello per le colture: un pericolo reso sempre più frequente e aggressivo dai cambiamenti climatici. Altro elemento di criticità è rappresentato dall’asfissia dell’apparato radicale: se per troppo tempo sommerse sotto acqua e fango le piante – in particolare gli ortaggi - possono lentamente soffocare e morire facendo venire meno la produzione. Effetti che gli agricoltori si trovano ad affrontare con crescente frequenza negli ultimi anni.

La nuova ondata di maltempo si inserisce, inoltre, in un contesto già complesso, dopo un inverno caratterizzato da piogge eccezionali che avevano messo in difficoltà le attività in pieno campo. La presenza persistente di acqua nei terreni aveva infatti impedito in molti casi la semina di cereali e legumi, solo parzialmente recuperata. Un avvio di stagione in salita per le imprese agricole, alle prese anche con l’aumento dei costi degli input produttivi – gasolio, fertilizzanti, materie plastiche – aggravato dalle tensioni internazionali, che riducono ulteriormente margini e prospettive.

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