Lavori allo stadio Franchi tra politica e tempi
I lavori di ristrutturazione dello Stadio Artemio Franchi di Firenze sono in corso, con il montaggio delle maxi-travi in acciaio per la nuova Curva Fiesole. L'obiettivo è completare i lavori entro il 2029, con l'apertura dello stadio rinnovato per la stagione 2029-2030.La Fiorentina investirà circa 85 milioni di euro per completare il restyling e la realizzazione della nuova curva. Il progetto prevede un settore più vicino al terreno di gioco e una capienza specifica.La sindaca Sara Funaro ha confermato l'accelerazione dei lavori e la collaborazione con la società viola per rendere il Franchi un impianto moderno e adatto a ospitare eventi internazionali.
"Potrebbe essere un sostegno economico sicuramente positivo quello da parte di ACF per lo stadio comunale Artemio Franchi di Firenze. La famiglia Commisso si è sempre dimostrata seria e attenta e può essere d'aiuto, almeno in parte, per uscire dallo stallo. Il punto critico sta nel 'se': attendiamo conferme ufficiali e, soprattutto, aspettiamo di leggere di tutti i dettagli operativi ed economici. Dettagli, questi, non secondari visto il percorso accidentato accidentato pregresso".A dirlo in una nota i consiglieri comunali della Lista civica Eike Schmidt, Eike Schmidt (Capogruppo), Paolo Bambagioni (presidente della Commissione Controllo) e Massimo Sabatini (vicepresidente della Commissione urbanistica)."Otterremmo nel 2026 – aggiungono – solo una parte di un sostegno economico che, 7 anni fa, nel 2019, avrebbe potuto addirittura coprire tutto l'intervento.
Con quella certezza dei tempi e dei finanziamento che è mancata fino ad oggi. Questo oltre che paradossale, dà anche la misura del ritardo. L'allora sindaco aveva promesso tempi, costi, qualità dei lavori: per ora nulla è stato rispettato. Anzi, proprio i costi smascherano l'errore: avviare una grande opera senza complete valutazioni economiche e soprattutto senza le certe e complete coperture economiche, tanto da costringere a nuovi innesti in corso d'opera"."Quanto al ritardo, bisogna evidenziare il rischio di un aumento costi.
Visto che a forza di ritardi, sia nella decisione sia in cantiere, siamo arrivati nel bel mezzo di una guerra. I materiali – fanno notare Schmidt, Bambagioni e Sabatini – avranno impennate"."In quest'ottica va letta anche la concessione per 80 anni, che comunque è misura della cecità delle amministrazioni che hanno voluto lo stadio così forzatamente rifatto. Un capolavoro di errori, anche strategici, perché chiedi aiuto esterno per un solo quarto del valore, ma non sarà più tuo (nella sua interezza) per almeno 80 anni", concludono Bambagioni e Sabatini.