L’Alluvione di Firenze all’Archivio di Stato

Redazione Nove da Firenze

In occasione delle celebrazioni per i sessant’anni dall’Alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, l’Archivio di Stato di Firenze, e la Fondazione CR Firenze, promuovono “RI-EMERGERE. 1966–2026”, un ricco programma di iniziative culturali e scientifiche che intrecciano storie di vita, memoria, ricerca e tutela del patrimonio.

Non una semplice ricorrenza, ma un progetto concreto che restituisce al pubblico, i risultati di anni di un lavoro pluriennale di recupero e riordino dei fondi colpiti dall’alluvione e che intende rilanciare il ruolo dell’Archivio di Stato di Firenze, non solo come centro scientifico dedicato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archivistico, ma anche come luogo attivo di produzione e condivisione della conoscenza attraverso il coinvolgimento attivo della comunità con iniziative dedicate.

Il densissimo calendario delle iniziative, in programma da giugno 2026 a febbraio 2027, si compone, infatti, di un percorso unitario che mette al centro la tutela del patrimonio e la sua trasmissione alle generazioni future.

Dalle presentazioni di restauri, identificazione di materiale alluvionato, riordini archivistici e strategie avanzate per la prevenzione dei rischi, ad attività volte a potenziare l’accessibilità dell’Archivio con l’allestimento del rinnovato laboratorio di restauro, una mostra che documenterà l’emergenza del 1966, incontri e progetti artistici performativi e audiovisivi. compongono un percorso unitario che mette al centro la tutela del patrimonio e la sua trasmissione alle generazioni future.

Tra le azioni più rilevanti:

FIRENZE, 4 NOVEMBRE 1966: LA CITTÀ RACCONTA L’ALLUVIONE

Si è assistito a una straordinaria risposta alla call aperta a tutti i cittadini disposti a condividere la propria memoria sull’alluvione del ‘66, vissuta direttamente o attraverso i racconti di familiari, amici, conoscenti. Tra i quasi 800 cittadini che hanno partecipato all’appello tra il 20 e il 31 maggio scorsi, 100 sono stati selezionati per prendere parte ai due laboratori gratuiti che si sono tenuti dal 6 al 10 giugno 2026, presso l’Archivio di Stato di Firenze, con le interviste ai cittadini, raccolte dal noto gruppo di ricerca artistica Studio Azzurro e i laboratori sul gesto, a cura di Company Blu, in cui il corpo è diventato strumento di narrazione. La comunità è stata così chiamata a farsi custode della memoria attraverso la sua condivisione, con la volontà di mettere in contatto generazioni diverse.

PROGETTO PERFORMATIVO “NON SAPREI NULLA SE”

I materiali audiovisivi raccolti durante i laboratori, oltre ad entrare stabilmente nel patrimonio dell’Archivio di Stato, si trasformeranno nell’opera d’arte collettiva dal titolo “Non saprei nulla se”: una produzione scenica che intreccia voce, suono e immagini e che nasce dalla rielaborazione delle testimonianze dei cittadini. L’evento, in programma dal 5 al 7 novembre 2026, restituisce la memoria come esperienza collettiva e intergenerazionale.

MOSTRA “RI-EMERGERE. 1966–2026. L’ALLUVIONE DI FIRENZE IN ARCHIVIO”

Dal 4 novembre 2026 al 6 febbraio 2027, l’Archivio ospiterà la mostra “RI-EMERGERE 1966–2026. L’alluvione di Firenze in Archivio”, un percorso espositivo che documenterà l’emergenza del 1966, i soccorsi nazionali e internazionali, la nascita del restauro moderno e l’evoluzione delle tecniche di conservazione fino a oggi. Con una narrazione originale tra storia e numeri, e il coinvolgimento del pubblico in installazioni data-driven e infografiche, oltre a documenti, fotografie e materiali restaurati, l’esposizione metterà in luce il lavoro svolto negli ultimi decenni con particolare attenzione agli interventi più recenti di recupero e riordino.

NUOVE ATTREZZATURE E RIQUALIFICAZIONE DEGLI SPAZI

Accanto alle attività culturali, l’Archivio inaugurerà nuove attrezzature per il laboratorio di restauro, rafforzando la propria funzione di presidio culturale e scientifico aperto alla cittadinanza.

PROGETTO DI RICERCA: IL PIANO DI LIMITAZIONE DEI DANNI

L’avvio del Piano di limitazione dei danni, il lavoro sistematico degli archivisti sui fondi alluvionati e i progetti di monitoraggio ambientale dei depositi, diventano strumenti fondamentali per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e garantire la conservazione nel lungo periodo.

“A sessant’anni dall’alluvione del 1966 – dichiara la direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze, Paola d’Orsi - abbiamo sentito la responsabilità di restituire alla città non una semplice commemorazione, ma il senso concreto di un lavoro lungo e spesso silenzioso. RI-EMERGERE nasce da qui: dalla cura quotidiana del patrimonio, dal recupero dei fondi alluvionati, dall’impegno degli archivisti e dei restauratori che, in questi decenni, hanno trasformato una ferita in un campo di conoscenza e di pratica.

Questo programma è insieme un punto di arrivo e un nuovo inizio. Da un lato rende visibile ciò che è stato fatto; dall’altro apre una riflessione necessaria sulle sfide che oggi abbiamo di fronte, dalla tutela in condizioni ambientali sempre più complesse alla costruzione di strumenti efficaci di prevenzione. Abbiamo voluto che la memoria non restasse chiusa negli archivi, ma tornasse a essere esperienza condivisa. Per questo il progetto coinvolge linguaggi diversi e la partecipazione diretta della cittadinanza, affinché le testimonianze individuali possano diventare patrimonio collettivo.

Un archivio non è solo il luogo della conservazione: è uno spazio vivo, in cui il passato continua a interrogare il presente e a orientare il futuro. È con questo spirito che abbiamo costruito RI-EMERGERE, come un processo destinato a proseguire oltre questo anniversario”.

“A sessant’anni dall’Alluvione di Firenze – dichiara Gabriele Gori, Direttore Generale della Fondazione CR Firenze - abbiamo scelto di sostenere un progetto che restituisce alla comunità un ruolo attivo nella costruzione della memoria collettiva e che, allo stesso tempo, valorizza il ruolo dell’Archivio di Stato come luogo di ricerca, tutela e produzione di conoscenza. RI-EMERGERE nasce dalla convinzione che il patrimonio culturale generi valore quando viene conservato, studiato e al tempo stesso condiviso con le persone. Attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza, il progetto mette in relazione memoria, partecipazione e fruizione culturale, trasformando ricordi individuali in un patrimonio comune e rafforzando il legame tra comunità e istituzioni culturali del territorio.”

“Il programma dell’Archivio di Stato di Firenze in occasione del 60° anniversario dell’Alluvione del 1966 rende visibile il lavoro pluriennale di recupero, studio, restauro e riordino dei fondi colpiti dall’alluvione e restituisce al pubblico i risultati concreti di anni di attività del Ministero” - dichiara Antonio Tarasco, Direttore Generale Archivi -. Non si tratta di una semplice ricorrenza, ma di un progetto tangibile che rilancia il ruolo dell’Archivio come luogo attivo di produzione e condivisione della conoscenza”.