La cultura si mobilita al fianco del popolo iraniano
Firenze, 20 gennaio 2026 – La cultura si mobilita al fianco del popolo iraniano: giovedì 22 gennaio alle ore 18 il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze ospita “Canti per l’Iran”, concerto di solidarietà promosso e organizzato da La Filharmonie – Orchestra Filarmonica di Firenze, diretta dal Maestro Nima Keshavarzi, iraniano e fiorentino d’adozione. Tra i promotori della serata il movimento Donna Vita Libertà. L’evento è a ingresso libero da piazza delle Belle Arti 2, ma è consigliata la prenotazione online dal sito www.lafilharmonie.com
A introdurre la serata testimonianze dirette e interventi istituzionali da parte di Claudia Sereni, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla Cultura e Sindaca del Comune di Scandicci, Benedetta Albanese, Assessora a Educazione, Cultura della Memoria e della Legalità, Pari opportunità del Comune di Firenze, Rosa Maria Di Giorgi - Presidente Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, Nima Keshavarzi, Presidente e Direttore musicale de La Filharmonie.
Il cuore dell’evento sarà una performance musicale affidata a Sahba Khalili Amiri (voce) e Marlene Fuochi (pianoforte), che interpreteranno musiche di Franz Schubert e Reza Vali, compositore iraniano di fama internazionale, che ha dedicato gran parte della sua vita alla raccolta e all’elaborazione dei canti popolari provenienti dalle diverse regioni, etnie e tradizioni dell’Iran: un mosaico di suoni e di memorie che custodisce la storia, il dolore, la bellezza e le profonde radici di una nazione antica e orgogliosa.
“Firenze, città che affonda la propria identità nei valori dei diritti, della pace e della giustizia - spiega l'assessora alle Pari opportunità del Comune di Firenze Benedetta Albanese - continua a esprimere la propria vicinanza e solidarietà al popolo iraniano, alle donne e agli uomini che ogni giorno si oppongono al regime teocratico e rivendicano libertà e dignità. La lotta per i diritti non è mai individuale, ma collettiva e Firenze si fa ancora una volta portavoce consapevole di un grido di libertà e di pace che non può e non deve essere messo a tacere”.
"Quello che accade in Iran - dichiara Claudia Sereni - ha un'eco profonda nelle nostre città. Nel territorio fiorentino vivono oltre seicento iraniani, ma c'è una storia lunga di tanti che hanno vissuto qui, sognando di cambiare il proprio paese, e che erano stati incoraggiati a studiare a Firenze soprattutto nell'architettura e nelle arti, con la speranza di radicarvi democrazia e diritti umani. Dedicare un concerto per sottolineare l'attenzione a quanto accade a Teheran e nel resto del paese, coniugando Reza Vali e Franz Schubert, è in qualche modo legare l'Europa a una latitudine e a una storia che sentiamo nostre.
Così deve essere, peraltro, ogni qualvolta si aggrediscono mortalmente quanti, e sono soprattutto donne e giovani, incarnano la speranza del cambiamento, lottando da molti anni con grande coraggio per la conquista dei loro diritti. Tutto questo ha un valore nuovo e ancora più grande oggi, in una fase storica globale in cui i valori democratici sono messi in dubbio anche in Occidente"
"Siamo al fianco del popolo iraniano. Al fianco delle donne e degli uomini che, a mani nude, continuano ad alzare la voce per reclamare libertà, dignità e diritti. La loro non è una protesta improvvisa né effimera: è una lotta che affonda le sue radici lontano nel tempo, una resistenza che dura da 47 anni”, afferma Keshavarzi.
“Nelle ultime settimane – prosegue - il regime ha ancora una volta risposto con la brutalità. Una repressione spietata senza precedenti, condotta con armi da guerra contro manifestanti disarmati, ha spezzato vite, lasciato corpi feriti e occhi accecati, riempito carceri di giovani colpevoli solo di aver chiesto il futuro che spetta loro. Decine di migliaia di arresti, famiglie distrutte dal dolore e dalla paura, madri e padri minacciati perché il loro lutto non diventi testimonianza. Oggi, oltre alla violenza fisica, si tenta di imporre il silenzio.
Il blackout delle telecomunicazioni, che dura ormai da più di dieci giorni, è un muro innalzato per isolare il popolo iraniano dal mondo, per cancellare le prove, per far credere che tutto sia finito. Ma non è finito. La repressione continua, così come continuano le intimidazioni contro le famiglie delle vittime e contro chiunque osi ricordare e raccontare. Per questo è fondamentale accendere i fari della coscienza internazionale e tenerli accesi. Non possiamo permettere che l’oscurità e l’indifferenza diventino complici di questa violenza.
Raccontare, condividere, denunciare non è solo un gesto di solidarietà, ma un dovere morale. Noi non dimentichiamo, non distogliamo lo sguardo e continuiamo a stare dalla parte delle vittime e degli oppressi”.
“Vorremmo che questa musica ci portasse dentro le loro vite, che parlasse dove le parole non arrivano. Un atto di ascolto e di presenza, perché anche attraverso l’arte si può resistere, ricordare e affermare la libertà", conclude il Maestro.
BIO
SAHBA KHALILI AMIRI
Sahba Khalili Amiri è nata a Teheran. È cresciuta con la musica tradizionale Persiana. Nel 2015 ha iniziato lo studio del canto lirico con Anna Venturi, mezzo soprano del teatro Carlo Felice di Genova. Nel 2020 si è laureata in Musica Vocale da Camera al Conservatorio di Milano, sotto la guida di Daniela Uccello. Nel 2017 si è esibita in una selezione di opere italiane al Teatro Vahdat di Teheran e in una selezione di opere teatrali di Shakespeare al teatro Costigliole d’Asti. Ha frequentato per due anni il corso di alto perfezionamento in canto contemporaneo presso International Divertimento Ensemble Accademy con Alda Caiello ed ha partecipato per quattro anni consecutivi al progetto “Teatro di Voce” curato da Laura Catrani, nell’ambito del Festival Milano Musica. Recentemente ha partecipato al Festival Du Vert A L'infini in Francia in occasione del 70° compleanno del compositore Iraniano Reza Vali.
MARLENE FUOCHI
Marlene Fuochi, pianista italo-tedesca, si esibisce sia in qualità di solista che come camerista, in Teatri e Festival, quali il Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, il Festival Anima Mundi (PI), Festival Trame Sonore (MN), Teatro del Maggio Fiorentino in occasione del 150° anniversario di Debussy, Accademia Chigiana di Siena, Accademia di Spagna (RM), collaborando, tra gli altri, con Pascal Moraguès, Guido Corti, Petru Ladislau Horvath, Marco Postinghel, Ludovica Rana, Miriam Prandi.
Premiata in numerosi concorsi pianistici, tra cui “F. Mendelssohn” (SV), “G. Rospigliosi” (PT), “Nuovi Orizzonti” (AR), Marlene compie gli studi musicali al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze sotto la guida di S. Fiuzzi e S. Bigongiari, laureandosi con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Ha studiato inoltre con G. Nuti, D. De Santis, L. Rocchetti. Nel 2019 si perfeziona presso l'Accademia di Santa Cecilia di Roma e partecipa, con numerosi riconoscimenti, a Masterclass tenute da A.
Lonquich, B. Canino, R. Risaliti, D. De Rosa.