Iran: un nuovo striscione sulla facciata di palazzo Strozzi

Redazione Nove da Firenze

E’ entrata nell’immaginario la guerra in Iran. Grazie anche ai migliaia di italiani ed europei che hanno abbandonato (o cercano di abbandonare) il Medio Oriente. Gli eserciti europei hanno rafforzato la loro presenza nel Mediterraneo orientale per proteggere Cipro (aggredito dai missili iraniani e membro Ue, soggetto quindi a “mutua assistenza”). Alcuni Paesi stanno rivedendo i rapporti con gli Usa, condizionando l’uso delle basi in Europa. La difficoltà ad una posizione univoca è emersa già nel consiglio straordinario dei ministri degli Esteri, di domenica scorsa e concluso con un invito a moderazione e rispetto del diritto internazionale, senza posizione sull’azione militare. Unico capo di governo a pronunciarsi contro la guerra è stato lo spagnolo Pedro Sanchez, divenuto bandiera di molti pacifisti. Il prossimo 19-20 marzo se ne discuterà al vertice europeo sulla strategia di sicurezza.

Uno nuovo “Striscione della libertà” sulla facciata di palazzo Strozzi Sacrati. Il drappo è stato svelato stamani nel corso Giornata internazionale della donna durante una cerimonia a cui ha partecipato il presidente Eugenio Giani, l’assessora alla cultura Cristina Manetti e rappresentanti del movimento “Donna, vita e libertà”. Il grande manifesto vuole rappresentare un segno di solidarietà verso le donne, i giovani e tutti coloro che nel Paese lottano per la libertà e i diritti fondamentali.

“Vogliamo che sia ben visibile il dolore del popolo iraniano: donne e uomini uccisi violando il loro desiderio di libertà – ha dichiarato –. Sono animato dai valori pacifisti della nostra Costituzione, ma sento il bisogno di continuare a dare voce a queste donne, che con la loro associazione, hanno trovato nella Regione Toscana un punto di riferimento molto forte nella loro battaglia per la libertà. Con le donne sempre più protagoniste”.

Il presidente ha inoltre ricordato la tradizione civile della Toscana, primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte nel 1786, sottolineando l’importanza di non dimenticare le tante vittime della repressione, tra cui anche bambine e bambini. La Regione Toscana rinnova così il proprio impegno nel sostenere i diritti umani e la libertà dei popoli, esprimendo vicinanza alle donne e agli uomini iraniani nella loro battaglia per dignità, diritti e democrazia.

Sono bastati pochi giorni per accorgersi che la guerra in Iran non è poi così lontana da noi. I riflessi delle nuove tensioni in Medio Oriente con la chiusura dello stretto di Hormuz da cui transita un quinto del fabbisogno mondiale di petrolio e gas ma anche fertilizzanti, hanno già fatto scattare l’allarme nelle nostre campagne e nei nostri mari dove agricoltori e pescatori stanno già facendo i conti con un aumento del costo del gasolio del 40%. In una settimana il prezzo di un litro di gasolio agricolo, fondamentale per far funzionare trattori e macchinari e permettere ai pescherecci di uscire in mare, è passato in alcune aree della regione da 0,85 centesimi a 1,20 euro.

Analogo choc sta subendo l’Urea, il principale concime azotato, di cui una parte consistente transita proprio dallo stretto di Hormuz, che ha subito un incremento del 20% ed inizia già a scarseggiare. Un terremoto che metto in agitazione tutto il mondo agricolo che non è ancora riuscito ad assorbire i pesantissimi aumenti di costi scatenati dalla guerra in Ucraina iniziata ormai 4 anni fa. 

Rincari che rischiano ora di “accavallarsi” e sommarsi ai nuovi balzelli innescati dalle tensioni nel Golfo. A denunciarlo è Coldiretti Toscana che teme un nuovo shock energetico per l’agroalimentare e per le famiglie toscane con un impatto pesante sui costi di produzione e sui consumi. “Stiamo ancora smaltendo i postumi della guerra in Ucraina, che purtroppo è ancora in corso, e oggi assistiamo a nuove scene di guerra che inevitabilmente contribuiranno a far aumentare sia i costi energetici sia le difficoltà di approvvigionamento dei prodotti, considerando che oltre il 33% proviene proprio da quelle aree.

– spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana - Siamo molto preoccupati perché l’aumento dei costi di produzione porta a una perdita di competitività per le imprese agricole e rischia di ricadere inevitabilmente su famiglie e consumatori. Chiediamo quindi, insieme a politiche di pace, al Governo nazionale e all’Europa di rafforzare una rete di protezione per le imprese, vigilare sui fenomeni speculativi già in atto e mettere a disposizione risorse adeguate per mantenere la competitività delle nostre aziende agricole”.

E tutto questo accade quando la stagione agricola è alle porte con l’aggravante che, in Toscana, a causa delle piogge di questi mesi, le operazioni di semina dei cereali sono ormai compromesse. Tempo che le aziende agricole stanno tentando, laddove è possibile, di recuperare con altre colture che richiedono l’impiego di mezzi meccanici alimentati a gasolio. Il carburante è tra i principali costi che le imprese ittiche – poco meno di 600 in Toscana - devono sostenere per affrontare la pesca in mare. Con le quotazioni attuali la maggior parte delle imprese – spiega Coldiretti Pesca Toscana – non riesce a coprire nemmeno i costi energetici oltre alle altre voci che gli armatori devono sostenere per la normale attività.