Iran: tanti toscani colpiti dalla chiusura dello spazio aereo
C’è forte apprensione per quanto sta accadendo in Medio Oriente. Solo in Israele si contano circa 37.400 turisti. Dall’inizio dell’operazione militare, circa 700 turisti hanno però lasciato il paese.
Per i clienti interessati dalla chiusura dello spazio aereo del Medio Oriente, le compagnie aeree stano provando a offrire opzioni alternative per i viaggi da, verso o via Emirati Arabi Uniti, Qatar, Israele, Giordania e Oman.
Paure e preoccupazioni che coinvolgono anche i passeggeri della MSC Euribia, rimasta bloccata a Dubai. L’associazione Codici si è attivata per assistere i crocieristi sul piano legale in questo momento estremamente delicato.
“Alcune compagnie hanno sospeso le crociere vista la situazione ad alto rischio in questo quadrante – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, ma così non ha fatto MSC e ora chi si trova a bordo della nave Euribia sta vivendo ore molto difficili. In una comunicazione ai passeggeri del 28 febbraio, il Comandante ha annunciato la modifica dell’itinerario, con la permanenza a Dubai in virtù della momentanea chiusura del porto di Doha. Ci sono le scuse per quello che viene definito un inconveniente, ma a nostro avviso è stata una scelta imprudente. Non c’erano le condizioni per salpare. Ci siamo attivati per fornire assistenza ai viaggiatori affinché possano rientrare in Italia in piena sicurezza e con le dovute garanzie economiche. Nello specifico, chiediamo che le spese di rimpatrio siano sostenute da MSC”.
“In base alla normativa sul pacchetto turistico, il Codice del Turismo, e ai principi generali in materia di trasporto, il tour operator/organizzatore è tenuto in questi casi a garantire vitto e alloggio senza costi aggiuntivi fino al rimpatrio – afferma Stefano Gallotta, avvocato di Codici esperto del settore crociere –. Inoltre, è tenuto a organizzare la riprotezione sui primi voli disponibili, anche con vettori diversi da quelli originariamente previsti, e a coprire trasferimenti, pasti e spese necessarie durante l’attesa.
Deve fornire assistenza materiale e informazioni tempestive e trasparenti, sostenere eventuali costi extra derivanti dal prolungamento forzato del soggiorno. È bene ricordare che chi ha subito le cancellazioni forzate delle crociere ha diritto al rimborso integrale senza penali entro 14 giorni dalla cancellazione termine fissato senza equivoci dal Codice del Turismo. Questo breve riepilogo per ricordare i diritti dei viaggiatori e i doveri di tour operator/organizzatori, anche in questa difficilissima ed estremamente delicata situazione”.
“Lo scenario internazionale fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Israele e Iran sta provocando forti ripercussioni sul traffico aereo internazionale, che sta vedendo attualmente la chiusura dello spazio aereo in diversi Paesi del Medio Oriente e la cancellazione di oltre 1.000 voli, in particolare negli hub di Dubai, Abu Dhabi e Doha”.
Esprime la sua preoccupazione il referente per le Agenzie di Viaggio di Confcommercio Pisa Maurizio Nardi in merito alla crisi in corso nelle aree di Iran e Medio Oriente, “Attualmente lo scenario è ancora gestibile sul piano operativo, la criticità maggiore riguarda i passeggeri che devono effettuare scali negli aeroporti mediorientali interessati dalle limitazioni al traffico aereo e chi viaggia verso destinazioni asiatiche o dell’Oceano Indiano”.
Al momento “il Ministero degli Affari Esteri non ha emesso un divieto generale di viaggio verso mete turistiche come Thailandia o Maldive, anche quando il volo prevede uno scalo nell’area mediorientale. Per questo la gestione delle prenotazioni da parte di agenzie di viaggio e tour operator si sta facendo sempre più complicata, poiché in assenza di un’inibizione formale le agenzie non possono procedere all’annullamento dei viaggi senza applicazione di penali”.
“In un contesto particolarmente complesso affidarsi a operatori professionali offra sicuramente maggiori garanzie rispetto a viaggi organizzati in autonomia, specialmente in situazione di emergenza come questa” afferma il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.
“Molte agenzie si stanno organizzando cercando soluzioni di volo alternative, spesso sostenendo temporaneamente i costi delle riprotezioni per garantire comunque la partenza dei clienti” rileva Nardi. “Ma chiaramente, oltre agli aspetti logistici, la crisi sta incidendo anche sulla dimensione emotiva del viaggio. La paura di volare in un contesto internazionale instabile sta spingendo molti passeggeri a richiedere rinvii o modifiche delle prenotazioni, quando possibile, producendo un effetto a catena su destinazioni che non sono direttamente coinvolte nel conflitto” spiega il referente per le Agenzie di Viaggio di Confcommercio Pisa.
In merito alle possibili ripercussioni sul turismo internazionale Nardi evidenzia come “resti difficile da prevedere, in quanto eventi geopolitici, crisi sanitarie o tensioni globali possono ridisegnare rapidamente le preferenze dei viaggiatori e l’offerta turistica. È possibile che alcune destinazioni mediorientali vengano temporaneamente sostituite dal Mediterraneo o dall'Europa. In questa fase delicata, il lavoro dell’agenzia non riguarda soltanto la gestione delle prenotazioni esistenti, ma anche il supporto ai clienti nella scelta delle alternative di viaggio e nella gestione dell’ansia legata alla situazione, un vero banco di prova per la capacità delle agenzie di mantenere stabilità operativa e fiducia dei viaggiatori in uno scenario globale incerto”.