Ingegneria spaziale e coraggio delle donne: Amalia Ercoli Finzi
Firenze, 27 novembre 2025 - Le grandi imprese spaziali iniziano nelle menti di chi osa immaginare l’impossibile. Proprio da questa prospettiva prende forma il “Dialogo sull’ingegneria spaziale”, l’incontro che venerdì 28 novembre alle 18 vedrà protagonista Amalia Ercoli Finzi, pioniera della ricerca aerospaziale e prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria aeronautica nel 1962. Con lei, presso la sede del Lyceum Club Internazionale di Firenze a Palazzo Adami Lami, interverrà Ilaria Cinelli, ingegnera biomedica, dottore di ricerca in Ingegneria neurale e oggi membro dello Steering Committee della Mars Society, per offrire uno sguardo intergenerazionale su sfide, conquiste e discriminazioni di genere di ieri e oggi, interrogandosi su quanto sia cambiato e quanto resti ancora da fare per le donne che scelgono carriere in ambiti altamente tecnologici e “tradizionalmente” maschili.
Amalia Ercoli Finzi, la “Signora delle comete”, ha guidato dal 2004 al 2014 la missione europea Rosetta, che ha portato una sonda a oltre 500 milioni di chilometri dalla Terra fino al nucleo di una cometa, segnando una delle più grandi conquiste scientifiche dell’esplorazione spaziale. È stata consulente scientifica della NASA, dell'ASI e dell'ESA e, accanto a una carriera accademica e di ricerca di livello internazionale, ha costruito una vita familiare intensa: è sposata con il fisico Filiberto Finzi, è madre di cinque figli e nonna di numerosi nipoti.
La sua passione per l’ingegneria nasce già dall’infanzia, quando smontava e rimontava biciclette con l’istinto di chi vuole capire come funzionano le cose. La scelta del liceo scientifico prima e, soprattutto, quella dell’ingegneria non furono solo tappe formative ma un atto di coraggio in un’epoca in cui le aspettative sociali cercavano di indirizzarla altrove. Inseguendo ciò che l’appassionava davvero, ha costruito un percorso che continua a ispirare nuove generazioni.
“Ogni volta che si impedisce a una donna di fare ciò che desidera c’è violenza – commenta Donatella Lippi, presidente del Lyceum Club Firenze – che si tratti di studiare un campo considerato ‘maschile’ o di intraprendere una professione dove il numero degli uomini è preponderante. Ogni volta che una ragazza o una donna non riceve gli stessi stimoli, le stesse opportunità, lo stesso riconoscimento, stiamo accettando che il talento si perda. Oggi non parliamo più soltanto di ‘soffitto di cristallo’, ma di una vera e propria ‘scogliera di cristallo’: invisibile, forte e spesso radicata nei comportamenti e nei modelli che neppure ci rendiamo conto di replicare.
Amalia Ercoli Finzi è un esempio vivente di come queste barriere possano essere affrontate ma il suo percorso ci ricorda anche che non basta aprire una porta: occorre che le porte restino aperte per molte. Anche per chi sceglie strade non tradizionali, anche per chi ha famiglia o per chi inizia oggi a studiare”.
L’incontro, promosso dalla Sezione Scienze e dalla Presidenza del Lyceum Club Internazionale di Firenze in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sarà l’occasione per riflettere sul valore della conoscenza come strumento di libertà, autodeterminazione e progresso.