Il Colore rosso è troppo forte?
FIRENZE- Ieri l’ha ammesso anche Michele Pierguidi, pur nel suo ruolo super-partes di Presidente del Calcio Storico Fiorentino. Sabato Santa Maria Novella ha stabilito il nuovo record di cacce in una partita perché il divario in campo con i Verdi era troppo marcato. Ma non si può imputare al Colore rosso l’aver saputo negli ultimi anni reinterpretare il gioco alla luce del regolamento con efficacia e cinismo. Al momento i Rossi sembrano la squadra da battere.
Inutile dare la colpa alla nuova sabbia stesa in piazza Santa Croce, oppure alle regole che impediscono le risse. Quest’ultima tra l’altro sono 15 anni che dovrebbe essere una questione chiarita: è il codice penale che impedisce di commettere reati in campo e il suo rispetto viene a tutela prima di tutto dei calcianti stessi.
Eppure sui social tornano a serpeggiare recriminazioni e accuse ad arbitri e amministratori, quali colpevoli di aver snaturato una tradizione che colloca una presunta classicità del calcio storico negli anni ‘80, quelli per intendersi dell’orecchio staccato con un morso, o del regolamento dei conti fuori da una discoteca. Mentre oggi dunque assisteremmo ad un gioco che non è più autentico.
Ben inteso, online ciascuno è libero di esprimere la propria opinione, agitando nostalgici ricordi di un tempo che fu. Piuttosto singolare invece che sul canale televisivo concessionario della trasmissione in diretta del torneo qualcuno sentenzi che la vittoria dei Rossi sabato pomeriggio non abbia piena legittimità.
E’ successo infatti che l’opinionista di Toscana Tv, Francesco Flachi, ex calciatore professionista, quando la prima semifinale ha preso una piega irrimediabile per il Colore verde ha preso ad affermare che il gioco non era più bello, che il divario tra le due compagini era eccessivamente marcato, che il Calcio storico non dovrebbe essere questo. E mano a mano che il divario di punteggio cresceva a invitare a interrompere la partita che non era più dignitosa per calcianti e pubblico.
Sorprendente che lo stesso commentatore il giorno dopo non trovasse niente di strano se Azzurri-Bianchi sia finita 18 ½ a 4, anzi celebrasse la bella sfida combattuta sino all’ultimo dalle due squadre. Come? Un divario di 15 punti e mezzo va bene e quello di 20 punti significa invece il tradimento dei principi del calcio storico?
Chi racconta la partita in diretta ha il dovere di farlo con equilibrio e indipendenza, tenendo conto di tutti gli aspetti. In partita non si contano solo le cacce, ma anche il numero delle espulsioni e dei ritiri per infortunio, o ferite riportate. Sono indicatori questi ultimi della correttezza delle squadre in campo, elementi di valutazione essenziali per il buon svolgimento della gara.
Evidentemente Francesco Flachi ha un idiosincrasia per le squalifiche, un’allergia antica che non gli consente visione obiettiva. Perciò in vista dell’importante finale del 24 giugno, quando sul sabbione scenderanno le due squadre indiscutibilmente più forti del torneo, Azzurri contro Rossi, non sarebbe male se il canale tv concessionario valutasse di mettere qualcuno in panchina.