Guerra in Iran: è già speculazione sui carburanti?

Redazione Nove da Firenze

Alla luce dell’evolversi della situazione in Iran e nell’area del Medio Oriente, la nave Euribia rimarrà nel porto di Dubai fino a nuovo avviso, seguendo le indicazioni delle autorità di sicurezza nazionali e internazionali presenti nell’area. La situazione a bordo è sotto controllo: ospiti e membri dell’equipaggio sono costantemente assistiti e seguiti dal personale di bordo, mentre proseguono regolarmente i servizi dedicati all’accoglienza e al comfort. Nel frattempo, le operazioni di volo nella regione sono soggette a restrizioni e a continui aggiornamenti.

La compagnia sta collaborando strettamente con le compagnie aeree per monitorare l’evoluzione delle rotte disponibili e individuare le migliori soluzioni possibili per il rimpatrio dei passeggeri. MSC, si legge sempre nell’aggiornamento, è inoltre in contatto costante con ambasciate e ministeri degli Affari Esteri, affinché dispongano di tutte le informazioni necessarie relative ai propri cittadini presenti a bordo e possano valutare eventuali piani di rimpatrio. Alla luce dell’attuale contesto, sono state cancellate le prossime crociere di MSC Euribia con partenza da Dubai il 7 marzo, da Doha l’8 marzo e da Abu Dhabi l’11 marzo.

Gli ospiti interessati sono già stati contattati direttamente.

Per le Pmi italiane, già indebolite dalla politica dei dazi di Donald Trump e dal conflitto in Ucraina, si profilano drammatiche le conseguenze della guerra in Iran e Medio Oriente che sta già avendo grosse ripercussioni sul mercato dell'energia, del gas, dei trasporti e del turismo.

Ci sono le prime avvisaglie della ricaduta della guerra in Iran e Medio Oriente sui prezzi energetici: alcuni distributori hanno alzato i prezzi alla pompa dei carburanti e altri cominciano a fare i conti per le prossime bollette domestiche e industriali. Vedremo cosa succederà con l'evolversi di questi giorni. Al momento, il petrolio è intorno agli 80 dollari a barile rispetto ai 70 precedenti, mentre il gas (Ttf Amsterdam) è intorno ai 45-50 euro MW/h rispetto ai 32 di qualche giorno fa.

"Una cosa è solo certa. Questi sono prezzi dei prodotti non per la vendita al consumo, ma delle materie prime. Prima che incidano sui prezzi al consumo ci vuole tempo. Per i consumatori vale la regola di sempre: mai fermarsi al primo venditore, sia quello che si trova per strada per il proprio veicolo che quello che, grazie al mercato libero, ci consente di modificare il fornitore a nostro piacimento" dichiara Vincenzo Donvito Maxia, presidente dell'Associazione Utenti e Consumatori.

Secondo il Codacons, ogni variazione delle quotazioni energetiche dovrebbe riflettersi sui prezzi finali secondo criteri coerenti con i reali costi di approvvigionamento e con le dinamiche dell’intera filiera. In un mercato complesso come quello dei carburanti, eventuali scostamenti tra l’andamento delle materie prime e i prezzi al consumo richiedono un attento monitoraggio da parte delle autorità competenti. Il rischio, evidenzia l’associazione, è quello di un impatto inflattivo generalizzato in un contesto già segnato da pressioni sui redditi reali e da una persistente instabilità dei mercati energetici.Sotto il profilo economico e giuridico, il Codacons richiama l’esigenza che l’adeguamento dei listini avvenga nel pieno rispetto dei principi di correttezza, trasparenza e concorrenza previsti dall’ordinamento vigente.

Qualora emergessero anomalie o scostamenti non coerenti con i costi effettivi di approvvigionamento, sarà compito delle autorità preposte effettuare le opportune verifiche. Il Codacons chiede pertanto un monitoraggio costante dell’andamento dei prezzi e l’adozione di strumenti idonei a garantire equilibrio tra dinamiche internazionali e tutela dei cittadini.