Guerra del Golfo Persico: tanti fiorentini bloccati in estremo oriente
Un viaggio in Thailandia con i colleghi di lavoro. Dal fascino di Bangkok, alle antiche capitali del regno del Siam come Ayutthaya e Sukhothai fino a Chiang Rai e Chiang Mai. Infine le spiagge dorate le acque cristalline di Phuket. Ma il rientro era previsto per oggi su un volo Emirates. E adesso i partecipanti al viaggio organizzato dal Cral Unipol sono bloccati Bangkok in attesa di notizie. Tra loro numerosi fiorentini, dipendenti, pensionati e agenti della compagnia di assicurazioni, con sede a Bologna, ma che ha incorporato la vecchia Fondiaria, che aveva il suo quartier generale in piazza della Libertà. Con il personale di Unipol anche i familiari, per un totale di decine di persone.
La conseguenza dell'escalation della crisi bellica nel golfo Persico. La strategia dell'Iran è di scatenare il caos in tutta la regione per costringere gli altri paesi a fare pressione su Israele e Usa. Ma questo tentativo disperato potrebbe sortire l'esito opposto. Perché dopo i bombardamenti sulle città a Dubai, Doha e Riad, gli Emirati arabi sono piuttosto arrabbiati contro Theran. L'Iran ha lanciato missili anche contro una base militare britannica a Cipro.
"Non sappiamo proprio quando e come potremmo fare a ripartire -racconta a Nove da Firenze Danila Rachini, presidente della sezione provinciale di Firenze del Sindacato nazionale Agenti di assicurazione- spero che la compagnia possa aiutarci a trovare una soluzione, intanto per poter trovare da dormire a Bangkok, perché abbiamo l'albergo confermato solo fino a domani poi non sappiamo neanche dove andare".
Al momento l'Iran sta continuando a lanciare ordigni sui paesi limitrofi, nessuno escluso. E ha scatenato lanci di missili da parte di Hezbollah dal Libano. Perciò gli europei bloccati in estremo oriente, per turismo o lavoro, stanno valutando soluzioni di viaggio alternative. Ad esempio dalla Cina, se il loro volo era previsto che facesse scalo nel golfo Persico.
Se le compagnie aeree europee e arabe non saranno in grado di alzare a nord il percorso dei propri voli per non sorvolare Iran, Afghanistan e Pakistan, saranno i passeggeri a riconfigurare le proprie prenotazioni per evitare le zone di guerra. I voli cinesi infatti transitano sui cieli della Russia, mentre le compagnie europee non possono farlo.
Molto dipende da cosa succederà nelle prossime ore. Se i mercati finanziari crollano e il prezzo del petrolio schizza a 150 dollari al barile, saranno numerosi i governi a fare pressione per una tregua. Specie se le petroliere fossero costrette a ridisegnare le rotte oceaniche, o addirittura venisse bloccato il golfo Persico.