Firenze riscoprire la sua anima artigiana il 7 e 8 novembre

Redazione Nove da Firenze

Chiunque viva o visiti Firenze conosce il fascino senza tempo delle sue vie rinascimentali, ma troppo spesso ci si ritrova inghiottiti dai consueti percorsi del turismo di massa, alla ricerca di un’autenticità che sembra sfuggire tra la calca dei soliti itinerari. Esiste tuttavia un'altra Firenze: viva, operosa, sensoriale e visceralmente legata al saper fare manuale. Nel primo fine settimana di novembre, questa città di bottega e d'ingegno torna ad appropriarsi dei suoi spazi urbani più iconici.

Il weekend di sabato 7 e domenica 8 novembre offre un'occasione preziosa per immergersi nella sua anima artigiana. Per l'occasione, due storiche piazze si trasformeranno in laboratori a cielo aperto, ciascuna con la propria identità e la propria scansione temporale. Sabato 7 novembre (dalle 10:00 alle 20:00), l'elegante vivacità del quartiere di Sant'Ambrogio e di Piazza dei Ciompi farà da cornice ad Artefacendo. Parallelamente, per l'intero fine settimana di sabato 7 e domenica 8 novembre, la maestosa Piazza Santa Croce diventerà la sede della Fiera delle Arti Tessili.

Tra il profumo del legno intagliato, la morbidezza delle lane naturali e le sfumature cromatiche estratte dalla botanica, questo articolo vi accompagna alla scovata delle chicche più innovative e affascinanti dei due eventi: un viaggio vibrante tra economia circolare, antiche tecniche dal mondo e la riscoperta della filiera sostenibile.

Il riciclo creativo: gli avanzi di cucina e i piatti rotti diventano moda e design

L'artigianato contemporaneo non si limita a preservare la memoria del passato: ridefinisce il concetto stesso di lusso sostenibile, dimostrando come la materia dimenticata o scartata possa rinascere sotto forma di pezzi unici ad alto valore estetico.

Passeggiando sabato 7 novembre in Piazza dei Ciompi per Artefacendo (evento promosso da CNA Firenze Metropolitana insieme al Comune di Firenze), il recupero creativo si tocca con mano. Tra le 28 postazioni degli artigiani spiccano realtà capaci di stravolgere la destinazione d'uso dei materiali: Mani in Coccio raccoglie vecchi piatti di ceramica sbrecciati o spaiati, lavorandoli fino a trasformarli in raffinati gioielli, bottoni e complementi d'arredo geometrici; ESSERRE, dal canto suo, applica l'upcycling alle pelli di scarto, plasmandole in borse d'autore, piccoli oggetti di pelletteria e capi d'abbigliamento dal carattere contemporaneo.

La sostenibilità circolare si sposta poi sul piano olfattivo e cromatico in Piazza Santa Croce, dove la Fiera delle Arti Tessili dimostra come persino la cucina quotidiana nasconda tavolozze di colore inaspettate. Nella giornata di domenica 8 novembre, dalle 14:30 alle 16:00, Maurizio Savoldo (La Robbia) guiderà il pubblico al recupero degli scarti alimentari — come bucce di cipolla, noccioli d'avocado o fondi di vegetali — per trasformarli in pigmenti naturali per tessuti. Sempre domenica, ma al mattino (dalle 11:00 alle 12:00), Valentina Ferrarini rivelerà le sfumature e i segreti della tintura con henné nero.

Antiche tecniche dal mondo a portata di mano: dal Kumihimo giapponese alla tessitura a tavolette

In un'epoca di consumi digitali impalpabili e ritmi industriali frenetici, rimettere le mani al centro dell'esperienza cognitiva è un atto di resistenza culturale. La Fiera delle Arti Tessili in Piazza Santa Croce trasforma la piazza in un laboratorio interattivo continuo, proponendo un percorso esperienziale che scavalca i secoli e i continenti. Immaginate un viaggio guidato nel tempo che parte la mattina di sabato 7 novembre:

La domenica 8 novembre raddoppia la scoperta manuale:

Il futuro della lana italiana: dalla pastorizia al panorama internazionale

Passeggiando tra i gazebo di Piazza Santa Croce si percepisce il profumo denso della lana grezza e il tatto inconfondibile delle fibre nobili: dall'alpaca calda e svettante al cashmere soffice, fino ai tessuti locali ricavati da razze ovine autoctone. La Fiera delle Arti Tessili propone una vera e propria riflessione di filiera, legando la salvaguardia della pastorizia e il recupero dei pascoli montani con la moda consapevole.

Questo radicato legame con la terra si apre al confronto globale in un momento centrale della manifestazione: la tavola rotonda "Il futuro delle lane italiane", in programma sabato 7 novembre dalle 14:30 alle 15:30. L'incontro vedrà la straordinaria partecipazione di Francesca Giuntini della North Cheshire Guild of Spinners, Weavers and Dyers del Regno Unito.

Il dialogo tra la tradizione pastorale italiana e la secolare esperienza delle gilde britanniche rappresenta una sintesi di grande valore culturale. Questo scambio dimostra come la rigenerazione delle piccole filiere locali della lana possa nutrire un network internazionale di ricerca tessile, capace di unire sostenibilità etica, tutela della biodiversità ovina e alta creatività manifatturiera.

Un'esperienza viva per tutte le età

Le piazze fiorentine ritrovano così la loro identità storica di agorà: luoghi vivaci di scambio culturale, sociale ed umano, dove il creatore incontra senza filtri chi ascolta le storie incise negli oggetti.

Ad Artefacendo in Piazza dei Ciompi (esclusivamente sabato 7 novembre, dalle 10:00 alle 20:00), i 28 maestri artigiani aprono idealmente le porte delle loro botteghe al pubblico. Sarà possibile osservare le mani al lavoro e scoprire la genesi di ciascun pezzo: dalle miniature all'uncinetto di Agoefilo alle porcellane modellate di Teiniecaffettini, dalle stampe di Manifesti Ridotti all'Osso al cashmere vintage e nuovo di Gori Maglieria Pregiata, fino agli arredi in legno intagliato di IncorniciArti e agli complementi per la casa de La Boutique Selvatica.

In Piazza Santa Croce (sabato 7 e domenica 8), l'atmosfera si arricchisce di un'impronta gioiosa per famiglie e piccoli creativi, integrando la mostra tessile con banchi di prodotti agricoli locali freschi e trasformati del territorio toscano. I laboratori dedicati ai bambini diventano il cuore battente della piazza:

Iniziative come Artefacendo e la Fiera delle Arti Tessili dimostrano quanto l'identità culturale di Firenze rimanga forte quando viene alimentata dalla manualità d'eccellenza. Riportare i telai, i pigmenti naturali, le ceramiche di riciclo e il lavoro della pelle nel cuore della città significa molto più che allestire un mercato: significa proteggere un patrimonio inestimabile di gesti, storie e visioni sostenibili per il futuro.

Ogni manufatto creato a mano racchiude un bene oggi rarissimo: il tempo. Il tempo necessario ad apprendere un'arte, il tempo di scegliere le materie prime giuste, il tempo di plasmarle con pazienza e rispetto.