Firenze e la visione di “città pubblica”: confronto sull'urbanistica

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 9 febbraio 2026 - La necessità di una visione di Firenze come “città pubblica”, sempre più identitaria e condivisa, sarà al centro del convegno organizzato da Ordine degli Architetti di Firenze - grazie al lavoro della commissione osservatorio urbanistica - e in collaborazione con Fondazione Architetti Firenze, in programma alla Palazzina Reale l'11 febbraio dalle ore 14.30.

Al centro dell’incontro il tema della progressiva riduzione della funzione pubblica nel progetto urbano e le possibili strategie per restituire alla città spazi, servizi e identità collettiva. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di trasformazione in corso a Firenze, dal recupero delle ex caserme alle politiche abitative degli ultimi decenni.Un’occasione di confronto per ripensare il rapporto tra pubblico e privato, servizi e spazio urbano, e per immaginare soluzioni capaci di restituire alla città il suo ruolo di bene comune.Dopo i saluti istituzionali della presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze Silvia Ricceri e l'introduzione di Scilla Cuccaro, coordinatrice della commissione osservatorio urbanistica di Oaf, sono previsti sei interventi su altrettanti temi di attualità.Si parte con il giornalista e il saggista Filippo La Porta che farà una relazione dal titolo 'Una città sempre meno 'pubblica', sempre meno condivisa e meno identitaria', poi toccherà al professore associato di Estimo del dipartimento di Architettura di Firenze Fabrizio Battisti (il titolo del suo intervento è “Come il pubblico può tornare a essere 'costruttore' della città?”), alla ricercatrice Irpet Chiara Agnoletti (“Le politiche abitative del Comune di Firenze: un quadro della situazione negli ultimi trent'anni”).

Il caso studio di Roma sarà al centro dell'intervento del professore ordinario di urbanistica alla Sapienza Carlo Cellamare (“Processi e pratiche urbane, un esempio a Roma: la partecipazione come fine, come processo sociale, politico e culturale”). A proposito delle esperienze fiorentine l'architetto e funzionario Mario Pittalis parlerà del recupero del carcere delle Murate, mentre l'assessora all'urbanistica del Comune di Firenze Caterina Biti parlerà del recupero dell'area dell'ex caserma Lupi di Toscana.

“Al di là delle polemiche e delle scelte urbanistiche che hanno prodotto un confronto sempre più serrato tra amministrazione e vari comitati, come Ordine degli Architetti abbiamo deciso di fare un punto sugli indirizzi urbanistici e sulle prospettive a difesa della città pubblica – afferma Silvia Ricceri, presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze -. Il convegno dell'11 febbraio è un primo punto di riflessione e di rilancio di temi da affrontare. Senza pregiudizi, ma con nuove visioni ed esperienze positive maturate”.

“Il dibattito cittadino in corso in questi mesi a Firenze sui temi urbanistici, e sull’idea di quale città vogliamo per il futuro di tutti noi, sta dando vita ad un dibattito stimolante e al di là delle apparenze costruttivo – dice l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti –. In questo contesto il tema della città pubblica è quanto mai puntuale, dal momento che lo stesso concetto di città, almeno per la nostra cultura, ha in sé l’idea del luogo dell’incontro che annulla le distanze e in cui le persone si eguagliano.

Questa idea di città pubblica può essere la più importante tra le basi che accomuna tutte le voci in campo in questo momento: tante anime di Firenze che esprimono i propri punti di vista, a volte anche molto lontani, con l’obiettivo condiviso del bene collettivo. Sta al Comune di Firenze, con il ruolo che lo contraddistingue, trovare la sintesi migliore per politiche che tengano assieme le esigenze di chi in città ci vive, ci lavora, la visita. Ringrazio l’Ordine degli Architetti per questo importante momento di discussione e per il tema scelto, quanto mai puntuale e attinente, e per il patrimonio di competenze che dà sempre un importante contributo ai temi che interessano le trasformazioni della città”.

"Ho chiesto formalmente alla sindaca di Firenze di riaprire il procedimento di verifica amministrativa entro trenta giorni in merito all'ex Teatro Comunale" rende noto Massimo Sabatini, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt e vicepresidente della Commissione urbanistica a Palazzo Vecchio, che ha messo nero su bianco la richiesta in una lettera indirizzata ieri alla sindaca Sara Funaro e all'assessora Caterina Biti e per conoscenza a Soprintendenza e Regione Toscana; all'elaborazione ha contribuito l'avv. Marco Mariani, esperto amministrativista.

Sabatini "invita e sollecita formalmente il Comune di Firenze" ad attivarsi "per il pieno esercizio dei diritti/doveri del Comune di Firenze in materia di edilizia e paesaggistica (sia nella autorizzatoria, nella fase di vigilanza, repressione e ripristino della legalità, sia quale soggetto attuatore del Piano di Gestione UNESCO), con riferimento alle opere realizzate nel complesso dell'ex Teatro Comunale". Si tratta di un "sollecito all'esercizio dei poteri comunali in materia edilizia e paesaggistica nel rispetto dei principi di legalità, efficienza, imparzialità".

In sostanza, Sabatini chiede al Comune la riapertura di "un procedimento amministrativo" (secondo Sabatini troppo frettolosamente chiuso il 22 ottobre 2025) volto "all'acquisizione del parere della Soprintendenza competente in ordine alla verifica del rispetto delle condizioni apposte all'autorizzazione paesaggistica n.1396/2020" e, citando i documenti della Soprintendenza, fa riferimento alla "scelta dei materiali, degli infissi e delle finiture esterne delle facciate sia concordata in corso d'opera sulla base di idonee campionature da valutare congiuntamente in cantiere".

"Si richiede altresì che, all'esito di tale procedimento e nei tempi previsti dalla legge, siano adottati i conseguenti e necessari provvedimenti amministrativi autoritativi di competenza dell'Amministrazione – sottolinea Sabatini nella lettera –, ivi inclusi ove ne ricorrano i presupposti - i provvedimenti di accertamento di eventuali illeciti, le diffide, gli ordini di sospensione o di ripristino dello stato dei luoghi, l'irrogazione delle sanzioni previste dall'ordinamento e ogni ulteriore determinazione incidente sui titoli edilizi e paesaggistici, al fine di assicurare il pieno esercizio delle funzioni comunali di vigilanza e la tutela effettiva degli interessi pubblici coinvolti".

"La presente è inviata quale formale sollecito all'esercizio di poteri doverosi attribuiti dalla legge al Comune di Firenze, anche al fine di evitare ulteriori inerzie procedimentali e il consolidarsi di situazioni di fatto già lesive del principio di legalità e della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale", vi si legge.Infine, "in caso di mancato tempestivo esercizio ovvero di non satisfattivo esercizio dei poteri" da parte del Comune "si invitano sin da ora i competenti organi della Regione Toscana a esercitare i relativi poteri sostitutivi".

"Si resta in attesa di riscontro formale entro e non oltre il termine di legge di 30 giorni – è la conclusione della missiva – decorso il quale il sottoscritto si riterrà libero di agire senza ulteriori comunicazioni in tutte le sedi competenti".