Fiorentina inconcludente asfaltata dal Crystal Palace e dall'arbitro
Mettete davanti la quattordicesima della Premier League e la quindicesima della serie A, e già di partenza si capisce che per la seconda qualche problemino ci sarà. Poi, se la seconda – la quindicesima della serie A, insomma la Fiorentina – decide di regalare un primo tempo e non solo alla prima, che è il Crystal Palace e non il Manchester City per capirsi, allora è comunque frittata. E infatti. Fiorentina asfaltata, tre a zero e a casa, impresa durissima cercare di ribaltare nel ritorno, ancor più per quello che si è visto in campo: ritmo rapido e passaggi precisi con schemi semplici ma efficaci e tanta corsa da una parte, e dall’altra invece masticatura melensa di passaggini, ritmi da Rsa, uomini sempre in ritardo sul contrasto e quasi sempre – soprattutto i difensori – fuori posizione o regolarmente saltati o regolarmente a spasso sui triangoli o regolarmente fermi a consentire e cross e tiri e colpi di testa.
Questa l’impietosa fotografia del primo tempo di una partita che ha umiliato milleseicento coraggiosi saliti a Londra a incitare una parvenza di squadra, arrotolati almeno metaforicamente nei quintali di carta igienica lanciati dai supporter locali, eppure mai domi a sostenere, anche quando ormai c’era ben poco più da sperare.
Del primo tempo, ho detto, perché nella ripresa qualcosa di più in spinta, in tentativo di palleggio e in cuore si è visto, complice anche un giustificabile calo fisico degli inglesi. Certo, se l’assente ingiustificato Fabbian non si fosse mangiato il bove più clamoroso poco dopo la ripresa dall’intervallo, se Piccoli si fosse ricordato che di mestiere dovrebbe fare il centravanti, se l’altro latitante Gudmundsson si fosse degnato di dare segno di esistenza in vita, se Vanoli avesse evitato certi cambi (pare che Pongracic fosse spompato e con un problemino a un muscolo, ma buttar dentro Comuzzo nelle condizioni attuali a 10’ dalla fine, con tutti i precedenti recenti di una simile scelta) e avesse invece provato qualche altra cosa prima…
Quanti se. E il più clamoroso ha origine dalle splendide pensate di tale Roberto Rosetti, quello che nel 2005 al Franchi non vide la clamorosa deviazione di mano di Zauli in Fiorentina-Lazio. E’ lui il designatore Uefa, è lui che ha mandato una banda di incapaci al Selhurst Park. Primo tra tutti il ridicolo impomatato Donatas Rumsas, un lituano che arriva dalla 148esima posizione del ranking Fifa, e dunque che vuoi che ci azzecchino con il calcio internazionale, no, pardon, con il calcio in genere: con i suoi complici al Var, l’allegra coppia Dieperink & Blank, due straordinari olandesi, si è inventato un rigore per il Crystal che nemmeno i bambini di sedici anni all’esordio con i pulcini sarebbero capaci di fischiare, perché come fai a dare rigore a uno che viene toccato dopo che ha tirato e il pallone è già finito in curva? Loro però ne sono stati capaci, e dunque rimorda forte al signor Rosetti da Torino questa straordinaria decisione. Perché la partita, si era appena al 21’, ha ovviamente preso tutt’altra piega, inglesi galvanizzati e spinti, viola mortificati e tramortiti, è vero che da allora ci hanno messo del loro sbagliando lo sbagliabile e consentendo di più agli avversari che infatti nel giro di una decina di minuti hanno raddoppiato: ma senza quella incredibile, miserabile, assurda fandonia sarebbe andata davvero così? Sentenza nemmeno ardua, e non da consegnare a posterità perché da lì nasce la disfatta, e probabilmente l’addio alla Conference per i viola, e un comodo viatico a questi signori inglesi.
I quali comunque, va ridetto e ribadito, mettono giù ben altro calcio. Con quel Munoz a fare il diavolo a quattro, presente ovunque a distribuire palloni, crossare, dribblare, dettare schemi: si dice piacesse tanto alla Fiorentina, ma ovviamente figurati se gli uomini mercato di riva d’Arno si son premurati di assicurarselo, no, meglio poi andare a cercare Fabbian, l’oggetto misterioso fin qui mai in partita quando è sceso in campo, e a Londra autore del più enorme degli errori, una palla da appoggiare in porta, si sarebbe andati sul 2-1, hai visto mai.
Certo, poi le assenze. Eha ma anche qui qualcuno prima o poi qualche verità la dovrà pur dire sulle condizioni vere e sui problemi veri degli assenti, si parla di “botte prese”, non di roba gravissima, e questi stanno fuori a mesi interi. Nel senso: sono professionisti allenati e giovani, non anzianotti raccattati con mezzi infarti e mille acciacchi dopo un doppio da fermo a tennis. Sono seguiti, o dovrebbero esserlo, da mattina a sera, e c’è chi in più di una occasione ha vantato tecnologie riabilitative e fior di professionisti della materia al Viola Park.
E invece, di qualcuno poi – vedi Lamptey – si son perse le tracce al puto che non si sa neppure se è ancora vivo, e da che parte di mondo e fare cosa possa essere. E naturalmente dietro a questo vengono fuori le magagne di mercato, gli errori nel comporre le liste Uefa, basta guardare la panchina di Londra per capirlo, non bisogna essere geni. Poi c’è chi ha la serataccia, anche De Gea a mio modesto avviso non è esente da colpe, io di questa partita alla fin fine non salvo proprio nessuno, ma Vanoli mi deve spiegare perché si insiste con Gosens se va in crisi in qualunque situazione con qualunque avversario, fino a sbagliare addirittura gli appoggi più semplici, per non parlare di quel tiraccio che meritava maggior fortuna, vista la posizione e la situazione.
E Dodò, e Harrison: quella catena di destra che proprio non va, e tutti e due ci mettono ognuno del suo, e comunque qualche lampo s’è perfino visto. Di Fagioli e Ndour non dico nulla: nel sacrificio totale qualche sbaglio ci sta, però… però…
Vabbè, capitolo Conference praticamente chiuso, e chiuso male, c’è da pensare ancora a tirar fuori le gambe dalle secche e dalle melme di quella classifica che fa presto a tornare incubo, se non si rialza la testa subito. Arriva la Lazio, Fagioli non ci sarà, a chi le diamo le chiavi del centrocampo? Aiuto. E il resto, se non rientra qualcuno dall’infermeria? Aiuto, ma per davvero.
CRYSTAL PALACE (3-4-3): Henderson; Richards, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton (94’ Johnson), Kamada (94’ Huges), Mitchell; Sarr, Mateta (83' Lerma), Guessand (65' Pino). A disp.: Matthews, Benitez, Glyne, Sosa, Devenny, Cardines, Riad.All. Glasner.
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic (81' Comuzzo), Ranieri, Gosens (77' Balbo); Fabbian, Fagioli (90' Mandragora), Ndour; Harrison (77' Fazzini), Piccoli, Gudmundsson (90' Puzzoli). A disp.: Christensen, Leonardelli, Deli, Kospo, Kpuadio, BraschiAll. Vanoli
ARBITRO: Rumsas (LTU); assistenti Rodius-Suziedelis, quarto uomo Lukjankicas (LTU); Var Dieperink- Blank (NL)
MARCATORI: 24' Mateta (rig.), 32' Mitchell, 90' Sarr
NOTE: ammoniti Dodò (F), Piccoli (F), Richards (C); angoli 3-1 Crystal Palace; spettatori 25mila