Figure di supporto per le persone con disabilità nei luoghi pubblici
Il Consiglio comunale ha approvato, all’unanimità, la risoluzione presentata dai consiglieri della lista civica Funaro Sindaca Michela Monaco e Marco Semplici e fatta propria dalla Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali per prevedere figure di supporto per le persone con disabilità nei luoghi pubblici, culturali, di lavoro e di svago.
“Una risoluzione semplice ma innovativa perché si chiede di poter rendere autonomi le persone con disabilità. Tutto è partito da una segnalazione – ha spiegato la capogruppo della lista civica Funaro Sindaca Michela Monaco – arrivata da una studentessa universitaria che sottolineava come nei contesti universitari, i tutor accompagnano gli studenti con disabilità da un’aula all’altra, ma non coprono attività fondamentali come andare in bagno, pranzare in mensa, prendere un caffè con i compagni.
Analogamente, nei luoghi di lavoro, i servizi si fermano al tragitto fino alla postazione, senza prevedere un supporto nelle attività ordinarie della giornata: spostarsi per una riunione, accedere ai servizi igienici, partecipare alle pause con i colleghi. Nei luoghi della cultura e del tempo libero – musei, biblioteche, teatri, cinema, impianti sportivi e concerti – l’accessibilità architettonica da sola non è sufficiente: serve anche un supporto umano che consenta a residenti e turisti con disabilità, anche stranieri e non accompagnati, di vivere pienamente l’esperienza.
È necessario iniziare a svincolare la figura della persona con disabilità dall’idea che debba sempre e solo essere accompagnata da un familiare, da un assistente personale. L’accompagnamento non può essere visto come un fatto privato o medicalizzato, ma come un diritto garantito da servizi pubblici. L’inclusione – ha continuato Michela Monaco – passa anche dal riconoscere che queste figure non devono essere operatori sanitari (OSS o simili), ma figure sociali e culturali con un mansionario chiaro: accompagnare in bagno, in mensa, a un caffè, a un concerto o a una mostra, favorendo la piena autonomia e la pari dignità della persona con disabilità.
L’inclusione reale significa garantire la possibilità di vivere ogni momento della giornata con pari dignità: non solo spostarsi da un’aula all’altra o raggiungere la postazione di lavoro, ma anche partecipare ai momenti di socialità, prendersi cura dei propri bisogni quotidiani, andare a un concerto, visitare un museo, pranzare con i colleghi. L’introduzione di figure di supporto rappresenta un’integrazione puntuale e necessaria ai principi già sanciti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali: un passaggio indispensabile per trasformare i diritti da dichiarazioni astratte a pratiche concrete.
La Riforma della disabilità è attualmente oggetto di sperimentazione in specifici territori, tra cui la Città metropolitana di Firenze, quale contesto pilota per l’attuazione dei nuovi istituti e modelli organizzativi previsti.
La risoluzione – ha concluso la capogruppo Monaco – prevede figure di supporto dedicate nei luoghi pubblici, scolastici, lavorativi, culturali e di svago. Questo non vuol dire aggiungere un servizio opzionale, ma attuare i diritti costituzionali di uguaglianza sostanziale (art. 3) e garantire a ogni persona una vita autonoma e libera. Firenze e la Toscana hanno il dovere di farsi esempio in Italia ed Europa, riconoscendo che l’inclusione passa anche dalla possibilità di vivere con pienezza e senza barriere ogni momento della giornata, dal lavoro allo studio, dai musei ai concerti, dal bagno alla mensa”.
La risoluzione invita la sindaca e la giunta a farsi promotrici presso la Regione Toscana per predisporre ed adottare un progetto pilota regionale, definendo e adottando norme affinché sia realizzato un piano organico di inclusione, volto a introdurre figure di supporto nei luoghi pubblici, scolastici, lavorativi, culturali e di svago, compresi i concerti e gli eventi musicali; per prevedere formazione qualificata per queste figure, anche attingendo al personale già in organico, capaci di affiancare la persona con disabilità anche nelle attività collaterali della giornata (uso dei servizi igienici, momenti di socialità, spostamenti interni, pause ristoro); incentivando università, enti pubblici, imprese, istituzioni culturali e organizzatori di eventi che introducano tali figure, riconoscendole come strumenti di vera accessibilità; promuovendo una rete territoriale integrata, che garantisca supporto nei musei, nelle biblioteche, nei teatri, nei cinema, negli impianti sportivi, nei concerti e negli spazi di aggregazione; riconoscendo che tale intervento rappresenta un atto di attuazione concreta della Costituzione e delle convenzioni internazionali, senza il quale i diritti restano incompleti e la visione della persona con disabilità rimane ingiustamente limitata.
Chiede, infine, al presidente del Consiglio comunale, di inviare la risoluzione al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro per le disabilità.