Esodo giuliano-dalmata: storie di speranza
I drammatici mutamenti geo-politici degli ultimi anni, le guerre in corso, le tensioni internazionali ci narrano sempre più spesso di esodi di intere popolazioni, in fuga dalle armi, dalla persecuzione o dalla fame.
Le attuali immagini riportano alla memoria il ricordo dell’esodo giuliano-dalmata, quando centinaia di migliaia di italiani emigrarono forzatamente da Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1945 e il decennio successivo, a seguito del clima di intimidazione e di violenza, culminato nel dramma delle foibe.
Molti furono gli studenti esuli istriani, fiumani e dalmati che trovarono accoglienza a Firenze e chiesero l’iscrizione e i sussidi presso l’Ateneo fiorentino per poter proseguire gli studi interrotti a causa dell’esodo. Per ricostruire le storie personali e collettive di questi giovani, costretti a fuggire dalle terre di origine, il Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Firenze e l’Archivio Storico dell’Università di Firenze hanno promosso da alcuni mesi una ricerca storica.
Attraverso la documentazione conservata presso l’Archivio Storico dell’Ateneo, si intende restituire voce e dignità a una generazione che, pur segnata dal dramma dell’abbandono della propria casa, seppe ripartire attraverso la formazione e lo studio.
Nella serie delle carriere studentesche conservate nell’Archivio si conserva una miscellanea di documenti risalenti al secondo dopoguerra, che ci parla del dramma di decine di giovani in fuga dal confine orientale, da soli o con le loro famiglie. Tra le forme di aiuto si cercò anche di agevolare la ripresa della formazione per i cosiddetti “reduci o assimilati”, offrendo corsi straordinari, l’esonero dalle tasse di iscrizione, oppure contributi per l’alloggio e l’accesso alle mense.
Tra il 1945 e 1946, in mezzo alle 500 domande presentate all’Opera Universitaria dell’Ateneo fiorentino, si trovano decine di richieste fatte da studenti provenienti dalle terre giuliano-dalmate. In queste domande di sussidio, scritte a mano, a volte su fogli di fortuna, si fa anche qualche cenno alle conseguenze della guerra sulle proprie esistenze, alla perdita dei familiari, ai campi di prigionia o di sterminio e alla fuga dal luogo dove si è nati.
Un appello alla memoria
L’appello dell’Università di Firenze e del Comitato provinciale dell’ANVGD di Firenze mira a rintracciare informazioni, testimonianze e memorie relative ad alcuni studenti elencati nel censimento allegato ai documenti d’archivio, che chiesero sostegno per la ripresa della formazione tra il 1945 e il 1946, tra i quali:
● Giovanni BILUCAGLIA, nato a Dignano d’Istria il 7 agosto 1926, chiese l’iscrizione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia
● Silvana BABBI (Barbi?), nata a Fiume, chiese l’iscrizione alla Facoltà di Lettere
● Pietro CORENICH, nato a Fiume il 30 maggio 1921, chiese l’iscrizione alla Facoltà di Agraria
● Licia DE FRANCESCHI, nata a Umago il 9 marzo 1925, chiese l’iscrizione al quarto anno della Facoltà di Agraria
● Luciano ORTALI, profugo istriano dal 1945, chiese l’iscrizione al terzo anno della Facoltà di Giurisprudenza.
L’appello è rivolto a familiari, studiosi, cittadini e associazioni che possano contribuire con documenti, fotografie, lettere o ricordi a ricomporre queste storie di esodo e di speranza.
Chi desidera partecipare alla ricerca o segnalare materiali utili può contattare:Comitato provinciale ANVGD Firenze - anvgdfirenze@gmail.comArchivio Storico dell’Università di Firenze - manila.soffici@unifi.it