Entro fine marzo in Toscana l’apertura di 72 Case di Comunità
Firenze - Audizione del responsabile della direzione Sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, Federico Gelli, questa mattina, nella commissione Sanità presieduta da Matteo Biffoni (Pd). Come ha spiegato Biffoni, la Commissione, “dopo aver ascoltato l’assessora Monni, ha voluto fare il punto, dal punto di vista tecnico, su quello che è stato fatto per la sanità e il welfare in Toscana in questi anni”.
Gelli ha riassunto le riforme avviate nella legislatura precedente. “È stato fatto un lavoro importante – ha detto – che ci permette di proiettarci verso il futuro, alcune scelte effettuate hanno una ricaduta importate”. Innanzitutto, la riforma del pronto soccorso, per cui sono stati creati meccanismi fast-track per l’accesso alle specialistiche, ambulatori infermieristici, la programmazione in ogni reparto di medicina interna dei posti letto da lasciare liberi per l’accesso dal pronto soccorso, turnazione dei medici da altri reparti.
Ancora, la riforma dell’emergenza urgenza: oggi la centrale unica 112 è una delle più grandi d’Italia. Per il tema della riforma del trasporto sanitario, è stato, tra le altre cose, incrementato in tre anni di 14 milioni il finanziamento al volontariato in tema di trasporto in urgenza. Al centro dell’attenzione anche il risparmio, con l’avvio di 37 azioni per efficientare il sistema sanitario, a partire dall’energia, e con particolare attenzione alla spesa farmaceutica: in Toscana ogni anno si spende in farmaci un miliardo e mezzo di euro.
Infine, il tema fondamentale della riforma dell’assistenza territoriale. Gelli ha spiegato che sono stati avviati i lavori per i grandi ospedali, come ad Arezzo, Pisa, Livorno e grazie al Pnrr sono in fase di ultimazione 72 Case di Comunità su tutto il territorio, che dovranno essere consegnate entro il 31 marzo prossimo. Rispondendo alle domande dei commissari, il direttore ha chiarito che almeno una Casa di Comunità per ogni distretto sarà aperta h24. Ci sarà la presenza di medici di famiglia, che devono garantire le ore di presenza in base al numero degli assistiti, e anche degli infermieri di comunità e dei servizi sociali.
Numerosi gli interventi dei commissari. Il presidente Biffoni ha osservato che “l’apertura di oltre 70 Case di Comunità rappresenta una grande opportunità di riscrivere l’assistenza territoriale. Chiaramente c’è un modello da configurare in maniera nuova, in modo da riconsiderare anche, a cascata, le funzioni e le priorità degli ospedali e dei pronto soccorso. Su questo lavoro devono essere coinvolti la Commissione Sanità e il Consiglio regionale”. “Così come – ha proseguito Biffoni -, va posta attenzione alle questioni del tetto per le assunzioni, al grido di dolore che arriva dal mondo del volontariato anche a seguito di richieste di requisiti sempre più alti, su come far sì che il settore dell’emergenza urgenza diventi di nuovo attrattivo per medici e infermieri”.
Alessandro Tomasi (FdI) ha chiesto maggiori informazioni sulle 37 azioni per il risparmio e sull’apertura delle Case di Comunità. “Saranno tutte in funzione a marzo? – ha chiesto – Quali sono gli standard minimi previsti dal Pnrr? Quali saranno finanziate con il Pnrr e quali con altri fondi perché non si sono rispettati i tempi previsti? Siamo preoccupati che vadano persi finanziamenti importanti”.
Anche Lorenzo Falchi (Avs) ha posto l’accento sulle Case di comunità e sulla necessità, da parte della Commissione Sanità, “di un approfondimento ad hoc su quello che conterranno, sui modi per ottenere risorse e personale adeguato”.
Federico Eligi (Casa Riformista) ha insistito sulla revisione in tempi brevi della legge 40. “Dobbiamo mettere a pulito le scelte di riforma da fare nel sistema sanitario a partire dalla normativa – ha detto-. Sono scelte che deve fare la politica, perché non vorrei che partisse un gioco al contrario, in cui magari i sindaci protestano e la politica si accoda. O governiamo i fenomeni o li subiamo”.
Luca Rossi Romanelli (M5S) ha detto di essere d’accordo con Eligi sul ruolo fondamentale della programmazione, e ha chiesto soluzioni sulle graduatorie degli operatori sociosanitari, dal momento che ad oggi il vincolo di spesa impedisce di attingere da graduatorie e che “si ricorre quindi a interinali che paradossalmente costano di più”. Ancora, “da potenziare la presenza degli psicologi di base, dato che la Toscana ha le più alte spese per antidepressivi e ansiolitici d’Italia”.
Jacopo Cellai (FdI) ha chiesto certezze sul “reclutamento e sulla presenza del personale necessario nelle Case di Comunità”. Ha domandato inoltre se sussistano rischi di diminuzione del servizio per il trasporto non urgente e se esistano metodi di analisi dei consumi e di eventuali sprechi dei farmaci.
Secondo Diego Petrucci (FdI), “le Case di Comunità non sono strutture nuove in molti casi, solo strutture esistenti a cui è stato fatto un maquillage, cambiato il nome e rifatti infissi e arredamento. Una grande occasione persa”. Ha inoltre spiegato che nelle Case dovrebbero esserci le farmacie, che così pagherebbero l’affitto alle Asl e non ai privati, e che per quanto riguarda i pronto soccorso la “riforma è stata messa in atto solo da chi voleva, per cui ci sono pronto soccorso che funzionano come quello di Careggi, e pronto soccorso che non funzionano come quello di Cisanello”.
Serena Spinelli (Pd) si è soffermata tra le altre cose sul trasporto sanitario, sulla necessità della presenza di assistenti sociali nelle Case di Comunità, e ha richiamato l’attenzione sulla questione dei farmaci innovativi. “A breve – ha detto - arriveranno sul mercato alcuni farmaci sull’Alzheimer, da prescrivere in fase precoce, e dato che si contano oltre 65 mila toscani con decremento cognitivo, occorre fare una valutazione attenta”.
Anche Enrico Tucci (FdI) ha sottolineato come “la riforma del pronto soccorso non sia stata declinata in maniera omogenea su tutto il territorio, in tanti passano due giorni in barella al pronto soccorso”, e si è detto d’accordo sul fatto che la medicina territoriale rappresenti la sfida del futuro, sul contenimento della spesa dei farmaci, sul fatto che la legge 40 e “l’intero sistema sanitario vadano profondamente riformati”.