Due giorni di festa al Franchi per il popolo della Fiesole

Redazione Nove da Firenze

Non è stata una stagione semplice per la Fiorentina. Partite le difficoltà, classifica che ha fatto tremare, poi la lenta risalita. Ma è proprio nei momenti più complicati che si misura la forza di un legame. E quello tra la squadra e la sua Curva Fiesole, ancora una volta, ha dimostrato di essere indissolubile.Per celebrarlo, e per guardare avanti, la Curva ha scelto di fare le cose in grande. *Venerdì 5 e sabato 6 giugno* lo Stadio Artemio Franchi ha aperto le porte della Curva Ferrovia non per una partita, ma per una festa. La tradizionale chiusura di stagione dei tifosi viola, quest’anno, è diventata qualcosa di più: due giorni interi di eventi, musica e condivisione, con ingresso libero per tutta la città.

Una scelta non casuale. Il 2026 è l’anno del Centenario della Fiorentina, e la Fiesole ha voluto che anche la sua festa fosse speciale. Così il Franchi si è trasformato. Sotto la Ferrovia hanno trovato spazio il Museo Viola con i cimeli che raccontano 100 anni di storia gigliata, e un’area dedicata ai più piccoli: giochi, pittura, mini porte da calcio. Perché la fede viola si trasmette, e si coltiva da bambini.

Ma la festa è stata soprattutto musica e comunità. Sul palco si sono alternati i Last Minute e i Dirty Band, mentre la serata Italians a gogo ha riportato in curva zucchero filato e canzoni da cantare tutti insieme.

Poi i DJ set di Over Sole e Maghero hanno tenuto accesa la notte viola fino a tardi. E, come da tradizione, non sono mancati gli ospiti a sorpresa, tenuti segreti fino all’ultimo.Quello che è andato in scena al Franchi in questi due giorni è stato molto più di un evento di fine stagione. È stato un messaggio. La Fiesole ha voluto ricordare che il tifo non è solo 90 minuti la domenica. È identità, memoria, famiglia. È aprire lo stadio e renderlo casa di tutti, dai nonni ai bambini con la maglia troppo grande.In una stagione partita tra i fischi e finita tra gli applausi, la Curva ha scelto di festeggiare comunque. Anzi, di festeggiare di più. Perché il “cuore viola” non guarda la classifica. E nel weekend del 5-6 giugno, quel cuore ha battuto fortissimo sotto la Ferrovia.