Delitto di Scandicci: tanti paradossi su cui riflettere
FIRENZE- Ci sono numerosi aspetti da sottolineare nella vicenda dell’omicidio nell’area ex Cnr a Scandicci. Il primo, stando alle informazioni di stampa, è che la vittima era segnalata dall’Interpol come persona scomparsa (dopo la denuncia della famiglia in Germania), ma qualificatasi a un controllo di polizia a Roma con il cognome da nubile non era stata identificata. Come nel caso del duplice omicidio di Villa Pamphili nel giugno 2025 è evidente che l’identificazione in strada di soggetti non italiani palesa lacune profonde di cui il Governo italiano dovrebbe occuparsi subito, dotando le forze di pubblica sicurezza di strumenti e organici adeguati alle necessità reali.
Il secondo aspetto riguarda Firenze. La città sembra aver scoperto oggi che al policlinico di Careggi il reparto di psichiatria non è dotato di posti letto e l’unica possibilità per soggetti a rischio psichico è il trattamento sanitario obbligatorio. Da queste pagine già nel 2016 denunciammo la situazione in cui versava la psichiatria clinica a Firenze. Tanto è vero che il primario del reparto di Careggi, prendendo atto della scarsa attenzione per la sua disciplina diede le dimissioni e si trasferì a lavorare in California. Da oltre 10 anni la Asl Toscana centro non ritiene necessario dotare i pronto soccorso della stabile presenza di uno psichiatra, che viene convocato all’occorrenza dai colleghi con altra specializzazione. E così strutturalmente e non da oggi.
Ultima sottolineatura per lo stato di abbandono in cui versa l’area ex Cnr. Come tante zone marginali della città, terra di nessuno, che ospita sbandati, persone sofferenti, autori di reati, senza che nessuno senta il bisogno di occuparsene. Focolai di rischio sociale che improvvisamente può divampare all’attenzione della cronaca nera. La questione non riguarda solo Firenze, ma la città che si vanta di essere la capitale italiana dell’accoglienza dovrebbe riflettere profondamente sull’esercizio concreto dei principi etici che professa.