Cubo nero: il centrodestra vuole portare il caso in Parlamento

Redazione Nove da Firenze

"La questione del 'cubo nero' travalica i confini di Firenze e investe tutto il patrimonio artistico, storico e culturale italiano. Uno sfregio del genere non danneggia solo Firenze, città patrimonio dell'umanità, o la Toscana, terra benedetta e ricca di bellezza, ma tutta la Nazione. Italia, nel mondo e da sempre nella storia, vuol dire bellezza, proporzioni, estetica, armonia. Il 'cubo' – lo dico senza alcun preconcetto rispetto agli investimenti privati – è l'antitesi di tutto ciò. Adesso, è nostro compito fare piena luce su come sia stato possibile ed è per questo che la questione è stata sottoposta a tutti gli uffici competenti, dal Ministero della Cultura fino alla Camera, con miei atti e interrogazioni; solleciterò tutti gli organi competenti.

Questa vicenda, infine, deve essere da stimolo a rivedere le norme e a definire bene le competenze delle pubbliche amministrazioni e delle Soprintendenze, che talvolta sono inflessibili (con Rocco Commisso, per esempio) e altre volte quasi scompaiono" Questo l'intervento dell'On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI, nonché promotrice del nuovo testo unico delle costruzioni.

“Cubo nero, storia di una morte annunciata. Era fine agosto quando dalla sera alla mattina è nato il problema "Cubo Nero” (ex storico Teatro del Maggio Musicale) che fa tristemente sbalzare Firenze nella cronaca dei quotidiani di mezzo mondo. Sin da subito le minoranze di centrodestra hanno sollevato quesiti, chiesto chiarimenti, avanzato dubbi. I consiglieri Schmidt e Santarelli evidenziavano che il problema del cubo nero metteva a serio rischio la permanenza di Firenze nel patrimonio Unesco (peraltro preoccupazione confermata anche oggi, 7 febbraio, nella cronaca dei quotidiani).

Da allora è iniziata una battaglia di accesso gli atti, question time, domande di attualità, richieste di chiarimenti e confronto (negato) con la Sindaca in aula. L’ufficio urbanistica, il 22 ottobre, conclude il procedimento dicendo che non vi sono violazioni. Ieri si è appreso che sono indagate decine di persone tra l'ufficio urbanistica e la commissione paesaggistica. Sì, avete letto bene: Firenze, culla del patrimonio rinascimentale del mondo, ha l’ufficio urbanistica e la commissione paesaggistica in coda in Procura della Repubblica. Da qui nascono diverse considerazioni.

La prima attiene alle valutazioni tecniche.

Essendo un’indagine in corso si può solo dire che chi scrive è garantista e, quindi, attenderà gli esiti processuali per ogni valutazione.

La seconda.

A prescindere da cosa sia successo negli anni, scoppiato il caso a fine agosto, perché la Sindaca ha sempre negato un confronto politico in Consiglio comunale, rimettendo i suoi (confusi) pensieri alla stampa? Perché le minoranze di centrodestra sono state derise e accusate di essere strumentali addirittura ieri, dopo scoppiato il caso? Ora, è ben dirlo, dalle preoccupazioni e dai dubbi si sta passando ai fatti.

La terza.

Quanto accaduto ci pone dei dubbi di come abbiano svolto i ruoli la Sindaca e l'assessora Biti. Questo perché non è più individuabile quello spartiacque netto che ci deve essere tra gli uffici politici e gli uffici tecnici. Muro abbattuto proprio da coloro che, con i loro silenzi, le loro derisioni, i loro negarsi al confronto, hanno fatto sì che i dubbi crescessero indisturbati tanto da arrivare oggi ad essere preoccupanti fatti.

In conclusione, nel rispetto delle indagini in corso, si ritiene che la politica che governa la città abbia perso una buona occasione: quella di dimostrare che al centro del suoi progetti ci sono una città ed i suoi cittadini e non un fanatismo ideologico che ha fatto perdere l’orientamento a questa amministrazione. Cerini corti? Per ora certamente uno al PD ed uno all'assessora Biti” dichiarano Luca Santarelli (Gruppo Misto Noi Moderati), Angela Sirello (capogruppo), Giovanni Gandolfo, Matteo Chelli e Alessandro Draghi (FdI), Eike Schmidt (capogruppo), Massimo Sabatini e Paolo Bambagioni (Lista Eike Schmidt), Alberto Locchi (capogruppo FI) e Guglielmo Mossuto (capogruppo Lega).