Croce di San Giovanni: la tradizione si rinnova
Firenze, 24 giugno 2026 – La tradizione si rinnova a Firenze. Stamani, come ogni anno, la Società di San Giovanni Battista, in occasione della Festa di San Giovanni, ha consegnato alle autorità di Firenze una croce realizzata dalla Bottega Orafa Paolo Penko che riproduce il sacro simbolo rappresentato in un dipinto, in una scultura o in altra opera prodotta nel tempo dalla splendida arte rinascimentale.L’omaggio si inserisce nella plurisecolare tradizione fiorentina dell’artigianato prezioso ed è composta da una base che rappresenta il tiburio di uno dei più antichi monumenti della città fiorentina: il Battistero.
Da questa nascono gli altri due simboli, uno civile e l’altro religioso: il Giglio fiorentino e la Croce.Un’opera che cambia di anno in anno. Per il 2026, la Croce s’ispira a quella raffigurata nella Pala dei Pérussis, attribuita al Cerchio di Nicolas Froment e datata intorno al 1480, oggi conservata presso il Metropolitan Museum of Art di New York. Nell’opera San Giovanni Battista impugna una croce astile, la cui struttura essenziale è resa inconfondibile da originali terminali e piccoli decori.La Bottega Penko ha reinterpretato il riferimento pittorico creando la Croce mediante l’antica tecnica della fusione a cera persa, successivamente incisa a mano e dorata.
Le volute all’intersezione dei due assi sono rese più evidenti e tridimensionali, mentre i nodi terminali sono impreziositi con delle rosette floreali a otto petali come nell’opera originale.La rosetta, elemento distintivo dell’intera composizione, richiama il fiore quale simbolo di rinascita e di vita nuova. Il numero otto, associato nella simbologia cristiana alla Resurrezione, arricchisce l’ornamento di un ulteriore significato spirituale.
Si è svolta oggi nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio la cerimonia di conferimento dei Fiorini d’Oro, la massima onorificenza del Comune di Firenze. Alla presenza della sindaca Sara Funaro, la città ha reso omaggio a personalità, realtà e istituzioni che con il loro impegno hanno contribuito a dare prestigio a Firenze e a promuoverne i valori con generosità.
“Il Fiorino d’Oro è il riconoscimento più importante della nostra città. Con questa onorificenza rendiamo omaggio a persone, associazioni e realtà che, con il loro impegno, il loro talento e la loro dedizione, hanno lasciato un segno profondo nella vita di Firenze e continuano a contribuire alla sua crescita - ha detto la sindaca Funaro-. Quest’anno premiamo storie e percorsi molto diversi tra loro, ma accomunati da un elemento fondamentale: l’amore per la comunità e la capacità di fare la differenza.
Da chi ha servito il Paese e i cittadini nei momenti più difficili, a chi ha dato prestigio a Firenze nel mondo della cultura, della formazione, dell’associazionismo, dell’impresa e della ricerca. A tutti gli insigniti voglio dire grazie: siete motivo di orgoglio per la nostra città e rappresentate alcuni degli esempi più belli dei valori che Firenze esprime ogni giorno. Il vostro percorso è anche uno stimolo per le nuove generazioni, perché dimostra che con passione, impegno e determinazione si possono raggiungere risultati importanti e contribuire al bene della collettività.”
Ecco tutti gli insigniti e le motivazioni:
Giuseppe Balasso
La Città di Firenze conferisce il Fiorino d’Oro a Giuseppe Balasso per il coraggio dimostrato nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, quando, giunto tra i primi a bordo di una volante della Questura in via dei Georgofili dopo l’attentato mafioso, salvò un’intera famiglia e la fidanzata di Dario Capolicchio. A 33 anni da quella strage, è tornato in servizio proprio nel luogo della commemorazione, in un momento carico di emozione. Con questo riconoscimento, Firenze ringrazia un eroe che, poco più che ventenne, incarnò i più alti valori del coraggio, della generosità e dello spirito di servizio, e attraverso di lui esprime la propria gratitudine a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato che, ieri come oggi, operano con dedizione e senso del dovere al servizio della sicurezza e della comunità.
Bianca Bianchi
La Città di Firenze conferisce il Fiorino d’Oro alla memoria di Bianca Bianchi (Vicchio, 1914 - Firenze, 2000), una delle ventuno Madri Costituenti della Repubblica. Donna di profonda cultura socialista e antifascista, staffetta partigiana durante la Resistenza, ha contribuito a rinnovare le leggi, la scuola e il costume del Paese, battendosi per l’istruzione pubblica e i diritti dei figli naturali. A Palazzo Vecchio, ha ricoperto incarichi di consigliera comunale, assessora e vicesindaca, ha servito le istituzioni con umanità e pragmatismo. Scrittrice, giornalista e insegnante innovativa, ha tradotto la sua visione pedagogica nella “Scuola d’Europa”, cenacolo laico di fratellanza, libertà e respiro europeo. Firenze la ricorda come esempio luminoso di impegno civile, libertà e coraggio.
Luca Bindi
La Città di Firenze conferisce il Fiorino d’Oro al professor Luca Bindi, docente di Mineralogia e Cristallografia dell’Università di Firenze e scienziato curioso e appassionato, che ha restituito nuova centralità a due discipline ricche di storia e fascino grazie al suo straordinario lavoro di ricerca. Partendo da un frammento conservato nel Museo di Storia Naturale di Firenze e guidando una spedizione in Kamchatka, ha dimostrato l’esistenza dei quasicristalli in natura. Una scoperta rivoluzionaria che ha aperto un nuovo capitolo nella storia della mineralogia e nella classificazione dei minerali.
Michele Ciliberto
La Città di Firenze conferisce il Fiorino d’Oro al professore Michele Ciliberto, Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, Professore emerito della Scuola Normale Superiore e Socio nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nei suoi percorsi di studio e di ricerca si è occupato del pensiero del Rinascimento, della filosofia contemporanea con particolare riferimento all’Italia, di teoria e di filosofia politica. Napoletano di nascita e fiorentino d’adozione, ha offerto una rilettura critica e documentata di Umanesimo e Rinascimento, svelandone la complessità storica e il carattere drammatico.
L’opera da lui diretta «L’età nuova», realizzata con oltre 140 studiosi di diversi Paesi e il coinvolgimento di giovani ricercatori, avvia una nuova interpretazione di questa epoca cruciale della storia del mondo anche alla luce delle precedenti interpretazioni. Intellettuale e maestro esemplare, ha trasformato i suoi seminari alla Scuola Normale Superiore di Pisa e l’intero suo insegnamento in spazi di confronto vivo e di crescita intellettuale e umana.
Ferruccio Ferragamo
La Città di Firenze conferisce il Fiorino d’Oro a Ferruccio Ferragamo per l’impegno, la visione e la passione con cui ha guidato Polimoda, durante gli anni della sua presidenza, accompagnandone la crescita e contribuendo alla sua affermazione tra le più autorevoli istituzioni internazionali per la formazione nel settore della moda e del lusso. Imprenditore di riconosciuta competenza e protagonista di una delle più prestigiose esperienze del Made in Italy, ha messo la propria esperienza, la propria capacità di innovazione e il profondo legame con Firenze al servizio dell’Istituto, promuovendo l’incontro tra formazione, creatività e impresa e favorendo la crescita di nuove generazioni di talenti.
Con il suo lavoro ha contribuito in modo significativo a rafforzare il ruolo di Firenze come capitale internazionale della moda, accrescendone il prestigio, la capacità di attrarre competenze e opportunità e il ruolo strategico nello sviluppo culturale ed economico della città.
Associazione “La stanza accanto”
La Città di Firenze conferisce il Fiorino d’Oro all’Associazione “La stanza accanto”, nata nel 2009 sotto la guida spirituale di padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte. Ispirandosi ai versi di Charles Péguy, che immagina i figli scomparsi non come assenti ma semplicemente “nella stanza accanto”, l’associazione riunisce madri e padri accomunati dalla perdita di un figlio, trasformando una delle esperienze più dolorose della vita in una straordinaria testimonianza di solidarietà, accoglienza e speranza.
Attraverso l’ascolto reciproco e numerose iniziative benefiche a favore di famiglie in difficoltà, strutture sanitarie, realtà educative e progetti di solidarietà, “La Stanza Accanto” ha costruito una comunità capace di generare bene e vicinanza per molti. Con il suo impegno, l’associazione ha donato a Firenze un alto esempio di umanità, dimostrando come, anche dal dolore più profondo, la condivisione e la forza dell’amore possano accendere una luce di speranza, ricordandoci il valore insostituibile della cura reciproca e della condivisione.
Gruppo Menarini
La Città di Firenze conferisce il Fiorino d’Oro al Gruppo Menarini, che grazie all’impegno di Lucia e Alberto Giovanni Aleotti ha saputo crescere e innovarsi mantenendo salde le proprie radici fiorentine, proseguendo l’opera del padre Alberto Sergio, artefice della trasformazione di una piccola azienda italiana di poche centinaia di dipendenti in una multinazionale presente nel mondo, grazie a una straordinaria visione imprenditoriale, determinazione e coraggio.
Eccellenza farmaceutica che dal 1915 ha scelto Firenze come sede, intrecciando la propria storia con quella della città, Menarini rappresenta oggi una realtà globale attiva in 140 Paesi. In occasione dei 140 anni del Gruppo e dei 50 anni della Fondazione Menarini, il riconoscimento celebra una realtà guidata dai valori della ricerca, dell’innovazione, della qualità e dell’etica, che contribuisce al miglioramento della salute pubblica attraverso terapie all’avanguardia, il dialogo scientifico, la formazione di nuove generazioni di ricercatori e una costante attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale.
Un contributo fondamentale per Firenze e per l’Italia, impreziosito anche dal Premio Fair Play Menarini, che da trent’anni promuove attraverso lo sport valori universali come il rispetto, la lealtà e la legalità.
Riceverà il Fiorino d’Oro in un momento successivo il cardinale Ernest Simoni, albanese, perseguitato durante la dittatura di Enver Hoxha.