Crisi moda in Toscana, sta diventando emergenza

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 18-2-2026 - Oggi a Firenze si è svolta l’audizione delle parti sociali presso la Seconda Commissione Sviluppo Economico del Consiglio regionale della Regione Toscana, sul tema della crisi del comparto moda.

Questa la dichiarazione di Fabio Berni, segreteria Cgil Toscana: “Situazione emergenziale: la cassa straordinaria nel settore moda è cresciuta dal 2023 del 1.200%, passando dalle 484.673 ore del 2023 alle 6.603.446 del 2025. Servono risposte strutturali e un tavolo straordinario sull’industria regionale. Oggi in commissione abbiamo ribadito con chiarezza che la crisi del sistema moda, e dell’industria in generale, ha assunto un carattere emergenziale e profondamente preoccupante per l’intera Toscana.

Il vertiginoso aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria è il segnale di una sofferenza strutturale che non può essere affrontata con interventi temporanei o misure tampone. Siamo di fronte a una fase critica che coinvolge non solo la moda, ma una parte significativa del nostro sistema produttivo. Per questo chiediamo che la Regione continui a sollecitare con forza il Governo nazionale affinché vengano attivati investimenti concreti di politica industriale e definiti ammortizzatori sociali in deroga di lunga durata, realmente accessibili sia alle imprese artigiane sia a quelle industriali.

Non servono specchietti per le allodole o strumenti occasionali: occorrono misure strutturali, certe e adeguate alla profondità della crisi. Riteniamo inoltre indispensabile la sollecita convocazione di un tavolo straordinario sulla crisi dell’industria in Toscana, con approfondimenti specifici sui diversi comparti: moda, meccanico, chimico, cartario e nautica e sui relativi territori e distretti economici. Serve una visione complessiva e una strategia condivisa per affrontare le trasformazioni in atto e prevenire ulteriori chiusure e perdita di posti di lavoro.

La Regione dovrebbe dare continuità al lavoro di questo tavolo con la partecipazione della presidenza e degli assessorati allo sviluppo economico, al lavoro e alla formazione ed il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, delle parti sociali e datoriali, per garantire interventi coordinati e tempestivi. Allo stesso modo proponiamo l’istituzione di un Osservatorio regionale sulle crisi aziendali, che rafforzi e integri il positivo lavoro dell’Unità di crisi regionale, con l’obiettivo di monitorare le situazioni di difficoltà.

È fondamentale coinvolgere anche i grandi brand della moda nella definizione di strategie condivise, sia per la gestione delle crisi sia per la qualificazione delle filiere produttive, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e il contrasto allo sfruttamento lavorativo.”

“Il tema del contrasto allo sfruttamento lavorativo risulta di fondamentale importanza per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, per la salvaguardia delle imprese e per evitare contraccolpi reputazionali con pesanti ricadute per tutto il sistema”, dichiara Loris Mainardi della Segreteria Filctem Cgil Toscana.

Concludono Berni e Mainardi: “Le imprese capofila devono assumersi la responsabilità sociale lungo tutta la catena del valore. La priorità resta la salvaguardia del reddito e dell’occupazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Allo stesso tempo è necessario mettere in sinergia servizi pubblici e privati per accompagnare le imprese nei percorsi di transizione digitale e ambientale, sostenendo innovazione, formazione e riqualificazione professionale. La CGIL Toscana e le sue strutture continueranno a fare la propria parte affinché nessuno venga lasciato solo e l’industria regionale possa essere rilanciata su basi solide, sostenibili e di qualità”.