Cormorani neri a Firenze

Redazione Nove da Firenze

Una cartolina insolita ma sempre più frequente quella che si mostra agli occhi di chi osserva i lungarni fiorentini. La fotografia di copertina immortala un gruppo di cormorani neri arroccati sulla pescaia di Santa Rosa, a pochi passi dal cuore storico di Firenze, con lo storico profilo di Ponte alla Carraia e le colline di San Miniato a fare da sfondo scenografico.

Sentinelle sulla cascata

Disposti in fila lungo il ciglio della pescaia, dove l'acqua dell'Arno accelera e crea una barriera naturale, questi uccelli acquatici sfruttano la corrente a proprio vantaggio. 

La pescaia è il punto strategico perfetto: l'acqua in movimento attira e destabilizza i piccoli pesci, rendendoli una preda facile per l'agile e fulmineo nuoto subacqueo del cormorano.

Insieme a loro, immancabili, si scorgono anche alcuni gabbiani, pronti a contendersi i resti della caccia.

Un nuovo equilibrio urbano

La presenza di questi carismatici "pescatori" proprio nel centro cittadino testimonia la ricchezza biologica che il fiume Arno riesce ancora a ospitare. Tra l'architettura rinascimentale e lo scorrere lento delle acque, i cormorani neri hanno trovato a Firenze un habitat ideale, trasformando un angolo di storia urbana in un autentico palcoscenico naturalistico a cielo aperto.

I cormorani neri a Firenze 

I cormorani neri sono diventati una presenza frequente e vistosa a Firenze a partire dagli anni 2000, consolidandosi come abitanti fissi del panorama urbano nell'ultimo ventennio. La loro diffusione nell'entroterra toscano e lungo il corso dell'Arno ha seguito una cronologia ben precisa, legata a dinamiche ecologiche nazionali: 

Dal punto di vista dell'avifauna, il cormorano non ha tolto il posto ad altri uccelli pescatori (come l'airone cenerino o il martin pescatore) perché utilizza una tecnica di caccia completamente diversa (chiamata "separazione delle nicchie ecologiche"):