Cannabis, cambia il vento a Firenze?
"Ieri la Commissione Consiliare 4 ha espresso parere favorevole sulla risoluzione 2026/00608 — depositata da Sinistra Progetto Comune il 13 aprile 2026 — avente ad oggetto «Superare il pregiudizio sulla cannabis, prevenire le dipendenze, ridurre i danni». I voti contrari sono venuti dal centrodestra". Così Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, che spiega: "La risoluzione impegna la Sindaca e la Giunta ad aderire alla rete ELIDE delle amministrazioni locali europee attive sulle politiche sulle droghe basate su evidenze scientifiche, a rafforzare i programmi comunali di riduzione del danno in coerenza con i Livelli Essenziali di Assistenza e con le indicazioni della Commissione Droghe dell'ONU, e chiede al Parlamento e al Governo di intervenire per superare le politiche proibizioniste nei confronti della cannabis.
Tra le richieste specifiche: il potenziamento dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze — unico sito in Italia autorizzato alla coltivazione di cannabis terapeutica, con una produzione fissata a soli 400 kg annui, insufficiente a coprire la domanda dei pazienti — e il monitoraggio degli effetti del Decreto Caivano e dell'art. 18 del Decreto Sicurezza sulla filiera della canapa.Il parere arriva in un momento in cui quel decreto sta mostrando tutte le sue crepe.
Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano il 10 maggio, su 24 procedimenti esaminati dai tribunali italiani seguiti all'applicazione dell'art. 18 — la norma che ha criminalizzato la filiera della canapa a basso contenuto di THC, distruggendo un settore da circa 2 miliardi di euro e oltre 22.000 posti di lavoro — 14 si sono già conclusi con dissequestri.La questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Brindisi è ora davanti alla Corte Costituzionale: l'ordinanza, depositata il 2 dicembre 2025 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 febbraio 2026, contesta la norma su tre profili — formale, sostanziale e di diritto europeo.Il Consiglio di Stato ha già sospeso gli effetti del divieto sul CBD e ha chiesto alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea di pronunciarsi sulla compatibilità del divieto italiano con il diritto europeo e la libera circolazione delle merci.Nel frattempo, come documenta ancora il Fatto Quotidiano, Fratelli d'Italia ha tentato a Bruxelles di bloccare i fondi della Politica Agricola Comune alle aziende italiane della canapa: il tentativo è stato respinto.Il nostro atto richiama la storia di Firenze su questo tema: cinque risoluzioni consiliari dal 2014 al 2024, dalla depenalizzazione alla cannabis terapeutica, dal Progetto Extreme alla riduzione del danno.
Richiama il World Drug Report 2025 dell'UNODC, il XVI Libro Bianco sulle Droghe Non mollare (giugno 2025), il Rapporto Antigone 2025 — 63.868 detenuti contro 46.124 posti disponibili, 238 morti in carcere nel 2025 di cui 79 per suicidio, il 34,1% della popolazione detenuta in carcere per violazione della legge sulle droghe, il doppio della media europea. Richiama le esperienze di riforma in Germania, Portogallo, Repubblica Ceca, Paesi Bassi. Richiama le sei raccomandazioni dell'OMS e la CND dell'ONU che nel marzo 2025 ha qualificato la riduzione del danno come strumento strategico per la tutela della salute — esattamente quello che Mantovano definisce "una strategia fallimentare e rinunciataria", escludendo la rete ELIDE e la società civile dalla preparazione della VII Conferenza governativa sulle droghe", conclude Palagi.Adesso la risoluzione passa all'esame del Consiglio comunale.
Il voto di Firenze può pesare. Ringraziamo il Presidente della Commissione per l’approfondimento voluto ieri, con l’esperienza del Comune di Bologna, e tutti i gruppi che hanno voluto sostenere il testo".