Calcio giovanile toscano, la lettera di un gruppo di genitori
“Si parla ogni giorno dei problemi del calcio italiano e delle possibili soluzioni per adeguarci agli standard europei. La risposta della maggior parte degli esperti e non, è individuata nella rielaborazione e nel pensare una nuova filosofia. Un nuovo concetto incentrato soprattutto nei principi di crescita e di selezione sulla base della meritocrazia dei settori giovanili che vanno quindi ripensati e rielaborati. Ma i principi di cui sopra vengono inesorabilmente nuovamente messi da parte dallo stesso organismo che i problemi dovrebbe risolvere, la federazione e nello specifico la federazione nazionale dilettanti”.
Inizia così la lettera di un gruppo di genitori i cui figli giocano nel campionato toscano Allievi Under 17 di calcio giovanile. Uno sfogo per raccontare come lo stesso regolamento della Lega Toscana penalizzi l'impegno messo in campo dai ragazzi per tutta la regular season. “Quello a cui ci stiamo riferendo è soltanto un piccolo ma significativo esempio della situazione attuale – proseguono -. Ci riferiamo al tabellone della Coppa Toscana Allievi Under 17. Siamo di fronte a un'operazione di negazione dei principi di merito e logica, tale che diventa difficile non pensare sia stata fatta con l'unico scopo proprio di tradire tali ideali.
Entriamo nel merito per chiarezza. Premessa: i partecipanti sono le seconde, terze, quarte e quinte classificate del girone Elite Toscana (girone A) e le pari classificate dei restanti tre giorni regionali (girone B, C, D). Per logica coerenza con quanto viene fatto solitamente nello sport che premia il merito, le squadre d'Elite dovrebbero essere suddivise in modo equo nel tabellone, venendo inserite come teste di serie con 'vantaggio' per la squadra classificatasi in posizione più alta rispetto alle altre.
In Italia, invece, per colpa in particolare della nostra Federazione, si decide di stravolgere il tutto, grazie a non si sa quale principio o ragionamento degno di intelletto. In caso di passaggio del primo turno, la seconda classificata del campionato Elite si ritrova a scontrarsi con la terza arrivata nel medesimo campionato Elite. Non solo. Pure fuori casa. Ma non finisce qui. In caso di percorso netto la seconda arrivata si potrebbe trovare, vista la composizione del cartellone, a dover eliminare la quinta classificata dell'Elite fino a scontrarsi in finale con la quarta classificata sempre dell'Elite.
Quest'ultima invece ringrazia perché a seguito di non si sa quale merito divino, in caso di percorso netto incontrerà solo squadre del campionato regionale fino alla finale, dove in caso di 'sfortuna' dovrà affrontare per la prima volta una squadra d'Elite”.
Nella lettera inviata in redazione, i genitori spiegano che “la Federazione giustifica il proprio operato dietro al regolamento e al sorteggio”. “Bene, allora affidiamoci alla dea fortuna. La fortuna si è accanita furiosamente in questo caso, con la migliore classificata sul campo con merito – concludono -. Avrà sicuramente fatto qualcosa di imperdonabile. La stessa fortuna ha voluto particolarmente bene alla quarta classificata. Fatto sta che se vengono stabiliti certi inspiegabili metodi, che questi siano almeno pubblicamente esplicitati.
La domanda in sintesi è: perché affidarsi alla fortuna quando per evitare ogni legittimo dubbio ci si può affidare alla competenza e alla logica del merito? Per di più copiando, senza nemmeno doversi sforzare alla ricerca di logiche fantasiose che sembrano vere forzature. Ecco, se molti bambini e ragazzi si allontanano da questo sport è proprio per questi motivi. La Federazione deve iniziare a cambiare i propri metodi proprio partendo da queste piccole grandi cose. La federazione ha perso ancora una volta la possibilità di dare un primo segnale.
Per fortuna il calcio giocato è un altro mondo, spesso imprevedibile e a volte, proprio grazie a quella fortuna che a noi invece piace chiamare giustizia, traccia la strada per andare contro a regole sconclusionate”.