​Biglietti a € 2,00: la tempesta politica sui trasporti toscani

Redazione Nove da Firenze

Mentre la Toscana si prepara alla stagione turistica, migliaia di pendolari, studenti e lavoratori assaggino il sapore amaro di una notizia è ormai ufficiale: dal prossimo agosto, il biglietto urbano passerà da 1,70 a 2 euro.

A nulla sono valse le smentite di facciata e le barricate verbali dei mesi scorsi. Il Presidente Giani, la Sindaca Funaro e l’Assessore Giorgio si erano dichiarati contrari, ma la realtà politica è un'altra. Dopo i proclami di mobilità sostenibile, si concretizza una manovra che colpisce chi non ha alternative all’autobus. Passa da 1,70 a 2 euro con un aumento del 17,6%, in un momento in cui l’inflazione ISTAT reale si attesta al 3,2%.

L’aumento si comporrebbe di un 7% previsto dal contratto di servizio e di un 8% come recupero dell'inflazione. Ma da dove arrivano questi numeri? Mentre la Regione gioca a quello che l'opposizione definisce il "gioco delle tre carte" sui bilanci, ADUC smonta pezzo dopo pezzo la narrazione ufficiale. "Sette e Otto percento vengono dalla fantasia contabile di Autolinee Toscane, ché, se consideriamo il 3,2% Istat, l’aumento del biglietto avrebbe dovuto essere di poco più di 5 centesimi… non certo a 2 euro." afferma Vincenzo Donvito Maxia, Presidente ADUC

La verità è che questo rincaro serve a coprire le inefficienze di un gestore che non riesce a mantenere gli impegni presi. Mentre le tariffe corrono, i diritti civili restano fermi al palo. Il caso di Amy, la giovane di Uzzano che può salire su un bus solo se avvisa con 48 ore di anticipo, è la punta dell'iceberg. Tutto ciò è possibile grazie a una clausola inserita nel Contratto di Servizio che la Regione Toscana ha firmato.

La denuncia della Lega sui "sedili luridi" in stoffa della tramvia fiorentina ha svelato una gestione della pulizia imbarazzante. Solo dopo mesi di pressioni il gestore ha accettato di passare alla plastica, un materiale finalmente lavabile. Ma il degrado non è solo estetico:

Aumentare i prezzi in questo contesto non incentiva nessuno a lasciare l'auto in garage; spinge solo chi può a fuggire da un servizio pubblico percepito come insicuro e sporco.

La "gara unica" regionale voluta dal PD ha creato un monopolio che ha svuotato di potere i Comuni. Anche Anci Toscana esprime preoccupazione, consapevole che i sindaci hanno le mani legate e meno leve fiscali rispetto a una Regione che sembra agire in totale sudditanza verso la multinazionale francese.

Il paradosso è economico. Solo pochi mesi fa, il Presidente Giani annunciava una variazione di bilancio da 25 milioni di euro destinata proprio al trasporto pubblico. Dove sono finiti quei soldi? Perché, nonostante quel massiccio afflusso di denaro pubblico, si deve comunque mettere mano al portafogli dei cittadini? Questo modello centralizzato sta fallendo soprattutto nelle aree interne, lasciate ai margini di un servizio che privilegia i grandi numeri e dimentica i territori più deboli.

L'ultima beffa riguarda chi il servizio lo deve far funzionare: gli autisti. Il Comune di Firenze ha lanciato in pompa magna la nuova rete notturna (attiva dall'11 giugno al 31 ottobre), finanziata con 1,3 milioni di euro dei contribuenti tramite la Delibera di Giunta n. 200. Un progetto ambizioso, sulla carta:

L'ironia è tragica: si programmano chilometri aggiuntivi ignorando la carenza cronica di personale e i turni che hanno portato allo sciopero del 14 giugno. Per i nuovi turni notturni, l'accordo prevede un'indennità di 9 euro lordi a turno. È la logica del "si arrangeranno", dove le risorse si trovano per pagare i chilometri al gestore, ma non per garantire dignità a chi sta al volante.

La richiesta che arriva da Federconsumatori Toscana è un grido d'allarme: non si può chiedere un sacrificio economico senza partecipazione e senza rimborsi automatici in caso di disservizio. Un sistema che non risarcisce chi resta a piedi per corse saltate o ritardi cronici non è un servizio pubblico, è un prelievo forzoso. Pagare due euro per un servizio che discrimina i disabili, ignora la sicurezza e sottopaga i lavoratori è un insulto al senso civico dei toscani.