Biblioteca storica toscana: due nuovi volumi a cura di Giuliano Pinto
Il primo volume pubblicato a cura di Alberto Malvolti e Giuliano Pinto da Olschki Editore, [Serie I, vol. 912025, cm 17 × 24, x-168 pp. con 21 figg. b.n. n.t. € 28,00 - ISBN 95118] pone al centro dell’attenzione i luoghi di mercato all’interno dei numerosi insediamenti, piccoli e medi, che caratterizzavano la Toscana tra Medioevo e prima età moderna. Il tema abbraccia problematiche complesse: l’identità dei venditori e la provenienza degli acquirenti, la tipologia delle merci in vendita, le forme di pagamento, le monete usate, i pesi e le misure in vigore.
E poi gli aspetti istituzionali: le date stabilite per legge, le regole che governavano lo svolgimento del mercato e gli ufficiali preposti a farle rispettare, le garanzie per venditori e compratori. Infine – ma non certo meno importante – è la natura dei luoghi dove si teneva il mercato: in genere la piazza del Comune o quella della chiesa principale, che spesso coincidevano; in altri casi spazi vuoti all’interno o nei pressi delle mura. Luoghi di mercato talvolta provvisti di portici o di loggiati, con la presenza stabile, in qualche caso, di botteghe e di magazzini.
Il volume arricchisce così il quadro delle nostre conoscenze su un tornante significativo della storia della Toscana.
Frutto dei lavori del convegno tenutosi a Pistoia il 25 e 26 ottobre 2024 nell’ambito del progetto I contadini italiani dal tardo Medioevo all’Unità: percorsi di ricerca e aree a confronto, cura di Giuliano Pinto e Lorenzo Tanzini, è promosso dalle Deputazioni di storia patria della Toscana, dell’Umbria e di quella ferrarese [Serie I, vol. 922025, cm 17 × 24, vi-306 pp. con 12 figg. b.n. n.t. € 38,00 ISBN 95125]. Il volume intende riprendere alcuni temi di storia del mondo contadino, focalizzando il ruolo del clero nelle sue molteplici manifestazioni: la cura pastorale e il governo delle pratiche devozionali, la gestione patrimoniale, la formazione scolastica e l’assistenza.
Dai casi presentati, che si distribuiscono in contesti diversi dell’Italia centro-settentrionale dal Basso Medioevo al XIX secolo, emerge un panorama in grado di rinnovare in profondità lo sguardo sulle società rurali del periodo. Il curato di campagna, infatti, proprio per la sua prossimità con la vita quotidiana dei ceti contadini, si presta da una parte a punto d’osservazione per i fenomeni sociali delle campagne che emergono dalle fonti ecclesiastiche, dall’altro appare una chiave per seguire l’intervento dei poteri sovrani, che specialmente tra XVI e XVIII secolo cercheranno di farne il mezzo per una più efficace azione sulla società rurale.