Benessere digitale: il percorso avviato dal Comune di Firenze

Redazione Nove da Firenze

Una road map condivisa per promuovere il benessere digitale e accompagnare bambine e bambini, ragazze e ragazzi e adulti verso un uso consapevole delle tecnologie. È questo l’obiettivo del percorso avviato dall’assessorato all’Educazione del Comune di Firenze e dall’assessora all’Educazione Benedetta Albanese, nato dalle sollecitazioni di numerosi gruppi di genitori e costruito attraverso un processo partecipativo che coinvolge l’intera comunità educante. Il lavoro, già avviato con i primi tavoli di confronto, punta alla definizione di un piano di azioni concrete e condivise, capace di valorizzare il ruolo della scuola, delle famiglie, del territorio e dei servizi sanitari nel promuovere una cultura digitale equilibrata e responsabile. Dai primi incontri sono emerse quattro macro-aree di intervento: scuola, territorio, salute e famiglie.

“La sfida del benessere digitale riguarda tutta la nostra comunità educante – sottolinea Benedetta Albanese –. Abbiamo raccolto le preoccupazioni e le proposte di genitori, insegnanti e operatori scolastici, da cui emerge con forza la necessità di costruire insieme una visione condivisa. L’obiettivo è accompagnare i più giovani senza demonizzare la tecnologia, ma educando al suo valore, ai rischi e a un uso responsabile, mantenendo sempre al centro le relazioni. Vogliamo arrivare alla definizione di un patto digitale costruito attraverso la partecipazione, solido e concreto. Investire nel benessere digitale significa investire nella crescita e nell’equilibrio delle nuove generazioni”.

Il percorso proseguirà con una serie di incontri territoriali aperti alla cittadinanza e agli attori del sistema educativo:

Agli incontri – il primo si è tenuto ieri, martedì 14 aprile, al Quartiere 3, parteciperanno istituti comprensivi, amministrazione comunale, Azienda sanitaria, pediatri, Università e rappresentanti dei genitori, con l’obiettivo di ampliare il confronto e favorire la diffusione dei “patti digitali” nelle famiglie.

Le scuole in prima lineaSono sempre di più le scuole impegnate sul fronte dell’uso consapevole della tecnologia. Alla primaria di primo grado Calamandrei, per esempio, in occasione della giornata del rispetto, sono stati presentati il documento ‘Connessioni consapevoli’, con una sorta di decalogo redatto da studentesse e studenti, e il progetto ‘Digital Detox Day’, con laboratori creativi, attività sportive, letture e giochi off line immaginati con i ragazzi per ridurre l’uso eccessivo di dispositivi digitali, favorendo così socializzazione e benessere. Sono tanti gli istituti che stanno portando avanti progetti propri e che collaborano con l’assessorato, un po’ in tutti i Quartieri. Si va dal comprensivo Le Cure al comprensivo Botticelli, dal Puccini al comprensivo Vittorio Veneto, dal Rosai al comprensivo Coverciano, dal Galluzzo al Piero della Francesca fino alla scuola Montagnola-Gramsci.

Nel Q2, il Comitato promotore dei Patti Digitali di Campo di Marte, insieme all’Istituto Comprensivo Compagni Carducci, ha sviluppato un progetto pilota nell’ambito del percorso “Riconnessioni”. Attraverso un questionario rivolto alle famiglie sono stati raccolti dati su 320 alunni, con la partecipazione di 204 nuclei familiari, offrendo una fotografia significativa delle abitudini digitali. Tra i dati più rilevanti emerge la diffusione crescente degli smartphone: se nella scuola primaria riguarda una minoranza, alle medie raggiunge l’85% degli studenti, fino ad arrivare praticamente al 100% in terza media.

Parallelamente si registra una forte consapevolezza tra i genitori: oltre il 90% considera problematico un uso precoce o eccessivo dei dispositivi, mentre circa il 74% si dichiara favorevole alla costruzione di un Patto Digitale di comunità. Le famiglie non rifiutano la tecnologia, ma chiedono regole semplici e condivise: limiti di tempo, niente smartphone durante i pasti, attenzione al sonno e una supervisione attiva da parte degli adulti.

Il percorso, avviato nel maggio 2025, ha già portato alla nascita del Comitato promotore e all’attivazione di momenti formativi per i docenti, con l’obiettivo di costruire un linguaggio comune tra scuola e famiglie e rafforzare le competenze educative sul tema.