Autopalio, una superstrada di serie B?
“Abbiamo ricevuto la risposta da parte di ANAS a seguito dell’interrogazione che abbiamo presentato all’assessorato alle infrastrutture sullo stato del raccordo Siena–Firenze. Una risposta che, pur fornendo elementi tecnici sugli interventi in corso, conferma purtroppo un dato politico molto chiaro: oggi non esiste un piano di investimenti straordinari per il futuro di questa infrastruttura”.
Lo dichiara Francesco Casini, capogruppo di Casa Riformista in Consiglio regionale della Toscana.“Il messaggio che emerge è evidente: ANAS ci dice che si continuerà con attività di monitoraggio e con interventi di manutenzione, anche significativi, ma senza una prospettiva di adeguamento complessivo dell’Autopalio. In altre parole, si va avanti con la gestione dell’esistente, non con una visione di rilancio”.“Il monitoraggio è sacrosanto, la sicurezza è una priorità assoluta.
Ma un conto è garantire il controllo e la manutenzione, un conto è andare avanti con soluzioni tampone che non rispondono alle esigenze di un territorio che ha bisogno di un’infrastruttura moderna e adeguata”.“Dalla risposta emerge chiaramente che eventuali interventi più incisivi sono subordinati a nuove risorse. Questo significa che, allo stato attuale, non esiste neppure una programmazione di lungo periodo per un investimento strutturale sull’Autopalio. Ed è questo il vero nodo politico”.“Non chiediamo interventi immediati e simultanei su tutta l’arteria, ma almeno l’avvio di una programmazione seria, per step, che consenta di uscire dalla logica dell’emergenza permanente e delle soluzioni provvisorie”.“Il raccordo Siena–Firenze è un’infrastruttura strategica: collega due città importanti come Firenze e Siena, serve decine di comuni a partire da quelli del Chianti, attraversa un territorio di straordinario valore paesaggistico e turistico ed è al servizio di un tessuto produttivo di qualità che negli anni ha investito e continua a investire”.“Per questo serve un cambio di passo, in primis da parte del Governo nazionale e del Ministero alle infrastrutture: più attenzione, più risorse e una visione chiara.
La Toscana e questo territorio nevralgico non possono accontentarsi di manutenzione e gestione del rischio: meritano un’infrastruttura all’altezza del loro ruolo”.“Come vicepresidente della commissione infrastrutture ho ufficialmente richiesto di audire Anas. La Toscana c’è ed è pronta a fare la sua parte” conclude Casini.