Ampliamento scalo di Peretola, i Comuni della Piana non mollano

Redazione Nove da Firenze

I Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Carmignano, Calenzano e Poggio a Caiano "confermano il proprio impegno nella battaglia istituzionale e legale contro il progetto di ampliamento dell’Aeroporto di Peretola. Nella giornata di mercoledì 10 giugno, i sindaci si sono riuniti a Campi Bisenzio per coordinare le prossime mosse alla luce dei recenti atti adottati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che hanno modificato il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Le amministrazioni comunali stanno procedendo all’aggiornamento dei ricorsi già pendenti davanti al TAR ed entro il prossimo 29 giugno, tenendo conto delle novità intervenute, verranno proposti i motivi aggiunti al ricorso già pendente. L’udienza davanti al Tribunale Amministrativo Regionale è prevista per il mese di ottobre.

Le amministrazioni coinvolte ritengono che il passo indietro compiuto dal MASE sul decreto VIA rappresenti un elemento significativo, poiché conferma in qualche modo criticità e vizi nel procedimento già evidenziati in precedenza e rafforza le ragioni di contrarietà rispetto al progetto di ampliamento dell’infrastruttura aeroportuale.I Comuni ribadiscono la necessità di tutelare il territorio, la salute dei cittadini e l’equilibrio ambientale dell’area della Piana fiorentina, continuando ad agire in maniera coordinata e unitaria per far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti".

Toscana Aeroporti, in merito alle reiterate posizioni contro il masterplan dell’aeroporto di Firenze da parte di cinque comuni della piana (Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano, Sesto Fiorentino), "basate su disinformazioni ed errate interpretazioni degli atti, ribadisce la totale regolarità dell’iter svolto e in corso, particolarmente in merito al decreto DM253/2026 correttivo dell’art.1 del Decreto VIA-VAS DM678/2025, riguardante l’applicazione della direttiva “Habitat” e si evidenzia come la forzatura sia rappresentata dalle argomentazioni date dagli stessi comuni.

La modifica del Decreto VIA ha avuto un solo obiettivo: ripristinare la corretta applicazione del diritto europeo, correggendo un errore interpretativo contenuto nel provvedimento originario in merito alla procedura prevista dalla Direttiva Habitat.

La questione è semplice e documentata.

La normativa europea prevede il coinvolgimento della Commissione Europea attraverso un parere nei casi in cui il progetto incida su habitat o specie di interesse prioritario. Nel caso del Masterplan dell’aeroporto di Firenze, secondo gli atti acquisiti nel procedimento, tale presupposto non sussiste.

La modifica attuata al decreto costituisce quindi un atto che ripristina la correttezza del diritto e la corretta applicazione delle norme, attestato dalle note e pareri di tutti i soggetti coinvolti: ENAC, Regione Toscana, Commissione Tecnica CTVIA, Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica e Ministero della Cultura.

I Comuni contestano un atto che non introduce una violazione, ma la rimuove. Contestano una modifica che non aggira la normativa, ma la applica correttamente. Contestano un aggiornamento che non riduce le tutele, ma chiarisce quale sia la procedura europea effettivamente prevista.

Si evidenzia inoltre che l’iniziativa dei comuni della piana, oltre a non aver fondamento ed andare in senso contrario al reale stato degli atti, reitera un costo per la collettività, già sostenuto per decine di migliaia di euro in occasione dei precedenti ricorsi sul precedente masterplan, per un’iniziativa che di fatto va contro gli interessi degli stessi cittadini.

Si ricorda infatti che le opere compensative previste, quattro nuove aree naturali nei comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Signa, in realtà arricchiranno il sito Natura 2000 estendendone la consistenza e migliorandone la qualità, per le caratteristiche che avranno, compresa la realizzazione di nuovi habitat “prioritari” adesso assenti. Tanto che lo stesso comune di Signa ha riconosciuto i vantaggi derivati dal masterplan, non avendo neanche aderito al fronte dei ricorrenti.

L’attuazione del masterplan aeroportuale comprende importanti interventi sul sistema delle acque che consentiranno di innalzare la sicurezza idraulica della porzione di piana interessata, con evidenti benefici anche per i comuni che vi insistono. Sono previsti interventi per realizzare concretamente porzioni del parco della piana, nel comune di Sesto Fiorentino. Anche sui comuni della piana, e per certi aspetti soprattutto su di essi, ricadranno i benefici di un’infrastruttura funzionale a servizio del territorio in termini di occupazione, sostegno al lavoro e alle imprese e al turismo di qualità.

Sorprende infine che iniziative contro l’aeroporto e il masterplan continuino ad essere portate avanti da comuni che con l’attuazione dei progetti e con l’attività aerea (e relativi potenziali impatti) hanno poco o nulla a che fare, come quelli del pratese o Calenzano, o addirittura avrebbero evidenti benefici anche in termini di riduzione degli impatti, come nel caso di Sesto Fiorentino, che con la nuova pista vedrebbe eliminati per sempre gi attuali sorvoli nei decolli verso monte Morello.

Per l’Amministratore Delegato di Toscana Aeroporti, Ing. Roberto Naldi, “i sindaci hanno tutto il diritto di ricorrere. Ma devono sapere che stanno ricorrendo contro l’atto che riporta la loro stessa amministrazione dentro il quadro normativo comunitario. Se vogliono combattere davvero il Masterplan, lo facciano su basi sostanziali — se pensano che il progetto sia inadatto al territorio, che incida troppo, che le mitigazioni siano insufficienti. Quelle sono ragioni legittime. Ma non possono dire che una correzione tecnica di una procedura illegittima sia una violazione dei loro diritti. Quella è distorsione.”

“Il confronto sul Masterplan – prosegue Naldi - deve restare ancorato ai fatti, agli impatti effettivi, alle mitigazioni previste e alle compensazioni ambientali. Toscana Aeroporti conferma la propria disponibilità a discutere nel merito, sulla base degli atti, delle evidenze tecniche e delle procedure previste dalla legge, non sulla base di posizioni ideologiche e di contrapposizioni politiche “a prescindere”.