Aeroporto di Peretola: c'è in gioco per il futuro di Firenze
Immaginate di rientrare da un volo transatlantico da New York, con il desiderio di toccare finalmente il suolo fiorentino, per poi ritrovarvi, a causa di una pioggia leggera, sulla pista di Pisa. È l'esperienza recente di Francesco Casini, consigliere regionale e comunale, che descrive in post sui social una situazione "vista e rivista": lavoratori e studenti dirottati, costretti a riorganizzare agende e perdere ore preziose. Questo episodio cristallizza perfettamente la tensione che da decenni avvolge l'aeroporto "Vespucci". Da un lato, l’esigenza di un’infrastruttura efficiente per permettere alla Toscana di "stare nel mondo"; dall'altro, una resistenza territoriale che vede nell'ampliamento una minaccia irreversibile. La questione, tuttavia, non è solo una sfida ingegneristica, ma un profondo scontro di potere su chi abbia il diritto di definire il "bene comune".
Il Presidente della Regione Eugenio Giani e la Sindaca Sara Funaro hanno criticato i sei Comuni della Piana ricorrenti al Tar, bollati come portatori di "interessi particolari" che ostacolano lo sviluppo. Ma l'analisi dei numeri suggerisce che lo scontro è tra l'interesse di Firenze (circa 350.000 abitanti) e quello di altri sei comuni limitrofi che rappresentano una popolazione equivalente di altrettanti. Da una parte il progetto di Toscana Aeroporti SpA, controllata dalla multinazionale Corporaciòn America del magnate Eurnekian, dall'altra le preoccupazioni di comunità locali e comitati, che non hanno usato mezzi termini: "Questo osceno travisamento della realtà dei fatti è: offensivo per Enti e Comuni che ricorrono al TAR; inaccettabile per le comunità che essi rappresentano; ridicolo e incoerente."
Uno degli ostacoli più significativi al nuovo scalo arriva dai vertici accademici. L’Università di Firenze e la sua Rettrice si sono schierate contro il progetto, annunciando il ricorso al TAR. Il timore è che l'avvicinamento della pista comprometta il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, un'eccellenza dove la ricerca e la sperimentazione d'avanguardia richiedono condizioni acustiche ed elettromagnetiche incompatibili con il decollo continuo di Airbus e Boeing. Oltre alla minaccia alla didattica, l'esperto di sviluppo urbano non può ignorare l'impatto fisico sul territorio:
- • L'impermeabilizzazione di 200 ettari: Si tratta di una grande area verde della Piana, un polmone tra Firenze e Prato;
- • Il rischio idraulico: Il progetto prevede la deviazione del Fosso Reale.
In un'epoca di crisi climatica, dove la Toscana è ancora ferita dalle recenti e catastrofiche alluvioni, manomettere un canale fondamentale per la sicurezza idrogeologica può apparire come una scommessa pericolosa.
Per il 2026 è previsto un ulteriore incremento dei passeggeri. Il progetto di potenziamento serve a far risparmiare a tanti viaggiatori 60 minuti di treno dall'aeroporto di Pisa. Una delle promesse cardine per convincere la cittadinanza è il cambio di orientamento della pista, presentato come la soluzione definitiva per i quartieri di Brozzi e Peretola. Anche se con la nuova pista, a causa del regime dei venti, è stimato che il 15-18% dei voli dovrà comunque continuare a sorvolare altri centri abitati a bassa quota.
Lo scontro su Peretola verte su metri di asfalto e statistiche di traffico aereo: il riflesso di due visioni inconciliabili della Toscana. Da una parte, un modello basato sulla competitività globale; dall'altra, una visione che chiede di salvaguardare l'ambiente, la sicurezza idraulica e il contesto sociale locale.