Addio a Igor Protti, il bomber che ha fatto sognare Livorno

Redazione Nove da Firenze

Il calcio italiano piange uno dei suoi attaccanti più amati. Igor Protti ci ha lasciati stanotte, come comunicato dalla famiglia con un messaggio carico di dolore e di amore.

"Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati", si legge nel comunicato.

Insieme alla notizia, la famiglia ha voluto condividere il saluto che lo stesso Protti aveva preparato, secondo le sue volontà:"Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.

Una carriera da bandiera

Per raccontare Igor Protti bastano due maglie: quella del Livorno e quella del Bari

Con gli amaranto ha scritto pagine di storia, diventando capocannoniere della Serie B 2001/02 e trascinando il Livorno dalla C1 alla A. 

Con il Bari, nella stagione 1995/96, ha conquistato il titolo di capocannoniere della Serie A a pari merito con Giuseppe Signori: 24 gol, da bomber puro, in una squadra che lottava per salvarsi.

Un’impresa che lo ha reso leggenda.

Ma Protti è stato molto più di un attaccante. È stato l’uomo del gol all’ultimo minuto, della maglia sudata, del rapporto viscerale con la sua gente. Livorno lo ha eletto simbolo, al punto da ritirare la sua maglia numero 10. E lui, dopo il ritiro, era rimasto lì, nella sua città, sempre vicino alla squadra e ai tifosi.

L’ultimo saluto

La famiglia fa sapere che per chi volesse porgere l’ultimo saluto, dalle ore 15 di oggi Igor si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in Via della Rimembranza.

Se ne va un campione vero, dentro e fuori dal campo. Un uomo che ha trasformato il calcio in emozione pura, che ha sempre messo la famiglia e l’amore della gente al primo posto. E che ha scelto di congedarsi come ha vissuto: con il cuore in mano e un pensiero per tutti.